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Tamponi ai Vigili del Fuoco, per l'Asp di Reggio non sono prioritari
Il rammarico di Vilasi (Fns Cisl): «siamo veramente costernati dal riscontro ricevuto» e Provazza (Uilpa vvf): «per l’Azienda sanitaria provinciale i tamponi ai pompieri non sono una priorità»
Pubblicato il: 05/05/2020 – 12:39
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REGGIO CALABRIA L’Asp di Reggio Calabria cataloga i pompieri tra gli operatori “non prioritari” tra quelli che devono essere sottoposti ai tamponi per il coronavirus e fa infuriare le sigle sindacali di rappresentanza. È anche un po’ la beffa di una regione in cui coloro che rientrano dal Centro-Nord possono sottoporsi al tampone, e in tanti rifiutano, mentre coloro che rischiano la vita quotidianamente al servizio della collettività devono restare ultimi in coda.
FNS CISL: NECESSITÀ GIÀ RICONOSCIUTA PER ALTRI CORPI «Siamo veramente costernati dal riscontro ricevuto dall’Asp reggina, circa la disponibilità di eseguire ai Vigili del Fuoco, i tamponi per la ricerca di Covid-19». E’ quanto afferma Filippo Vilasi, segretario generale della Fns Cisl Calabria.
«Nelle scorse settimane, come rappresentanti dei lavoratori Vigili del fuoco – spiega l’esponente del sindacato – questa Segreteria Regionale della FNS CISL, aveva rivolto un appello alla Presidente della Regione Calabria Jole Santelli, affinché si trovasse la possibilità di sottoporre allo screening Covid-19 coloro i quali, soprattutto in questo momento di particolare difficoltà, sono quotidianamente al fianco dei cittadini calabresi per garantire il soccorso pubblico e la difesa civile».
«Condividiamo e riteniamo giusto – osserva Vilasi – la scelta di dare priorità, almeno nella prima fase dell’emergenza, a tutti gli operatori sanitari, certamente quelli più esposti, ai pazienti ospedalizzati e a tutte le categorie previste nelle Ordinanze del Presidente della Regione Calabria n.20 e 27 del 27 marzo e del 13 aprile 2020. Riteniamo altrettanto giusto però – sottolinea – nel momento in cui veniamo a conoscenza che tale necessità è già stata riconosciuta per altri corpi che si occupano di sicurezza, che la necessità di sottoporsi a tampone sia riconosciuta anche per i Vigili del Fuoco».
«Di ciò – prosegue il segretario generale Fns Cisl Calabria – ne siamo convinti nella consapevolezza della quotidiana attività svolta a contatto con i cittadini, e non possiamo permettere che i Vigili del Fuoco rappresentino loro stessi, un rischio per i cittadini nei vari interventi di soccorso tecnico urgente. Rammentiamo, inoltre, che i Vigili del Fuoco, in tutta questa emergenza, sono impegnati in prima linea al contenimento dell’epidemia con interventi di sanificazione ed in attività di supporto ai sindaci calabresi».
«Nel momento in cui ci apprestiamo ad affrontare una fase nuova, dove troppe sono ancore le incognite ed in cui si rende necessaria una seppur graduale, ripresa delle attività economiche, con maggiore circolazione di persone e conseguente maggiore rischio di contagio, auspichiamo – conclude Vilasi – che al più presto vengano accolte, da chi di dovere, le nostre richieste».
LA UILPA: DA ANNI CARNE DA MACELLO Dal canto suo anche la Uilpa Vigili del Fuoco getta “benzina sul fuoco” contro la decisione dell’Asp reggina. «Come ci aspettavamo, siamo davanti all’ennesimo umiliante paradosso che lede la dignità dei Vigili del Fuoco calabresi, ancora una volta bistrattati e privati di quelle tutele necessarie alla salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini». A denunciarlo è Antonino Provazza, segretario regionale Calabria della UILPA dei Vigili del Fuoco.
«Da anni siamo trattati come “carne da macello” – continua Provazza – e proprio in questo momento così delicato, che ci vede sempre presenti per la tutela della cittadinanza, dobbiamo fare i conti con l’esposizione al virus, senza alcuna protezione da parte di chi dovrebbe fare prevenzione sanitaria. È di oggi, la comunicazione pervenutaci dall’ASP reggina – a cui si era rivolta la nostra segreteria provinciale – che ci cataloga come operatori “non prioritari” ad essere sottoposti ai tamponi. Noi Vigili del Fuoco, siamo quotidianamente esposti ed a contatto con la cittadinanza, durante i vari interventi di soccorso tecnico urgente e la sera rientriamo a casa, consapevoli che non siamo in grado di garantire la sicurezza dei nostri cari e dei colleghi stessi, con i quali stiamo a contatto per ben 24 ore di fila».
«Siamo inermi davanti all’ignoto e coscienti che l’asintomaticità – sottolinea Provazza – potrebbe creare un maggior danno sia alla popolazione che a tutto il sistema di soccorso calabrese. Numerose sono le domande che ci poniamo quando siamo allertati per un intervento di soccorso, perché, non avendo contezza del nostro status virale, non sappiamo quali siano i rischi per noi e per i cittadini».
«Auspico – conclude Provazza – che, sia la nostra amministrazione, che chi di dovere, si faccia carico di questa problematica ed attui al più presto tutte le soluzioni necessarie a rafforzare ed arginare maggiormente la propagazione del virus e mantenere attivo ed efficiente tutto l’apparato di soccorso in capo ai Vigili del Fuoco calabresi, così come per gli altri paesi, che hanno dato priorità a tutti gli operatori impegnati quotidianamente a servizio della collettività».
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