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Sovraffollamento carcerario, sventato tentativo di suicidio di un detenuto crotonese

Le guardie penitenziarie sono intervenute in tempo ed hanno evitato la tragedia. L’uomo è ora in buone condizioni. E le polemiche sulle scarcerazioni dei detenuti al 41-bis hanno fatto cadere nel d…

Pubblicato il: 04/05/2020 – 21:25
Sovraffollamento carcerario, sventato tentativo di suicidio di un detenuto crotonese

di Francesco Donnici
CROTONE Non migliora la condizione nel carcere di “media sicurezza” di Crotone dove lo scorso 2 maggio uno dei detenuti ha tentato il suicidio. Il gesto è stato prontamente sventato dagli agenti di Polizia Penitenziaria che sono intervenuti in tempo per evitare la tragedia.
L’uomo è stato condotto d’urgenza al nosocomio cittadino per le cure ed accertamenti del caso e versa ora in buone condizioni. È in atto una terapia medica da parte del personale sanitario volto al monitoraggio della sua evoluzione clinica. «Il detenuto segue la terapia prescritta ed è collaborativo nell’attuazione del programma medico in corso», fa sapere il Garante comunale di Crotone, per i diritti dei detenuti, l’ avv. Federico Ferraro, che, informato sull’accaduto, si è subito recato nella Casa circondariale per una visita ispettiva. «Un pubblico plauso – aggiunge – va agli agenti di sicurezza che con grande prontezza sono intervenuti per scongiurare un esito infausto del tentativo messo appunto dal soggetto recluso a Crotone». Dell’accaduto è stata inoltrata relazione informativa al Commissario Prefettizio di Crotone, al Garante Nazionale e Regionale dei diritti dei detenuti.
Questo caso tiene alta l’attenzione sulle condizioni del carcere crotonese, sovraffollato come molti altri in Italia. Un problema accentuatosi in questo periodo di emergenza.
Risale infatti allo scorso 4 aprile la protesta pacifica dei detenuti della Casa circondariale che avevano messo in atto uno sciopero della fame per portare l’attenzione sulle gravi condizioni in cui versa la struttura. Già all’epoca, i reclusi avevano inviato una lettera alle istituzioni e per conoscenza al garante dove si faceva presente la loro condizione: «Siamo in 8 in celle da 5 e in 4 in quelle da 2». Il totale dei detenuti che abitavano allora il carcere crotonese era di 146 unità rispetto ai 90 posti effettivi.
La protesta si era conclusa 5 giorni dopo grazie al gesto di solidarietà di alcune donne del luogo che avevano portato in carcere 150 mascherine cucite a mano. «È fondamentale che le associazioni e la società civile guardi all’interno del carcere», aveva detto il garante in occasione della consegna.
Ma non molto altro è cambiato da allora nelle carceri italiane. Il Governo e l’opinione pubblica si sono concentrata quasi esclusivamente sulla vicenda che ha interessato le richieste di scarcerazione inoltrate dai detenuti al 41-bis e quelli di “alta sicurezza” a seguito dell’emanazione della circolare del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Un atto che ha fatto molto discutere avendo creato una sorta di cortocircuito tra gli addetti ai lavori in un sistema, quello carcerario e della giustizia, già di per sé in ginocchio per molteplici motivi.
I recenti accadimenti hanno portato alle dimissioni dell’ormai ex capo del Dap, Francesco Basentini sostituito da Dino Petralia. Tra i compiti del già procuratore capo di Reggio Calabria, ci sarà anche quello di venire a capo delle gravi condizioni delle carceri e del sistema penitenziario italiano tra sovraffollamento e carenza di personale che costringono i detenuti a condizioni di vita sempre più inumane e in contrasto col principio costituzionale secondo cui le pene devono avere una finalità rieducativa. (f.donnici@corrierecal.it)

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