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Catanzaro, l'esposto alla Corte d'Appello: «Mio cliente positivo al Covid per l'inerzia dei giudici»

La denuncia del legale di un detenuto crotonese di 62 anni, condannato in primo grado nei processi “Jonny” e “Kiterion”

Pubblicato il: 21/04/2020 – 14:21
Catanzaro, l'esposto alla Corte d'Appello: «Mio cliente positivo al Covid per l'inerzia dei giudici»

CATANZARO Un esposto alla Corte di Appello di Catanzaro per denunciare “l’inerzia decisoria” da parte dei giudici di Catanzaro in una vicenda che potrebbe mettere a rischio la salute di un detenuto crotonese di 62 anni, condannato in primo grado nei processi “Jonny” e “Kiterion”, e che è sottoposto a misura cautelare in carcere a Tolmezzo (Udine) dove è risultato positivo al coronavirus. A presentarlo è stato il difensore del 62enne,  l’avvocato Luca Cianferoni, spiegando che «già il 10 marzo, quando il suo assistito non era ancora stato contagiato dal virus, aveva chiesto alla Corte di Appello di Catanzaro di modificare la detenzione in carcere con gli arresti domiciliari proprio per le condizioni di salute del detenuto incompatibili con il regime carcerario». A quell’istanza, però, non c’è stata risposta. Il 23 marzo l’avvocato era tornato a sollecitare la decisione alla Corte di Appello anche perché, nel frattempo, il detenuto crotonese – trasferito dal carcere di Bologna a quello di Tolmezzo – aveva contratto il coronavirus. Anche stavolta nessuna risposta. L’11 aprile è stata presentata una nuova istanza nella quale il difensore ribadisce le condizioni di positività al virus del 62enne e spiega che il trasferimento dall’Emilia Romagna al Friuli era stato svolto senza tenere conto delle misure di sicurezza previste per limitare la diffusione dei contagi. La Corte di Appello anche stavolta non risponde e l’avvocato Cianferoni a questo punto il 19 aprile invia un esposto all’avvocato generale presso la Corte di Appello ed anche al procuratore generale presso la Corte di Cassazione ed al Csm nel quale denuncia «l’inerzia decisoria durante la quale l’imputato si è ammalato di coronavirus» facendo notare che «durante un’altra inerzia decisoria nel procedimento “Gringia” un altro suo cliente è addirittura deceduto».

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