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I titoli di coda del Consiglio, il centrodestra si prende il "banco"
Congedo dell’Assemblea regionale dopo una seduta lunga sei ore e caratterizzata da un ordine del giorno che si è gonfiato a dismisura di pratiche dal sapore (anche) elettorale. Il centrosinistra: «
Pubblicato il: 11/11/2020 – 0:12
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REGGIO CALABRIA Soffocato da un ordine del giorno che si è via via gonfiato al punto che si perso il conto delle pratiche trattate – dovrebbero essere state 28 ma non è il caso di metterci la mano sul fuoco – si “congeda” il Consiglio regionale, che si scioglie alla luce della scomparsa della governatrice Jole Santelli. “Titoli di coda” per l’assemblea legislativa calabrese, che nella sua ultima seduta si trasforma in un mulino inarrestabile di proposte di legge, provvedimenti amministrativi, ordini del giorno, mozioni su “la qualunque”, tutti di matrice centrodestra, che si prende letteralmente il “banco” approfittando dell’assenza dell’opposizione di centrosinistra, fuori dall’aula dopo l’approvazione della legge sulla doppia preferenza di genere.
Dall’estensione delle concessioni demaniali marittime (i lidi) agli agriturismi, dall’accesso alla casa alle energie rinnovabili, dalla forestazione alla abolizione della tassa a carico delle agenzie di viaggio, dai piani di coltura ai farmacisti e agli ex medici condotti, dalle Pro Loco al Consorzio Costa degli Dei: la maggioranza porta a casa un mare di pratiche la cui finalità elettorale è francamente molto sospetta.
Il “riscatto” del centrodestra arriverà solo in chiusura dei lavori con il ricordo commosso della Santelli al momento di intitolarle la Cittadella, momento al quale invece non partecipa la minoranza, non rientrata più in aula a parte Flora Sculco, dei Democratici Progressisti, un’eccezione da rimarcare. Ma, al fondo di una seduta di ben 6 ore, che si è allungata a dismisura mano a mano che aumentavano le pratiche – alcune innocue, altre un po’ meno – inserite dall’ordine del giorno, il centrodestra ha fatto incetta, suscitando la protesta e la fuga del centrosinistra, che ha contestato «la proliferazione esponenziale – ed elettorale – dell’ordine del giorno», parlando di illegittimità della seduta. Da salvare, la legge sulla doppia preferenza di genere, approvata all’unanimità a sanare un vulnus di quasi cinque anni, ascrivibile sia al centrodestra che al centrosinistra, la riprogrammazione dei fondi comunitari per mezzo miliardo di euro in funzione anti Covid (anche questa, secondo alcuni, potrebbe diventare una “leva” elettorale di non poco conto) e la sospensione delle oggettivamente inutili primarie istituzionali (forse eliminarle era pure meglio). Poi, poco d’altro in questo ultimo Consiglio regionale di questa brevissima 11esima legislatura. In finale, la presa d’atto della morte della Santelli, che determina lo scioglimento dell’Assemblea, che peraltro può ancora riunirsi per atti urgenti e indifferibili. Si è sicuri che sono davvero i titoli di coda? (a. c.)
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