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Calabria "zona rossa", Carlo Torti: «Possiamo recuperare tempo ma la politica deve ascoltarci»

Il primario di Malattie infettive del Policlinico universitario di Catanzaro fa il punto sulla seconda ondata di coronavirus in Calabria e fissa gli obiettivi: «Servono posti letto ma anche persona…

Pubblicato il: 05/11/2020 – 8:39
Calabria "zona rossa", Carlo Torti: «Possiamo recuperare tempo ma la politica deve ascoltarci»

CATANZARO Da domani in Calabria scatterà il lockdown “quasi” totale, dopo essere stata inserita dal Governo nella “zona rossa”. Una decisione che ha suscitato veementi polemiche, ma che ha avviato anche delle importanti riflessioni su quanto è avvenuto finora e, soprattutto, su come è stata gestita l’emergenza Covid-19 in Calabria e la seconda ondata.
A mettere a fuoco i punti salienti, ci ha pensato questa mattina ai microfoni Rai, Carlo Torti, primario di Malattie infettive del Policlinico universitario di Catanzaro: «Può sembrare esagerata come misura, inserire la Calabria nella zona rossa può servire alla nostra regione per cercare di recuperare il tempo perso e aumentare i posti letto, quelli in Terapia intensiva e soprattutto il personale. Attraverso questo lockdown “light” la speranza è di far diminuire i contagi e dunque poter assistere meglio i pazienti affetti da Covid-19».
CARENZA POSTI LETTO Tra le urgenze, la preoccupante carenza di posti letto: «Anche noi siamo già al completo, anche se ci siamo rapidamente adattati. Come unità operativa, infatti, partivamo da soli due posti letto e li abbiamo ampliati a 60 per far fronte alla “prima fase” dell’epidemia, in particolare alla “Domus Aurea”. Ora, un po’ a fisarmonica, ci hanno assegnato 20 posti letto che in pochi giorni, però, sono già stati occupati»
SECONDA ONDATA Calabria in emergenza, dunque, ma secondo Carlo Torti si sarebbe potuto fare qualcosa in più: «Serve innanzitutto un rapporto più stretto tra gli esperti tecnici e i decisori politici e amministrativi. Il fatto che ci fosse una seconda ondata era assolutamente prevedibile, ne avevo parlato anche in un confronto con il professor Zangrillo. Le epidemia viaggiano e mentre noi aspettiamo, loro corrono ed è per questo che vanno anticipate». «Il paziente – ha detto ancora il primario – quando entra in ospedale è un individuo a cui va dato un iter, cioè bisogna assisterlo già dalla medicina territoriale per poi poterlo ricoverare in Terapia intensiva, in altri reparti di sub-intensiva e poi da lì nei centri post-Covid per non ingolfare gli altri reparti e gli ospedali. Tutto questo in Calabria non esiste purtroppo in larga parte e quindi bisogna guadagnare tempo».
L’OPPORTUNITÀ DEL LOCKDOWN «Il lockdown, purtroppo, benché sia una misura sgradevole anche per l’economia di una regione già disagiata – conclude Carlo Torti – dal punto di vista medico ci permette di guadagnare tempo. Ma non è solo una questione di posti letto. Serve personale attrezzato e allenato. Dobbiamo portarci avanti pensando soprattutto che non esiste solo il Covid, ma anche altre patologie importanti per le quali i pazienti possono soffrire a anche morire, anche infettive. Non ci sono pazienti di primo e secondo livello, è tutto uno sforzo che si fa in sinergia tra tecnici e politici che però devono essere ricettivi soprattutto di fronte ad una emergenza di questo tipo».

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