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«Disperare non è la soluzione. Mettiamo mano ai centri Covid»

L’ex consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea interviene sulla nomina di Zuccatelli a commissario alla sanità regionale e si rivolge anche al ministro Speranza: «Valuti vi sono le condizioni, p…

Pubblicato il: 08/11/2020 – 16:24
«Disperare non è la soluzione. Mettiamo mano ai centri Covid»

REGGIO CALABRIA «Non ho forse il giusto metro per giudicare il neo commissario alla Sanità calabrese Zuccatelli e non so se tutte le accuse che oggi gli vengono imputate sulla rete possano favorirne un giudizio tale da metterne sotto esame il curriculum, ma a giudicare dall’ondata di video ed improperi che dilaga ormai su tutto il web, disperare sembrerebbe l’unico sentimento utile.
Noi però dobbiamo avere a cuore le sorti della nostra gente, dei nostri ammalati e non possiamo permetterci pregiudizi né contro nessuno, né a favore». Così in una nota l’ex consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea.
«Bisogna essere lucidi – continua – perché è ciò che ci chiede accoratamente ogni singolo cittadino arrabbiato, deluso e soprattutto impaurito per il proprio futuro e quello dei suoi figli.
Ed allora una cosa immediata dobbiamo pretenderla da Roberto Speranza prima ancora che da Zuccatelli o chi per esso: mettere immediatamente mano ai centri Covid di tutta la Regione, iniziando da quello che le cronache di questi giorni ci indicano più malmesso: quello di Corigliano Rossano, che così come è adesso non è nulla. Non è utile ai malati Covid, non è utile alla popolazione locale che ne chiede l’immediata chiusura; non e’ utile ai dirigenti ed operatori sanitari del nosocomio jonico perché mette a rischio i degenti e l’operatività effettiva di altri importanti reparti.
Dalla sua apertura, infatti, è emerso che non ci sono né le dotazioni strumentali, né il personale adatto e né garanzie su protocolli e percorsi di sicurezza. Lo stesso responsabile del centro, alcuni giorni, fa ha lanciato l’allarme e espresso tutta la sua preoccupazione».
«L’idea di istituire un centro Covid in un ospedale spoke già gravato da mille problemi come quello di Corigliano Rossano è stata una grande forzatura», aggiunge.
«Una misura adottata in spregio anche ai numerosi atti emanati dal ministro Roberto Speranza che in più occasioni ha rimarcato come gli “ospedali misti hanno favorito i contagi”. Bisogna istituire ospedali Covid e non portare il Covid negli ospedali.
Il mancato arrivo del personale promesso, a parte cinque unità non bastevoli o nuovi pneumologi, ha determinato la necessità di “rastrellare” medici dagli altri reparti dell’ospedale di Corigliano Rossano, causando infinite difficoltà organizzative e per l’utenza.
I servizi ospedalieri di Corigliano Rossano hanno reparti allo stremo come Pediatria, Chirurgia, Ortopedia, Ginecologia, l’Unità di terapia intensiva cardiologica e la Neurologia che apre ad intermittenza. In uno scenario così fraglie, l’innesto improvvido di un Polo Covid rappresenta un vero e proprio colpo di grazia finale. Un grido d’allarme lanciato tempo fa anche dal presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza.
Allarme che si unisce a quello dei sindacati ospedalieri che sottolineano come a Corigliano Rossano dal Primo dicembre non sarà più garantito il servizio di anestesia per mancanza di personale oppure l’appello accorato del dottor Martino Rizzo, responsabile della Prevenzione Asp, preoccupato per l’analisi dei tamponi con il macchinario che permetterebbe di processarne 300 al giorno rimata ancora chiusa.
Le evidenti condizioni di pericolo a carico di utenza e personale sanitario e amministrativo nell’ospedale di Corigliano Rossano sono state denunciate dalla stessa trasmissione Titolo V di RaiTre che ha sì messo in primo piano la vicenda Cotticelli ma che ha anche sottolineato come il personale sanitario del 118 che arriva nelle strutture ospedaliere rimanga disorientato dalla mancanza di una zona sicura e attrezzata e con le gravi segnalazioni di chi in ospedale lavora.
Ai calabresi non importano i nomi, ma la cura. Per cui chiediamo al Ministro Speranza di prendere subito atto della evidente situazione di ostilità cagionata dalla sua nomina e dalle sue più recondite ragioni e valutare con la sua consueta serietà che questa situazione rischia di esplodere come una bomba in faccia al centro sinistra calabrese alla vigilia delle ormai prossime elezioni regionali.
La nomina di Zuccatelli è evidentemente sgradita ai più, anche per valutazioni di carattere sanitario prima ancora che di dietrologia politica (a pensar male si fa peccato… direbbe qualcuno). Ma Questo è il quadro poco rassicurante nel quale il neo commissario, chiunque esso sia, dovrà essere costretto
a lavorare. Valuti il Ministro se ve ne sono le condizioni, prima ancora che politiche, sanitarie e di salvaguardia dei calabresi».
«Dimostri – conclude – ai calabresi di essere nelle condizioni di saperlo e poterlo fare. Subito. Perché una politica sanitaria malata da decenni ci ha già fatto tribolare e soffrire abbastanza. E dover sopperire alle evidente carenze della maggioranza in carica alla regione con vistosi scivoloni in termini quantomeno di gradimento politico, alla vigilia delle elezioni regionali, sarebbe un’autocastrazione che la Calabria vera, onestà, viva, combattiva non può e non deve sopportare.
Solo così, crediamo, che l’onda giustificata di smarrimento e dissenso che ormai monta incontrollata contro la nomina di Zuccatelli, lo stesso ministro Speranza ed il governo Conte, riteniamo possa essere utilmente placata».

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