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Coronavirus, Oriolo «preoccupa» l'Asp. Nuovi casi a Corigliano Rossano

Martino Rizzo, responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per la Sibaritide, analizza la situazione. Nel centro dell’Alto Jonio il totale dei contagiati sale a 19 (su 2mila abitanti…

Pubblicato il: 06/04/2020 – 17:36
Coronavirus, Oriolo «preoccupa» l'Asp. Nuovi casi a Corigliano Rossano

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO «Ci sono diversi positivi rispetto alla giornata di ieri». Il computo totale non è ancora “chiuso” quando il dottore Martino Rizzo, responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide inizia a snocciolare le notizie odierne. Riferisce di nuovi casi a Corigliano Rossano «tutti sotto controllo», ma sembra preoccupato da quanto sta accadendo ad Oriolo, centro dell’Alto Jonio dichiarato “zona rossa” dal presidente della Regione Jole Santelli, in cui da giorni è divampato un focolaio che sta registrando fra i positivi anche alcuni amministratori. In tutto questo l’ufficio diretto dal dottor Rizzo in giornata ha effettuato i test anche ventuno croceristi, rientrati a Corigliano Rossano a metà marzo ma esaminati poiché uno di loro, seppur a distanza di settimane, sembra aver contratto il virus.
«A CORIGLIANO ROSSANO I CASI AUMENTANO, MA NON C’È NESSUN NUOVO “FOCOLAIO”» «Ritroveremo in serata diversi positivi in più a Corigliano Rossano, forse 34 o 35 persone affette dal Covid-19 – rivela Martino Rizzo al Corriere della Calabria – perché abbiamo esteso il tampone a tutti i conviventi delle persone già individuate. Ce l’aspettavamo, siamo preparati, ma l’importante e che non vi siano nuovi focolai. Se il virus circola nello stesso ambiente è più facile da contenere, giacché i contagiati sono tutti in quarantena».
Il dottor Rizzo, parla di casi “indice” pari a zero, ovvero possibili contagi al di fuori dei nuclei familiari già colpiti e non sembra allarmato dell’incremento dei casi saliti dai 29 di ieri ai 34/35 di oggi.
«CONTAGI IN EVOLUZIONE A ORIOLO» «A Oriolo, invece, la situazione è molto diversa – spiega ancora il responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica per l’area dell’ex Asl n.3 – oggi abbiamo individuato “parecchi” nuovi positivi al coronavirus (i cui risultati giungeranno nelle prossime ore, nei prossimi giorni, ndr). Ma mentre a Corigliano Rossano non c’è evoluzione, ad Oriolo va ancora valutata».
Il dottor Rizzo non si sbilancia granché, proprio perché la “conta” è ancora in corso. Peraltro i nove casi in più di ieri (qui la notizia), a fine serata erano già saliti a 12 in uno stesso giorno. Ad oggi l’infezione da coronavirus ad Oriolo ha raggiunto complessivamente 19 persone e Rizzo ipotizza possano aumentare con situazioni non circoscrivibili come sta accadendo a Corigliano Rossano. E per un comune di appena 2000 residenti, il dato preoccupa.
LA STORIA DEI CROCIERISTI Gli uffici dell’Asp, oggi si sono occupati anche di 21 croceristi, tutti di Corigliano Rossano, rientrati da un viaggio in Medioriente il 13 marzo e tutti autodenunciatisi per poi porsi in quarantena volontaria. A distanza di qualche settimana uno dei crocieristi ha iniziato a manifestare qualche segnale preoccupante. «I sintomi tardivi accusati da uno dei croceristi – conclude Martino Rizzo – è stato probabilmente dettato da un caso secondario. Poiché era stato a contatto con tutti gli altri, anche se a quarantena ultimata, in via cautelativa abbiamo testato tutti». (l.latella@corrierecal.it)

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