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Bando Borghi, 48 sindaci del Cosentino sul piede di guerra: «Stravolta la graduatoria»

A farsi portavoce del malcontento è il primo cittadino di Acri, Pino Capalbo: «La scellerata scelta di ribaltare il tutto ha mortificato il lavoro svolto dai singoli comuni i quali, per poter parte…

Pubblicato il: 23/12/2020 – 12:09
Bando Borghi, 48 sindaci del Cosentino sul piede di guerra: «Stravolta la graduatoria»

COSENZA Numerosi sindaci dei Comuni della provincia di Cosenza esclusi dai finanziamenti del Bando Borghi annunciano ricorso contro la graduatoria definitiva. A farsi portavoce del malcontento è il primo cittadino di Acri, Pino Capalbo.
«Erano 359 – afferma Capalbo – le proposte progettuali ammesse al finanziamento per il recupero dei borghi calabresi: con un colpo di spugna é stato deciso che saranno solo 73. Non si comprende quale sia stato il criterio utilizzato che ha permesso di stravolgere la graduatoria ed escludere quindi chi era già risultato meritevole di finanziamento. Quello che doveva essere innanzitutto un investimento culturale per l’intera Calabria, si traduce in campagna elettorale: il (decaduto) governo regionale, anziché preoccuparsi delle emergenze quali l’attuazione del piano anti Covid, punisce la maggioranza dei progetti positivamente valutatati dalla precedente Amministrazione».
«La scellerata scelta di ribaltare il tutto – prosegue il primo cittadino di Acri – ha mortificato il lavoro svolto dai singoli comuni i quali, per poter part∞ƒecipare al bando, avevano impiegato tempo e risorse nella progettazione delle proposte, ma soprattutto ha arrecato ingenti danni ai tanti privati che hanno già investito in elaborazione di progetti e nell’ideazione di soluzioni: infatti il bando prevedeva anche la possibilità di ottenere il finanziamento a lavori già iniziati purchè fossero adeguatamente certificati. Qualcuno dovrà rispondere alle tante iniziative imprenditoriali che nel frattempo si erano avviate al potenziamento e qualificazione di ricettività extralberghiera ed alla qualificazione delle strutture della ristorazione di qualità e del sistema dei servizi turistici. Pertanto, molti sono i comuni che si stanno adoperando per promuove un’azione congiunta e avviare un ricorso verso quanto deciso negli ultimi giorni da parte dell’attuale Presidente facente funzioni Spirlì».
I COMUNI Oltre a quello di Acri, a sottoscrivere il ricorso ci sono i sindaci di Mottafollone, Piane Crati, Civita, Lungro, Morano Calabro, Zumpano, Santo Stefano di Rogliano, Aprigliano, Rota Greca, Firmo, Tarsia, Laino Borgo, Belsito, Castiglione Cosentino, Fuscaldo, Rose, Cerisano, San Donato di Ninea, Lattarico, Malvito, Paterno Calabro, Bonifati, Mormanno, Montegiordano, Parenti, Cropalati, San Marco Argentano, San Basile, Marzi, Mangone, Carolei, Nocara, Castrovillari, Luzzi, Cellara, San Pietro in Amantea, Bonifati, Pietrapaola, Plataci, Montegiordano, Rogliano, Calopezzati, Santa Sofia d’Epiro, Colosimi, Trebisacce, Caloveto, San Martino di Finita.

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