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Caruso: «In campo a Cosenza per i valori socialisti. Le primarie? Non ci credo»

Intervista all’avvocato penalista, primo candidato in campo per le prossime amministrative nella città dei Bruzi. Il nodo della sanità («serve un vero Hub per valorizzare le grandi professionalità …

Pubblicato il: 23/12/2020 – 19:20
Caruso: «In campo a Cosenza per i valori socialisti. Le primarie? Non ci credo»

COSENZA Franz Caruso rompe gli indugi. È lui il primo candidato alle amministrative che, a Cosenza, segneranno l’inizio del “dopo Occhiuto”. L’avvocato penalista racconta al Corriere della Calabria la sua decisione di scendere in campo. E cosa spera di portare, con la propria proposta politica, alla città dei Bruzi.
Nel 2011, dopo l’incontro coi vertici nazionali del Psi e del Pd, ritirò la sua candidatura a sindaco di Cosenza, decidendo di appoggiare l’uscente Salvatore Perugini. Anche nel 2016 il suo nome è stato avanzato come possibile candidato a sindaco del centrosinistra. E adesso pezzi della società civile le chiedono di fare un passo avanti. Cosa pensa di fare?
«Nel 2011 e nel 2016 il mio nome fu avanzato da pezzi della coalizione di centrosinistra. In entrambi i casi la mia candidatura poteva apparire divisiva e io ho sempre lavorato per l’unità della coalizione. In particolare, nel 2011 ritenni opportuno fare un passo indietro quando Salvatore Perugini decise di tornare in campo perché pensavo fosse giusto che un sindaco uscente rivendicasse il diritto di ricandidarsi per chiedere conto del proprio operato ai cittadini elettori. Oggi vasti settori della città mi chiedono di candidarmi ed alla mia città, dopo un periodo di doverosa riflessione, ho detto sì. Ciò mi gratifica molto e mi onora, ritenendo questa una sfida difficile ma esaltante».
Considerato il suo incarico all’interno del Psi, ha seguito in prima persona le trattative elettorali per le elezioni di San Giovanni in Fiore. Le primarie di coalizione sembrano essere la strada tracciata dal commissario Marco Miccoli, è pronto a questa sfida?
«Non rinnego il mio ruolo e la mia formazione politica, che è socialista e riformista. D’altro canto è un ruolo che svolgo alla luce del sole e di cui sono a conoscenza, quindi, gli stessi cittadini che mi hanno sollecitato a scendere in campo in questa battaglia per Cosenza. A prescindere, però, da questo contesto, comunque, sono già candidato con e per la città per cui non ho da fare alcun altro passaggio propedeutico. Sono in campo, al servizio della città e senza creare preclusione alcuna nei confronti di chicchessia ma aprendomi al confronto per unificare le forze sane che esprime Cosenza. Per non sembrare, però, reticente alla sua domanda sulle primarie, aggiungo che io non ho mai creduto alle primarie, se non a quelle disciplinate per legge, in quanto solo apparentemente rappresentano uno strumento di democrazia nel mentre nella realtà si prestano a possibili alterazioni e manipolazioni. La politica, quella vera e nobile, deve avere la capacità, dopo l’ascolto delle parti, di assumersi le responsabilità che le competono e di fare delle scelte».
Rimanendo nell’ambito della politica, ha avviato dei confronti con esponenti nazionali di partito al fine di programmare, in maniera definitiva, la candidatura? Non teme una riproposizione di quanto accaduto cinque e dieci anni fa?
«Ribadisco: io sono già in campo, candidato espressione della società civile e non rimangerò la parola data. Per il resto, ovviamente, sono aperto al confronto e al dibattito per formare un’aggregazione ampia e motivata, capace di affrontare e risolvere i problemi di Cosenza. Una città che, peraltro, oggi non è più tanto appetibile da amministrare avendo le casse vuote per effetto di un dissesto finanziario che costerà lacrime e sangue al nuovo sindaco ed a tutti i cittadini. Non a caso il dibattito politico sulla città dei Bruzi è pressoché assente. Si pensa solo alle elezioni regionali, un appuntamento certamente importante, ma per quanto mi riguarda non primario rispetto a Cosenza. Ritengo, infatti, anche in un’ottica di sviluppo dell’intero territorio regionale, fondamentale la crescita della nostra città che, lo ricordo a me stesso, è la città capoluogo della più estesa provincia calabrese, detentrice di una storia illustre e prestigiosa che merita di essere rivalutata affinché Cosenza torni ad essere protagonista nel dibattito regionale, nazionale e, perché no, europeo. Questo è il sogno che coltivo per la mia città e sono certo che i cosentini mi aiuteranno a farlo diventare splendida realtà».
Con chi condivide il progetto di diventare sindaco?
«Con quanti intendono lavorare, insieme a me, nell’interesse primario ed esclusivo della città di Cosenza».
Quali sono le prime tre proposte che farà ai cittadini di Cosenza se sarà lei il candidato?
«Servizi efficienti ed efficaci, a cominciare dalla risoluzione definitiva delle problematiche inerenti l’erogazione dell’acqua. Non è più possibile che i cosentini debbano ancora subire i drammi di un mancato approvvigionamento idrico nelle proprie abitazioni. Ritengo questo stato di cose non più sopportabile. Valorizzazione e creazione di nuove occasioni di lavoro, favorendo la nascita di iniziative imprenditoriali giovanili e offrendo a tutti le stesse possibilità. Saremo al fianco di chi è meno fortunato di altri sostenendo il disagio e combattendo ogni forma di emarginazione. Me ne lasci aggiungere una quarta che riguarda la valorizzazione e la salvaguardia ambientale. Questi 4 punti, peraltro, rispecchiano i connotati di un’azione riformista che mi appartiene per storia e tradizione».
Ci sono aspetti rispetto ai quali lavorerebbe in continuità rispetto a Mario Occhiuto? E cosa cambierebbe invece?
«L’azione di un sindaco è complessa e variegata ed insieme ai lati negativi si riscontrano in generale anche delle positività. Ritengo, però, inutile e anche indelicato avventurarmi qui ed ora in una lista di cose buone e cose cattive. Rispetto al passato, però, non v’è dubbio che si avverte la necessità di incidere in maniera efficace sulla capacità realizzatrice delle opere pubbliche, con indirizzi chiari e netti e intervenendo tempestivamente per snellire le procedure burocratiche. I cosentini, infatti, non possono soffrire per anni i disagi di lavori interminabili e infiniti».
Viviamo un momento di estrema difficoltà a livello sanitario. Come si pone in riferimento alla questione “nuovo ospedale”? Come agirebbe, da sindaco, se la pandemia continuasse il suo corso?
«Cosenza ha urgente bisogno di avere un nuovo grande ospedale che rispetti i parametri di un vero Hub. Parliamo quindi di una struttura moderna e dagli spazi ampi per poter ospitare i vari reparti propri di un ospedale di riferimento provinciale e regionale. Per questo motivo ha bisogno di essere collocato in un’area strategica sia per collegamenti viari che per l’ampiezza dell’area in cui dovrà sorgere. Per tale motivo sono convinto che la zona più idonea sia quella di Vagliolise essendo posta al centro tra il Tirreno e lo Jonio, la Sila ed il Pollino. Ciò non vuol dire però abbandonare o dismettere la struttura dell’Annunziata, dove operano professionalità di altissimo livello e di riconosciuta valenza regionale e nazionale, per troppo tempo mortificate e abbandonate a se stesse. Occorre, quindi, ristrutturare e trasformare l’Annunziata in una sorta di cittadella della salute per diventare polo di riferimento per prestazioni di primo soccorso, esami diagnostici e attività ambulatoriali, assistenza agli anziani ed ai disabili. Trasformare quest’area in polo sanitario cittadino significherebbe, inoltre, sostenere veramente l’economia che gravita intorno a quella zona, che oggi, per come è ridotta l’Annunziata, soffre e non poco. Per fare ciò, peraltro, sono stati già stanziati cospicui fondi regionali che non si possono assolutamente perdere. Per quanto riguarda la Pandemia, terrei la barra dritta, evitando polemiche e strumentalizzazioni inutili, richiamando costantemente la città al senso di responsabilità e di solidarietà. In questo senso convocherei tutte le associazioni di volontariato per mettere in campo insieme a loro ogni azione utile a sostenere concretamente le persone che più soffrono, i meno abbienti, gli anziani, ma anche i contagiati e le loro famiglie. Incalzerei, infine, gli organismi sanitari preposti ad aprire e rendere funzionali le strutture ospedaliere sparse sul territorio provinciale che ancora rimangono chiuse. Fondamentale sarebbe, in tal senso, un’azione coordinata e unitaria insieme a tutte le altre istituzioni che gravitano sul territorio a cominciare dall’Ente Provincia».
A Rende un gruppo di “giovani socialisti” ha recentemente portato avanti una campagna elettorale contro uno storico leader come Sandro Principe, qui a Cosenza siete pronti a far rivivere lo spirito socialista di “manciniana” memoria?
«A Rende abbiamo promosso un’azione politica tendente ad unire tutte le forze di opposizione al sindaco uscente, coerenti con la linea portata avanti nel corso della passata consiliatura. Quando sono prevalsi personalismi, abbiamo candidato un nostro giovane dirigente che ha dato vita ad una battaglia politica di grande spessore e dignità, per affermare i nostri valori e i nostri ideali a prescindere dalle persone. A Cosenza la mia candidatura, per storia ed esperienza personale, porta in campo i valori della tradizione socialista e riformista che sono stati incarnati da uomini come Giacomo Mancini e Pino Iacino e che hanno rappresentato un momento esaltante della storia politico/amministrativa della città. Anche da questa storia voglio trarre la spinta per combattere la malapolitica, il malaffare e la corruzione, ma anche il populismo ed il falso civismo che già troppi danni hanno prodotto nel Paese ed anche nella nostra città».
Cosa significherebbe scontrarsi alle urne (delle primarie o delle elezioni) con Giacomo Mancini Jr, laddove, naturalmente, quest’ultimo scendesse in campo?
«Sulle primarie ho già detto. Per quanto riguarda Giacomo Mancini Jr non mi pare che al momento, ci sia in campo una sua candidatura. Ovviamente, in democrazia chiunque può candidarsi con la propria storia personale, politica e con le proprie idee e proposte. Come ho fatto io, d’altronde, che mi sono candidato con la mia storia personale e, soprattutto, con la mia cultura socialista e riformista che si richiama a grandi leader come Mancini Senior, Cecchino Principe, Pino Iacino, Rocco Trento, Cesare Marini, Salvatore Frasca, Tonino Mundo tanto per rimanere in provincia di Cosenza, che il sottoscritto non ha mai rinnegato». (redazione@corrierecal.it)

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