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Il Pd di Crotone sceglie il "reuccio" e sconfessa la linea di Iacucci

Durissimo comunicato della segretaria: «Il commissario provinciale devasta il partito, ci ignora e preferisce vedersi con soggetti organici al centrodestra». Si va verso uno scontro sull’utilizzo d…

Pubblicato il: 22/07/2020 – 21:59
Il Pd di Crotone sceglie il "reuccio" e sconfessa la linea di Iacucci

di Gaetano Megna
CROTONE Non si placa la polemica nel Partito democratico di Crotone e la decisione annunciata ieri dal commissario provinciale, Franco Iacucci, non verrà tenuta in debita considerazione. Ieri Iacucci, a conclusione di una giornata di incontri, ha indicato la linea: il Pd pitagorico non farà alleanze elettorali con coloro che hanno governato Crotone negli ultimi anni. Nessun accordo, quindi, con il “reuccio” Enzo Sculco. Oggi è arrivata la dura replica della segretaria cittadina, Antonella Stefanizzi, che fa parte della corrente che vuole l’alleanza con Sculco. «Noi andiamo avanti – si legge in una nota – e già nelle prossime ore convocheremo la coalizione per discutere il programma elettorale e individuare la figura del candidato a sindaco, che sarà proposto dal partito cittadino, riunendo non solo le forze che da tempo, al livello territoriale, provinciale e regionale, fanno squadra con il Pd, ma anche tutte quelle che sono “apparse all’improvviso” negli incontri fatti da Iacucci, verificandone la coerenza e l’adesione con il patrimonio culturale e valoriale del centrosinistra ed in particolar modo del Partito democratico, per ricercare tutte le sinergie necessarie, le volontà e le capacità, per costruire una coalizione coesa e forte ed in grado di vincere la contesa elettorale».
Il partito cittadino, quindi, non tiene conto delle direttive indicate dal commissario provinciale, così come lo stesso Iacucci non aveva tenuto in considerazione le posizioni espresse dal commissario regionale dem, Stefano Graziano, che a Crotone aveva dato il via libera per l’alleanza con Sculco. Il vero problema da dirimere è l’uso del simbolo per la presentazione delle lista dem.
Visto che la segretaria cittadina non segue le indicazioni date dal commissario provinciale è probabile che non avrà l’autorizzazione per utilizzo del simbolo. Lo scontro tra le due fazioni del Pd pitagorico è datato e ha già avuto una prima conta dei voti alle elezioni regionali del 28 gennaio scorso, quando l’area che non voleva fare l’alleanza con Sculco è stata candidata nella lista del Pd, mentre componenti dell’altra area hanno votato per Flora Sculco candidata nella lista di Democratici progressisti (Dp). «Il commissario provinciale, Franco Iacucci, nella sua ultima visita a Crotone, – scrive Stefanizzi – ha compiuto, atti, iniziative e un’attività fortemente lesivi dell’integrità e dei principi di democraticità che devono sempre e in qualunque circostanza ispirare un partito che già nel suo nome si definisce Democratico. Ogni qualvolta Iacucci viene a Crotone o parla della nostra città dalla lontana Cosenza, delegittima gli organi ufficiali del partito e in modo particolare la segreteria e l’assemblea cittadina».
Lo scontro è violento anche nel linguaggio. Continuando nel suo attacco al commissario provinciale, Stefanizzi scrive: «Per ciò che dice e per ciò che fa devasta il Pd e crea danni all’intero sistema politico territoriale». Nel prosieguo della nota la segreteria cittadina sottolinea che, a suo dire, «tutto è avvenuto nel rigoroso rispetto dello statuto». Ricorda la convocazione di una riunione e l’approvazione di un «documento all’unanimità che contiene indirizzi ed obiettivi da perseguire e da proporre al partito, nei suoi organi statutariamente riconosciuti». Ricorda di aver «riunito l’assemblea cittadina che ha apprezzato, discusso e approvato, nuovamente all’unanimità, il documento elaborato e proposto dalla segreteria». Anche «in questa circostanza, come in tante altre, è stata richiesta e invocata la partecipazione di quei pochi componenti che si sono autosospesi, facendo venire meno, da tempo, il proprio contributo alla vita del partito». Un «invito inascoltato» e «hanno continuato ad essere assenti, distanti e in molti casi contrapposti». «Va sottolineato che – aggiunge -, a seguito della prima assemblea, il commissario Iacucci, in apposite dichiarazioni alla stampa, ha manifestato tutto il suo apprezzamento verso le decisioni prese e la linea politica individuata e ha invitato la segreteria ad andare avanti su questo percorso. Qualche giorno dopo ha sostenuto l’esatto contrario. (perché?)».
Stefanizzi ha, poi, ricordato l’assenza di Iacucci alla riunione che ha visto la partecipazione di Graziano. Sempre secondo Stefanizzi «l’art. 24 dello Statuto rafforza ulteriormente il comportamento adottato dal partito locale. L’unico organismo ad avere titolo nell’individuazione della linea politica è l’assemblea cittadina, che delibera su alleanze e modalità di scelta del candidato a sindaco, che viene comunicato direttamente al segretario nazionale, come lo statuto recita». Rincarando la dose, Stefanizzi scrive: «Ci saremmo aspettati che il commissario Iacucci, nel venire a Crotone, avesse interloquito per primo con la segretaria e poi con gli organi ufficiali del partito, non con chi in questo partito non c’è più perché autosospeso». E ancora: «Tutto ci potevamo aspettare, meno che Iacucci incontrasse, ascoltasse e si confrontasse con soggetti estranei al Pd, alcuni addirittura organici al centrodestra, invece di aprire un dialogo con gli uomini e le donne del suo partito». Una dichiarazione di guerra totale. Intanto oggi pomeriggio la corrente che non vuole l’accordo con il “reuccio” si è incontrata con i rappresentanti dei movimenti civici. È stato un primo incontro interlocutorio, ma c’è entusiasmo e speranza. Erano presenti 9 soggetti in rappresentanza di altrettanti movimenti. Si è fatta la conta delle liste che potrebbero essere messe in campo e dovrebbero essere otto.
Il tavolo tornerà a riunirsi venerdì prossimo alla presenza di Iacucci e sempre nei prossimi giorni dovrebbe venire a Crotone un esponente della segreteria nazionale a benedire il progetto che prevede la discontinuità con la precedente amministrazione comunale. Sempre che non succeda altro. (redazione@corrierecal.it)

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