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BANKITALIA | La crisi colpisce il mercato del lavoro: in Calabria -15mila assunzioni

Il calo, secondo il rapporto di Bankitalia, è riferibile alle posizioni a tempo determinato. L’emergenza Covid fa esplodere le ore di cassa integrazione autorizzate: salgono a 8,3 milioni, nel trim…

Pubblicato il: 19/06/2020 – 13:19
BANKITALIA | La crisi colpisce il mercato del lavoro: in Calabria -15mila assunzioni

CATANZARO «Nel 2020, gli effetti connessi all’epidemia da Covid-19 hanno sottoposto le imprese calabresi a uno stress economico e finanziario rilevante: il fatturato è previsto in riduzione nel primo semestre per la quasi totalità delle imprese». A evidenziarlo è il rapporto sull’economia della Calabria elaborato dalla filiale regionale della Banca d’Italia, rapporto presentato oggi in una videoconferenza. Il rapporto illustra la situazione dei vari settori, a partire dall’agricoltura: «Le limitazioni alla mobilità imposte dai provvedimenti emanati a partire dal 9 marzo per contenere gli effetti dell’emergenza Covid-19 – si legge nell’analisi di Bankitalia – hanno creato una carenza di manodopera che potrebbe influenzare molte produzioni agricole nel 2020». Quanto all’industria in senso stretto, secondo la filiale regionale della Banca d’Italia «nel 2019 l’attività, secondo le stime Prometeia, è lievemente calata in linea con il resto del Paese. Su tale contesto già debole, si sono manifestati nei primi mesi del 2020 gli effetti dell’emergenza Covid-19 e dei conseguenti provvedimenti governativi per limitarne la diffusione. Risentendo dell’effetto recessivo, le aspettative delle imprese prefigurano un brusco peggioramento della congiuntura nel 2020. La quasi totalità delle imprese intervistate ha dichiarato di aver registrato contraccolpi per effetto della situazione emergenziale, segnalando un impatto fortemente negativo in termini di fatturato nel primo semestre, stimabile mediamente in un calo del 30% rispetto al periodo corrispondente del 2019».
IL CALO DELLE COSTRUZIONI Con riferimento al settore delle costruzioni, per Bankitalia «le previsioni per il 2020, formulate dagli operatori tra marzo e maggio in un clima di notevole incertezza, prefigurano un forte calo del valore della produzione. Le conseguenti ricadute economiche potrebbero essere mitigate dalle misure varate dal Governo con il Dl 34/2020 (decreto ‘rilancio’), in particolare le misure per incentivare l’edilizia privata. Rimangono più incerte, invece, le prospettive per il comparto delle opere pubbliche, che potrebbe anche risentire degli effetti negativi dell’emergenza Covid-19 sugli enti locali».
SERVIZI E TERZIARIO Nel settore dei servizi e del terziario – si legge nel rapporto di Bankitalia – «il blocco delle attività dal 26 marzo ha riguardato l’equivalente del 17% del valore aggiunto regionale, in linea con il resto del Paese, le misure restrittive hanno inciso significativamente sull’attività di gran parte del commercio al dettaglio, alberghi, bar e ristoranti, servizi ricreativi, culturali e personali e trasporti. Le imprese intervistate hanno segnalato un netto calo del fatturato nel primo semestre dell’anno, stimabile intorno al 40% in media. Secondo le previsioni formulate, la diminuzione del fatturato registrata durante il picco dell’emergenza si rifletterebbe significativamente sui ricavi previsti per l’intero 2020».
EXPORT IN CALO Per quanto concerne il commercio al dettaglio, Bankitalia spiega che «la quota di aziende che, a seguito dei decreti governativi, ha dovuto sospendere l’attività risulta pari al 48%, esse impiegano circa il 42 per cento degli addetti del comparto. Molte delle attività non sospese hanno subito un calo della domanda a seguito della contrazione dei consumi». Focus anche sull’export, il cui calo – per la Banca d’Italia – «è proseguito anche nel primo trimestre del 2020 (-8,9%), caratterizzato dagli effetti dell’emergenza Covid-19». In generale, nel rapporto Bankitalia segnala che «l’emergenza Covid-19 ha avuto un forte impatto negativo sulle nuove iscrizioni: nel primo trimestre del 2020 sono calate del 17% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nell’anno, gli effetti potrebbero estendersi anche alle uscite dal mercato, qualora si accentuasse il peggioramento della situazione finanziaria delle imprese».
LA TENSIONE FINANZIARIA DELLE IMPRESE Inoltre – aggiunge la Banca d’Italia – «il settore delle imprese si trova comunque ad affrontare l’attuale congiuntura con una struttura finanziaria più equilibrata rispetto alla vigilia della doppia recessione del 2008-2014. I miglioramento delle condizioni finanziarie non ha comunque interessato in maniera omogenea il tessuto produttivo. In Calabria circa un quarto delle imprese è risultato a rischio di illiquidità, valore superiore alla media nazionale, anche per la maggiore presenza di imprese di minore dimensione». Infine, a parere della filiale regionale della Banca d’Italia «le tensioni finanziarie delle imprese potrebbero essere mitigate dalle misure varate dal Governo, che ha concesso una serie di contributi alle imprese per favorirne la ripartenza. Nel breve termine tali interventi contribuiscono in modo significativo a contenere il rischio che le tensioni di liquidità si traducano in crisi aziendali durature. Nel lungo periodo, tuttavia, si potrebbero manifestare squilibri nella struttura finanziaria».
NEL PRIVATO 15MILA ASSUNZIONI IN MENO «In un contesto di strutturale debolezza, il mercato del lavoro calabrese ha risentito rapidamente degli effetti dell’emergenza Covid-19: ne è conseguita già nel primo trimestre 2020 una riduzione degli occupati dell’1,0% rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente». Lo evidenzia la filiale regionale della Banca d’Italia nel rapporto sull’economia in Calabria. «I dati forniti da Azienda Calabria Lavoro – spiega Bankitalia – segnalano che tra l’1 febbraio e il 31 maggio 2020 le attivazioni nette di nuovi contratti di lavoro alle dipendenze nel settore privato sono diminuite di circa 15.000 posizioni rispetto allo stesso periodo del 2019. Il calo è riconducibile essenzialmente alle posizioni a tempo determinato, a fronte di una sostanziale stabilità di quelle a tempo indeterminato, anche in connessione al temporaneo blocco dei licenziamenti per 5 mesi previsto dal 17 marzo. Quattro quinti delle perdite di nuovi posizioni lavorative rispetto al 2019 provengono dal settore terziario, in particolare dai comparti ricettivi e della ristorazione, peraltro caratterizzati da un elevato ricorso al lavoro a tempo determinato. In prospettiva, il calo dei flussi turistici potrebbe ulteriormente compromettere i livelli occupazionali dell’intero comparto».
CASSA INTEGRAZIONE: AUTORIZZATI 8,3 MILIONI DI ORE Secondo la Banca d’Italia, inoltre, «la sospensione delle attività, disposta con i provvedimenti governativi di marzo, ha interessato circa un quarto degli occupati calabresi. Per il lavoro dipendente, il calo dell’attività è stato fronteggiato attraverso lo strumento della Cassa integrazione guadagni (Cig). Nel 2020, le ore autorizzate di Cig sono fortemente cresciute, dopo la sensibile riduzione degli ultimi anni. Vi ha influito l’estensione delle condizioni di accesso prevista dalle misure governative messe in campo per affrontare l’emergenza sanitaria. In particolare, nel mese di aprile, il numero di ore autorizzate di Cig è stato pari a 8,3 milioni (erano state 863mila nel trimestre precedente). Tali livelli sono nettamente superiori a quelli raggiunti nelle due recessioni del periodo 2008-2014».
GLI EFFETTI SULLA DISOCCUPAZIONE Con riferimento alla disoccupazione, Bankitalia rileva che «nel 2019 Il tasso si era ridotto al 21% (dal 21,6% del 2018), rimanendo ancora oltre il doppio di quello nazionale. La disoccupazione giovanile era leggermente diminuita, pur mantenendosi nettamente superiore al dato nazionale. Proprio le generazioni più giovani potrebbero risentire in maggior misura delle ripercussioni negative della crisi innescata dalla pandemia. Secondo gli ultimi dati Istat, nel primo trimestre del 2020 – si legge nel rapporto della filiale calabrese dell’istituto – si è osservato un sensibile calo del numero delle persone attive sul mercato del lavoro, in particolare tra i disoccupati. Nella prima fase della pandemia, è probabile infatti che i costi connessi alla ricerca di un impiego siano aumentati notevolmente a causa delle misure di distanziamento fisico, con aumento dello scoraggiamento e calo dell’offerta di lavoro. I dati sulle ricerche online di lavoro nella prima parte del 2020 mostrano per la Calabria una forte riduzione già a inizio marzo e una successiva ripresa solo a maggio. Nel corso dell’anno la disoccupazione potrebbe pertanto risalire velocemente, a seguito anche delle possibili ripercussioni della crisi pandemica sulle imprese». Ultimo dato evidenziato dalla Banca d’Italia è il fatto che «tra il 1 marzo e il 9 maggio 2020, le nuove domande di accesso al sussidio ‘Naspi’ in Calabria sono state circa 10.000, con una crescita del 27,8% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. In considerazione del blocco ai licenziamenti, intervenuto dal 17 marzo, tali richieste sarebbero attribuibili principalmente ai contratti di lavoro a tempo determinato giunti a scadenza».

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