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Abramo Customer Care, Pisano: responsabilità dei committenti ma anche dell’azienda

Il segretario regionale dell’Ugl Telecomunicazioni interviene sulla vertenza che vede molti posti di lavoro a rischio

Pubblicato il: 31/01/2020 – 9:44
Abramo Customer Care, Pisano: responsabilità dei committenti ma anche dell’azienda

Responsabilità dei committenti ma anche responsabilità aziendali. Le evidenzia il segretario regionale di Ugl Telecomunicazioni , Pierpaolo Pisano, con riferimento alla vertenza dell’Abramo Customer Care. «Nella giornata di ieri – rende noto Pisano – la nostra organizzazione e rispettiva Rsu ha incontrato l’azienda Abramo. I vertici aziendali hanno rappresentato alla nostra organizzazione uno scenario molto critico legato alla forte riduzione di volumi da parte del committente Tim che impatta rispettivamente sui siti di Montalto Uffugo e Settingiano. Implicazioni negative riguarderanno anche il sito di Palermo sul quale circa 100 contratti a tempo determinato saranno cessati. Sul sito Settingiano circa 40 addetti saranno trasferiti su commessa di Back Office. Questa sarà di conseguenza spostata da Crotone a Settingiano. Ancora su Settingiano, la commessa Sen sarà anch’essa interessata da un calo di volumi, ma al momento intercorrono con il committente trattative finalizzate all’acquisizione di nuove attività tese a scongiurare criticità. Tutto questo scenario dovrà essere gestito, a dire aziendale, attraverso il Fondo di Integrazione Salariale sia sulla sede di Montalto che su quella di Settingiano. Ugl Telecomunicazioni – sottolinea Pisano – è assolutamente al corrente delle difficoltà aziendali derivanti dalle scelte del committente Tim. Un committente che nell’ultimo anno ha anche attivato importanti processi di internalizzazione del lavoro. Certo, le dichiarazioni di fine anno dei vertici Tim relative al rientro di tutto il traffico estero sul territorio nazionale, lasciavano sperare sulla possibilità di delegare lavoro alle outsourcer nazionali tra le quali Abramo C.C. Per tali ragioni la nostra organizzazione in ambito nazionale contatterà i vertici Tim per ricevere chiarimenti in merito a tali scenari. Altresì, consci di tali difficoltà, siamo costretti ad evidenziare ancora una volta le responsabilità  dell’azienda Abramo in merito a quanto accade da oltre un anno. Abbiamo sempre criticato e stigmatizzato la completa assenza di una vision aziendale almeno a medio termine, che avesse potuto garantire e preservare il suo più grande valore. I dipendenti!». Secondo Pisano «lLe difficoltà del mercato non possono certamente giustificare per intero le lacune aziendali  emerse sempre più nell’organizzazione del lavoro e la gestione della crisi. Da oltre un anno l’azienda, a nostro avviso, ha agito contraddicendosi in più di una occasione.  Ugl Telecomunicazioni da tempo chiede l’attivazione di un tavolo relazionale permanente, per meglio comprendere il reale stato patrimoniale aziendale. Un tavolo relazionale finalizzato a far comprendere alle parti sociali se esiste un piano industriale di breve periodo o se altrimenti si stia navigando a vista. Nell’ultimo anno più volte si è utilizzato lo strumento Fis. Un fondo finanziato direttamente dai Lavoratori che versano il contributo su ogni busta paga. Abbiamo chiesto all’azienda se non sia giusto da parte dei lavoratori “finanziatori” del fondo chiedere trasparenza ed esigere da parte aziendale chiarimenti su cosa vuol fare in futuro. Riteniamo quindi che l’azienda non sia scevra dall’aver commesso errori.  Azienda che fino a poco tempo fa  si considerava leader nel settore del Customer Care. I committenti hanno enormi responsabilità ed i lavoratori stanno ancora pagando sulla propria pelle logiche finanziarie di business ed improntate alla massimizzazione dei ricavi, irrispettosi di aziende dichiaratamente a Responsabilità Sociale di Impresa. Pertanto – conclude Pisano – ci aspettiamo da Abramo Customer Care  che oggi, come tutte le aziende del settore, vive questo momento di difficoltà, dimostri se la sua leadership nel settore è ancora reale o meno. Non si può pensare di chiedere ai lavoratori sacrifici, testimonianze di attaccamento all’azienda se non prima aver dimostrato ai propri dipendenti in modo chiaro ed inequivocabile di voler continuare a giocare la partita e soprattutto a mettere in campo generali capaci di portare l’esercito fuori dal pantano di una guerra totale qual è quella del mercato delle Tlc. Per tutte queste ragioni, Ugl Telecomunicazioni, farà tutto quanto possibile per tutelare i lavoratori calabresi nelle sedi istituzionali nazionali e territoriali, ma aspettandosi uno scatto di orgoglio da parte diretta della proprietà aziendale. La prima, a non dover lasciare soli i lavoratori, è l’azienda!».

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