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Coronavirus, a Corigliano Rossano arrivano i primi aiuti. «Dati incoraggianti dalla Sibaritide»

La città jonica è la prima ad erogare il sostegno alle famiglie. Sono 94 i casi positivi nella Piana di Sibari. Destano ottimismo i dati di Oriolo e Bocchigliero. Rizzo: «Si intravede la luce fuori…

Pubblicato il: 10/04/2020 – 22:07
Coronavirus, a Corigliano Rossano arrivano i primi aiuti. «Dati incoraggianti dalla Sibaritide»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO  La manna, purtroppo, non cade sempre dal cielo. Ma da venerdì e poi la vigilia della santa Pasqua, fino a seguire ai prossimi giorni, oltre tremila coriglianorossanesi potranno contare su un aiuto economico che contribuirà ad alleviare piccole e grandi sofferenze, ed a sostenere i bisogni familiari di qualche migliaia di persone in difficoltà per colpa di quel nemico invisibile che oltre ad infettare decine e decine di persone e mietere vittime (a Corigliano Rossano ad oggi sono stati 39 i contagi complessivi, con circa 200 persone in quarantena), ha messo in ginocchio l’economia del Paese ed una ancora più depressa alle latitudini calabre.
Con gli aiuti di Stato, saranno orientativamente 700mila euro, la città di Corigliano Rossano è la prima in Calabria, fra i grandi centri, ad attivare il sostegno.
Quest’oggi sono stati erogati i primi 250 contributi, ed in tempi come questi possono davvero essere una manna dal cielo per le famiglie di Corigliano Rossano, afflitte dalla crisi.
Certo, non si parla di cifre astronomiche ma di aiuti fino a poco meno di quattrocento euro, con un “bonus” di 50 euro in buoni, in più, per quei nuclei familiari con neonati a carico. Sarà solo una panacea a quei mali, le derive, create dal coronavirus, ma meglio che niente, sotto le festività Pasquali.
La terza città della Calabria, insomma, anticipa i tempi e corre in soccorso di chi ne ha bisogno. La macchina amministrativa messa in piedi dal sindaco Flavio Stasi, proseguirà nella distribuzione degli aiuti anche domani e probabilmente anche nella giornata di domenica, per poi proseguire nei prossimi giorni.
Come anticipato saranno oltre 3000 le persone, molte delle quali a capo di nuclei familiari, a beneficiare del contributo. Un piccolo passo concreto in un mare di promesse.
I DATI DELLA SIBARITIDE Gli ultimi dati che giungono dall’Asp, frattanto, sembrano incoraggianti. Il dottor Martino Rizzo, responsabile del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide, per quella che era il territorio dell’ex Asl n.3 di Rossano, nel suo consueto punto sulla sua pagina Facebook, ha tracciato le somme odierne. Sono 94 i casi positivi al Covid-19 in tutta la piana di Sibari. «Potrebbero sembrare tanti – rileva Rizzo – ma se le rapportiamo ai circa 220.000 abitanti, il numero di casi positivi appare esiguo. Se continua così, possiamo dirci fortunati ed affermare che l’epidemia ci ha solo parzialmente colpito, almeno dal punto di vista sanitario. Non voglio però darvi l’impressione che sia finita – è la considerazione dell’esperto – perché non è così, ma dobbiamo rendere merito ai sindaci, tutti, anche quelli dei Comuni più piccoli, che hanno compreso la pericolosità della situazione e messo in atto ogni possibile strumento per garantire il “distanziamento” tra i cittadini, non impedendo la comparsa dei focolai infettivi, ma evitando che questi potessero allargarsi coinvolgendo molti soggetti».
Tra gli elementi positivi segnalati da Martino Rizzo, i cinque giorni in cui non si verificano nuovi casi a Corigliano Rossano, «e gli ultimi riscontrati riguardavano contatti stretti, ovvero i parenti di “positivi”. Se si escludono due casi di “importazione” del 4 aprile, l’ultimo caso indice risale al 30 marzo», evidenzia ancora il direttore del Settore Igiene e Sanità pubblica dell’Asp per la Sibaritide, prima di fare il punto su due importanti focolai, quelli di Bocchigliero e Oriolo.
«A Bocchigliero (21 i casi positivi, ndr) è stato accertato un nuovo caso il 6 aprile, sempre collegato alla casa di riposo ed ha riguardato un dipendente assente dal servizio dal 9 marzo che, presumibilmente, aveva contratto prima l’infezione. Dopo il 26 marzo, l’unico caso accertato ha riguardato l’ambito familiare di un positivo».
Quanto ad Oriolo (26 complessivi i contagi ad oggi, ndr), «dopo l’esplosione epidemica che si è avuta fino al 4 aprile, con più di 20 casi, la situazione si sta normalizzando. Troveremo ancora positivi ma – specifica ancora Rizzo – continuando nella ricerca dei contagiati ed isolandoli, col tempo potremo aver ragione di questo ulteriore e grave focolaio».
Concludendo, «la situazione sembra volgere al meglio, e si intravede la luce in fondo al tunnel. Ma siccome il tempo è nostro alleato, dobbiamo continuare ancora a rispettare le misure di distanziamento. Non facciamo fesserie adesso. Metteremmo a repentaglio tutti gli sforzi fatti fino ad oggi». (l.latella@corrierecal.it)

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