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In Calabria la più grande struttura buddista del sud Italia

Il monaco Sayadaw ha comprato una grande villa abbandonata da anni nella piazza centrale del paese e l’ha riadattata per ospitare un centro di meditazione

Pubblicato il: 30/08/2019 – 18:52
In Calabria la più grande struttura buddista del sud Italia

Ospitata in una villa nella piazza centrale di Cinquefrondi
CINQUEFRONDI (REGGIO CALABRIA). È stata aperta a Cinquefrondi, nella Piana di Gioia Tauro, la più grande struttura buddhista dell’Italia meridionale. Si chiama “Thabarwa Nature Centre” ed ospita già una decina di monaci guidati da Sayadaw Ottamathara, un’autorità nel buddhismo mondiale.
Nella piazza centrale del paese il monaco Sayadaw ha comprato una grande villa abbandonata da anni che è stata adattata per ospitare un centro di meditazione buddista, ma anche in luogo in cui offrire aiuti a disadattati, alcolisti, drogati e bisognosi di ogni genere. Da alcuni giorni i monaci escono in giro in tutta la Piana di Gioia Tauro per far conoscere il nuovo centro.
Sayadaw Ottamathara, 50 anni, originario di Sagaing in Myamar (Birmania), dice all’Ansa che «in Italia c’è interesse per quello che facciamo, non solo per l’insegnamento del “Dhamma” e la meditazione ma anche per l’aiuto che forniamo alle persone bisognose. Alcuni mesi fa sono stato invitato a tenere alcune lezioni a Cinquefrondi. Ho incontrato il sindaco e le persone del luogo e ho spiegato che cosa faccio, e cioè dedicare la mia vita a fare buone azioni e creare luoghi, aperti a tutti, dedicati a compiere buone azioni. Ho trovato un’accoglienza molto buona. La gente del posto si è mostrata desiderosa di aiutare e partecipare. Per questo ho deciso di aprire il centro Thabarwa per fare buone azioni. Chi vive da solo o soffre di depressione è una persona che ha bisogno di aiuto e può venire da noi, stare in compagnia e fare buone azioni in modo libero, senza alcun limite. Può offrire le sue capacità e rendersi utile insieme ad altre persone. Su questi temi abbiamo intenzione di collaborare con le autorità religiose e istituzionali. La cosa importante è la volontà di fare buone azioni e noi vogliamo collaborare con chiunque abbia questa volontà».
«Crediamo che quando si fanno buone azioni insieme agli altri, collaborando con gli altri – dice ancora il monaco Sayadaw – i benefici per chi compie le azioni meritorie sono più grandi: quando facciamo assieme non solo possiamo fare di più per gli altri, ma c’è più beneficio anche per chi lo fa».

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