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Finisce la latitanza di uno dei "soldati" della cosca Alvaro. Rocco Delfino catturato dopo tre anni – VIDEO

I carabinieri lo hanno intercettato a Sant’Eufemia d’Aspromonte. Indagato nell’inchiesta Eyphemos, è stato condannato a 12 anni per narcotraffico. Vicino alla frangia mafiosa del boss Laurendi, sar…

Pubblicato il: 03/12/2020 – 7:40
Finisce la latitanza di uno dei "soldati" della cosca Alvaro. Rocco Delfino catturato dopo tre anni – VIDEO

SANT’EUFEMIA D’ASPROMONTE I carabinieri della compagnia di Palmi e dello squadrone “Cacciatori di Calabria” hanno arrestato il latitante Rocco Graziano Delfino, di 34 anni, di Sinopoli. I militari lo hanno scovato nelle campagne di Sant’Eufemia d’Aspromonte. L’uomo, ritenuto un elemento di spicco della cosca Alvaro di Sinopoli, era ricercato dal 2017, dopo una condanna definitiva a 12 anni di carcere per traffico di sostanze stupefacenti.


L’uomo, inoltre, era ricercato per l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa lo scorso febbraio dal gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria. Con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, infatti, Rocco Graziano Delfino è indagato nell’inchiesta “Eyphemos” che ha riguardato le cosche di Sant’Eufemia e i rapporti con la politica. Secondo il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, l’aggiunto Gaetano Paci e il sostituto della Dda Giulia Pantano che hanno coordinato le indagini, Delfino sarebbe stato affiliato all’interno del carcere di Palmi. Anche da latitante, secondo gli investigatori, avrebbe partecipato alle riunioni della ‘ndrangheta di Santa Eufemia e sarebbe vicino alla «frangia mafiosa – è scritto nel capo di imputazione – riferibile a Domenico Laurendi detto “Rocchellina”».
Ritenuto un soldato della cosca, il latitante arrestato è parente di altri due indagati della stessa inchiesta coordinata della Dda: è nipote del “mastro di giornata” Pasquale Cutrì e fratello di Nicola Delfino detto “Cola”, entrambi accusati di associazione mafiosa. Il «ragazzo latitante a nome Rocco» veniva chiamato Delfino dagli altri indagati intercettati dalla squadra mobile. Di lui ha parlato anche il collaboratore di giustizia Pasquale Labate, un tempo affiliato alla cosca Guerrisi, satellite dei Piromalli di Gioia Tauro. Davanti ai magistrati, il pentito non ricordava il nome di Rocco Graziano Delfino ma ha riconosciuto la foto dicendo «È il soggetto battezzato in carcere». I militari dell’Arma, dopo numerosi servizi di appostamento in area impervia e poco accessibile, sono riusciti a individuarlo in un casolare in zona montana di Sant’Eufemia d’Aspromonte dove trovava rifugio e, dopo aver cinturato l’intera area, hanno sorpreso Delfino in compagnia del fratello e di un altro parente, entrambi tratti in arresto per concorso in favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena.
Al momento dell’arresto, il latitante veniva trovato in possesso di una pistola calibro 6,35 con matricola abrasa munita di due caricatori e 11 colpi, una carta di identità e una patente di guida (entrambe falsificate) attraverso le quali ne veniva agevolata la latitanza, nonché alcune ricetrasmittenti verosimilmente utilizzate dalla rete di favoreggiatori.
I tre arrestati, al termine delle formalità di rito, venivano associati alla casa circondariale di Palmi a disposizione dell’A.G. procedente. «La cattura del latitante Rocco Graziano Delfino è un importante risultato conseguito dai Carabinieri della compagnia di Palmi e dallo squadrone “Cacciatori di Calabria” che hanno lavorato con competenza e determinazione, anche nelle attuali condizioni di emergenze
legate al Covid. Un altro importante successo per l’Arma dei Carabinieri che dimostra quotidianamente professionalità e determinazione, e per lo Stato che mette al primo posto la lotta alla criminalità organizzata. A tutti gli uomini e alle donne dell’Arma dei Carabinieri va il mio ringraziamento ed apprezzamento». Lo afferma in una nota il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo.

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