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Fondi europei, un fiume di risorse ancora “sommerso”

Secondo il rapporto di Bankitalia sull’economia della Calabria a fine 2019 non erano stati spesi 1,8 miliardi e non erano stati impegnati 1,4 miliardi del Por. E il livello dei pagamenti era più ba…

Pubblicato il: 20/06/2020 – 7:48
Fondi europei, un fiume di risorse ancora “sommerso”

CATANZARO «In base ai dati della Ragioneria generale dello Stato, alla fine del 2019 il Programma operativo regionale (Por) 2014-2020 gestito dalla Regione Calabria aveva raggiunto impegni e pagamenti pari rispettivamente al 40,8 e al 24,6 per cento della dotazione disponibile. Le risorse ancora non spese a fine 2019 ammontavano dunque a 1,8 miliardi di euro (quelle non impegnate a 1,4 miliardi)». Lo evidenzia la filiale regionale della Banca d’Italia nel rapporto annuale sull’economia in Calabria. «La percentuale di spesa – prosegue Bankitalia – era simile a quella registrata dalla media delle regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), ma inferiore alla media italiana. Inoltre, secondo i dati della Commissione europea, il livello dei pagamenti del Por calabrese era più basso di quello riportato in media dai programmi europei destinati alle regioni meno sviluppate». Nel report sull’economia della Calabria, Banca d’Italia inoltre riferisce che «secondo i dati del portale OpenCoesione, alla fine del 2019 i progetti inseriti nel Por calabrese erano circa 2.100. Rispetto alla media delle regioni meno sviluppate e a quella nazionale, le risorse erano maggiormente concentrate nella realizzazione di lavori pubblici (in particolare infrastrutture di trasporto); la quota di progetti conclusi era più bassa. I pagamenti effettuati nel corso del 2019 sono risultati nettamente inferiori rispetto all’anno precedente; la riduzione ha interessato tutte le categorie di intervento, ma soprattutto la realizzazione di lavori pubblici». Bankitalia quindi ricorda che «a marzo scorso l’Unione europea ha adottato alcuni provvedimenti al fine di utilizzare i fondi della politica di coesione nel contrasto all’emergenza Covid-19 (cosiddetto “Coronavirus response investment iniziative”). Le regole che sovrintendono la gestione dei fondi strutturali sono state in parte (e temporaneamente) modificate per permettere una maggiore velocità di esecuzione e superare alcuni vincoli sulle categorie di spese ammissibili nell’ambito della politica di coesione. In particolare, con riferimento ai fondi del ciclo 2014-2020 non ancora utilizzati, è stato previsto che possano essere utilizzati anche per il settore sanitario e per il supporto alla liquidità di imprese e famiglie. In tale contesto – spiega l’istituto nel rapporto – la Regione Calabria ha previsto una serie di riprogrammazioni del Por verso interventi che mirano a mitigare le ripercussioni negative sull’economia calabrese dell’emergenza sanitaria». (c.ant.)
 
 

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