Omicidio Gentile, annullata l’attenuante della provocazione. Si torna in Appello
La Corte di Cassazione rimanda a un nuovo giudizio. Imputato è Nicholas Sia, reo confesso del delitto avvenuto il 24 ottobre 2015 in un quartiere del centro storico di Catanzaro

di Alessia Truzzolillo ROMA La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza riguardo all’omicidio di Marco Gentile (in foto) esclusivamente per quanto riguarda l’attenuante della provocazione. Su questo delicato argomento, dunque, si tornerà a riunire la Corte d’Appello di Catanzaro. Imputato in questo processo è Nicholas Sia reo confesso dell’omicidio del conoscente Marco Gentile, avvenuto il 24 ottobre 2015 in un quartiere del centro storico di Catanzaro. Sia è accusato di avere colpito 12 volte Gentile con un coltello a serramanico dalla lama di 8 centimetri. In primo grado Sia era stato condannato a 17 anni. In secondo grado vi era stata un prima sentenza, il 13 giugno 2018, che lo condannava a 16 anni. La Corte di Cassazione, la scorsa estate aveva, però annullato la sentenza limitatamente all’attenuante della provocazione (ritenendo che l’imputato avesse subito «vero e proprio bullismo prolungato», tra gli altri anche da parte della vittima) e al trattamento sanzionatorio e aveva rinviato per un nuovo giudizio su tali punti ad un’altra sezione della Corte di Assise d’appello di Catanzaro. Quest’ultima si è espressa il 26 novembre rideterminando la condanna a 12 anni nei confronti dell’imputato. La nuova pronuncia della Corte di Cassazione, arrivata a tarda ora, ribalta il punto critico della provocazione. Viva soddisfazione è stata espressa dagli avvocati di parte civile: Arturo Bova, Antonio Ludovico, Antonio Lomonaco, Alessio Spadafora. (a.truzzolillo@corrierecal.it)