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Demolita l'Arca di Noè a Corigliano Rossano, le reazioni politiche e sociali

Il capogruppo PD in Consiglio regionale: «Un percorso meritorio che deve inorgoglire la comunità amministrata dal sindaco Flavio Stasi». La soddisfazione di Legambiente Calabria: «Restituito decoro…

Pubblicato il: 05/06/2020 – 19:26
Demolita l'Arca di Noè a Corigliano Rossano, le reazioni politiche e sociali

CORIGLIANO ROSSANO La notizia relativa  all’abbattimento del lido ex Arca di Noè sul lungomare di Schiavonea, a Corigliano-Rossano, ha innescato tutta una serie di reazioni politiche e sociali.
«UNA CALABRIA MIGLIORE È POSSIBILE» Di una «bella notizia per la Calabria» parla il consigliere regionale del Pd, Domenico Bevacqua. L’abbattimento, dice, «rappresenta la meta di un percorso meritorio che deve inorgoglire la comunità amministrata dal sindaco Flavio Stasi. La demolizione di beni confiscati alla mafia e la successiva bonifica e riqualificazione dell’area sono il segno della Calabria che non si rassegna alla violenza e alla sopraffazione e vuole con forza riaffermare il diritto alla civiltà».
«L’opera avviata oggi, frutto dell’ordinanza firmata il 29 maggio scorso dal primo cittadino Stasi, è il modo migliore per sottolineare la presenza sul territorio delle Istituzioni e per consentire all’intera cittadinanza di riappropriarsi di un bene pubblico che le era stato illegalmente sottratto. La presenza dell’associazione Libera, di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e Guardia Costiera, testimonia la necessità di una collaborazione costante fra cittadini, politica e Forze dell’Ordine. Una Calabria diversa e migliore è possibile – conclude Bevacqua –: chi lotta e si batte per realizzarla merita la vicinanza e l’appoggio di tutti i calabresi onesti, che sono la stragrande maggioranza».
«RESTITUITO DECORO E BELLEZZA ALLA COMUNITÀ» Anche Legambiente Calabria ed il circolo di Corigliano Rossano prendono posizione manifestando la loro «soddisfazione».
«Oggi – dichiarano – grazie all’ordinanza del Comune che ritornerà a gestire l’area, l’ecomostro è stato abbattuto alla presenza del sindaco Flavio Stasi a cui Legambiente Calabria e il Circolo di Corigliano Rossano, presente durante la demolizione, rivolgono un plauso per il forte e grande segnale dato a tutta la comunità. Quella di stamattina è stata un’azione importante e l’Amministrazione comunale di Corigliano Rossano, con la presenza delle Istituzioni, ha certamente restituito decoro e bellezza a tutta la comunità, oltre a sottolineare una battaglia contro il fenomeno dell’ecomafia che l’associazione del Cigno sostiene e porta avanti».
«AFFIDARE IL BENE ALLE ASSOCIAZIONI» La demolizione dello stabilimento balneare, ancora, per il Pd di Corigliano Rossano è un «atto importante e significativo nel processo di riappropriazione del territorio da parte dello Stato».
«Come Partito Democratico siamo convinti – è il testo di una nota – che sia fondamentale per tutta la città condividere e spronare tale percorso, ancor più se finalizzato all’utilizzo sociale dei beni confiscati. Ed è proprio l’assegnazione del bene ad associazioni che operano nel settore sociale un percorso che ci sentiamo di appoggiare ed incoraggiare, proponendo che ci si inspiri ad esempi importanti maturati nella nostra terra di Calabria, come quelli messi in atto da monsignor Bregantini o da don Giacomo Panizzi».
«Condividendo l’idea che del costo della demolizione si sia fatto carico l’amministrazione, per poter agevolare eventuali associazioni interessate – proseguono i quattro circoli cittadini – auspichiamo che tali scelte, siano al più presto condivise all’interno del consiglio comunale e che vedano coinvolte tutte le forze sane della città. Su questi temi non ci sono e non ci saranno mai divisioni o posizioni ostative. Ci auguriamo che altri interventi di riappropriazione degli spazi collettivi e pubblici, non necessariamente legati alla confisca mafiosa, siano discussi e programmati. Pensiamo all’area dell’ex consorzio agrario o alla sede del casello del genio civile a Cantinella, pensiamo ai terreni demaniali nei torrenti occupati abusivamente, pensiamo ai troppi edifici abbandonati o in disuso (l’ex geometra allo Scalo di Corigliano). Il recupero ed il riutilizzo sociale di questi beni – concludono – può e deve essere una risorsa importante per la città tutta»
«DEMOLIZIONE, REAZIONE DELLO STATO» «Oggi abbiamo preso parte alle operazioni di demolizione del Lido confiscato ex “Arca di Noè” sul lungomare di Schiavonea, volute dal Comune. Quel bene passato in confisca nel 2012 – sostengo dal presidio cittadino di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie – dopo il sequestro preventivo del 2007 a seguito di un’operazione della Dda di Catanzaro, un tempo simbolo di abusi, rappresenta oggi la reazione dello Stato, che si riappropria del “maltolto” da parte della criminalità. L’area sarà ora bonificata e riqualificata. Un segnale importante della vittoria della parte sana di questa comunità, voluta e non frenata nemmeno dalle minacce rivolte all’amministrazione in tempi più o meno recenti. La nostra associazione – chiosano – nasce proprio dall’intento di restituire alla collettività quanto illecitamente sottratto dalle mafie. È questo il principio ispiratore della legge 109 del 1996 sul “riutilizzo sociale dei beni confiscati” e della quotidiana azione di analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata che Libera – insieme alle tante realtà che ne condividono i valori – portano avanti sul nostro territorio». (lu.la.)

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