Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
«I numeri dei tamponi in Calabria: controllate 33 persone per ogni contagiato»
Le riflessioni del professor Bruno Amantea. «In Friuli sono stati 15,7 per ogni nuovo contagio. Qui medici eroici che hanno affrontato l’emergenza a mani nude. Preoccupato per gli irresponsabili rien…
Pubblicato il: 05/05/2020 – 13:45
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

di Bruno Amantea*
Come “medico di campagna” sono molto preoccupato non tanto per il Covid 19 (abbiamo alcune conoscenze che ci consentono di affrontarlo abbastanza bene, e addirittura di sconfiggerlo: sappiamo come organizzarci, sappiamo come fare la sorveglianza, abbiamo capito l’importanza della tempestività degli interventi, abbiamo un’arma efficace nel vincere il virus anche nelle fasi avanzate della malattia: la somministrazione di due o trecento ml di plasma “trattato”), quello che mi preoccupa è la inconsistenza di supertecnici, di super esperti, di politici che di fatto hanno in mano il nostro destino.
Mi riferisco per ora a coloro i quali hanno sostenuto che in Calabria si sono fatti pochi tamponi.
Non so se queste dichiarazioni siano il frutto di pensieri del tipo “diciamo queste cose tanto gli Italiani ed in particolare i Calabresi non capiscono nulla”; l’altra ipotesi è che siano proprio coloro che parlano a vanvera a non capire ciò che dicono.
Come “medico di campagna” propendo di più per la seconda ipotesi, perché riesaminando le loro parole non sono riuscito a trovare evidenze certe di pensieri.
Ma passiamo ai tamponi.
Qualcuno ha sostenuto che in Calabria sono giunti, attraverso la protezione civile, più di 80.000 tamponi e che di questi la “sprovveduta” Calabria ne aveva usato un po’ meno della metà, addirittura meno del Friuli che ha meno abitanti della Calabria.
Affermazione utile a suscitare l’istintivo quanto irrazionale sdegno.
Ma in Calabria, fortunatamente, le cose vanno invece bene perché, nonostante le diverse interpretazioni dei soliti noti e nonostante il sistema Sanitario Calabrese sia stato da sempre massacrato, devastato e mortificato, abbiamo una risorsa che è fondamentale in sanità e non solo, la professionalità.
È si, “oscuri medici” si sono rimboccati le maniche e si sono messi a lavorare bene e – sopratutto – in silenzio.
Ma cosa hanno fatto questa “oscuri medici” nel frattempo definiti e forse divenuti veramente eroi?
Osservando quando stava succedendo in Italia e nel mondo, prudentemente e attentamente si sono organizzati, attivando tutti i mezzi idonei alla sorveglianza e hanno operato, senza mezzi di protezione a mani nude, forti delle loro conoscenze e della loro professionalità.
Con il risultato che nessun medico si è contagiato; i positivi sono stati subito identificati, sono stati individuati i contatti, i contatti sono stati sottoposti all’esame dei tamponi e le cose sono state sempre sotto controllo!
Questi eroi, grazie alle loro capacità professionali, sono intervenuti tempestivamente a controllare ed a spegnere i focolai di Chiaravalle, di Bocchigliero, di San Lucido, di Rogliano (tanto per citarne alcuni), hanno contenuto il contagio conseguente alla prima ondata di rientri e sono riusciti a controllare i contagi conseguenti alla seconda ondata di arrivi.
Il loro compito non è finito, li attende il controllo delle migliaia di rientri in questi gironi.
Compito reso ancora più arduo ed impegnativo dal comportamento di taluni irresponsabili che hanno rifiutato di sottoporsi al tampone; costoro, evidentemente, non sanno che fare il tampone serve a salvaguardare la propria salute, quella dei propri familiari e quella degli altri cittadini.
Ma i tamponi saranno comunque fatti a domicilio.
Viene da chiedersi se coloro che hanno rifiutato il tampone sanno o meno che nell’ipotesi di un eventuale contagio di altre persone, o addirittura di vittime, di quel loro rifiuto dovranno rispondere ad un giudice.
Passiamo invece al dato positivo, con i nuovi laboratori accreditati in Calabria da ieri è possibile esaminare 3000 tamponi al giorno; si tratta di un’arma straordinaria che consentirà di rendere ancora più efficiente ed efficace il comportamento sin qui adottato dalle strutture sanitarie coinvolte, un “criterio allargato di tamponi mirati”.
Cerchiamo di capire cosa significa: quando si identifica un positivo si vanno a cercare tutte le persone con le quali il positivo è venuto a contatto, soggetti che vengono attenzionati in attesa della risposta dei tamponi.
Quindi se un positivo è venuto a contatto con 10 – 20 persone, tutte queste vengono sottoposte a tampone, e così accade anche per il personale sanitario, quello a maggior rischio contagio, le persone più fragili, le Rsa che lo richiedono.
È la strategia dell’impiego dei tamponi ad influenzare il numero dei tamponi da effettuare, non certo il numero degli abitanti come sostenuto da qualcuno che, evidentemente, parla senza cognizione di causa e di fatti.
In Calabria oggi abbiamo 1118 positivi totali e sono stati effettuati 37390 tamponi (il numero in più di tamponi che risulta riguarda i controlli dei guariti; facendo una semplice divisione il risultato è 33,4).
È un numero importante che rende chiaro come per ogni nuovo caso in Calabria sono state controllate altre 33, 4 persone.
Utilizzando il paragone impiegato da altri e cioè quello del Friuli scopriamo un dato interessante, in quella regione ci sono 3076 contagi totali, i tamponi effettuati sono stati 48.250, con l’operazione matematica citata viene fuori che il Friuli ha controllato solo 15,7 soggetti in più per ogni nuovo contagio.
Per essere chiari, il dato riferito a tutta l’Italia è 6,9, in Lombardia 3,2, in Veneto addirittura 1,25.
Un ultimo dato che valuto come indice di qualità, la percentuale dei contagiati rispetto ai tamponi fatti in Calabria è 2,9%, in tutta Italia 14,34%, nella grande Lombardia 31,2%.
Questi argomenti e gli approcci sanitari dovrebbero rimanere fuori dalle polemiche e dalla politica, i numeri – infatti – non mentono.
*ex docente Università di Catanzaro
Argomenti
Categorie collegate
Ultime dal Corriere della Calabria
Edizioni provinciali