«Giuste le precauzioni per l’Hantavirus, ma non è il Covid»
L’epidemiologo Rezza: i residenti in Italia asintomatici, però è bene isolarli

ROMA Le quattro persone isolate in Italia “sono tutte asintomatiche, sane e sembra che non abbiano avuto contatti stretti e prolungati con la persona malata, rimasta a bordo pochi minuti. Le misure sono giuste, ispirate alla massima precauzione. In generale il rischio globale legato all’Hantavirus rimane molto basso”. Così in un’intervista a la Repubblica l’epidemiologo e professore di Igiene al San Raffaele di Milano, Giovanni Rezza, secondo cui non è preoccupante la decisione di isolare i quattro residenti in Italia. “Molto probabilmente no” non c’è il rischio di un’altra pandemia come il Covid “in quanto non è stata dimostrata la trasmissione pre sintomatica – osserva – e inoltre essendo l’Hantavirus molto aggressivo i malati vengono facilmente identificati e isolati. Non sono quindi in grado di trasmettere l’infezione, che tra l’altro fatica di più a passare da una persona all’altra”. Quanto ai tipi di Hantavirus, “abbiamo quelli europei, che danno sindromi renali con una letalità dall’1 al 10%, e quelli americani, come in questo caso, che invece danno sindromi polmonari gravi con una letalità superiore al 30%”. In un’intervista a La Stampa, l’epidemiologo comunque ribadisce che “le possibilità di propagazione, in particolare da noi, sono pressoché nulle”. “Fino ad oggi – dice – non si sono mai riscontrati casi di trasmissione da persone asintomatiche”. Rezza, inoltre, si sente di escludere che il virus sia mutato “perché il ceppo circolato sulla nave è stato tempestivamente sequenziato nei laboratori svizzeri e le mutazioni emerse sono veramente minime e tali da escludere una trasmissione da persona positiva ma asintomatica”. La ‘sorveglianza attiva’ richiesta dal Ministero alle regioni interessati per l’epidemiologo può bastare: “Nelle condizioni date non c’era proprio alcun motivo di imporre misure più restrittive che finirebbero solo per generare un allarme ingiustificato tra la popolazione. E dopo la drammatica esperienza del Covid non ne sentiamo la necessità”. (Ansa)
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