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I giochi nella Lega, tra Gentile che “comanda” e Spirlì telecomandato (da Salvini)

Il Carroccio calabrese si prepara alle Regionali. Le truppe dell’ex sottosegretario pronte a schierare Esposito e la figlia di Aiello nel collegio di Catanzaro, mentre Abramo incontra il leader naz…

Pubblicato il: 09/01/2021 – 15:30
I giochi nella Lega, tra Gentile che “comanda” e Spirlì telecomandato (da Salvini)

CATANZARO È l’eterno ritorno della politica calabrese. C’entra poco con la filosofia e moltissimo con i cognomi. Che sono quasi sempre gli stessi e, nelle retrovie, sgomitano per controllare anche il “nuovo” che avanza. Nella fattispecie, la Lega. Il Carroccio (nei suoi livelli nazionali, perché i locali avrebbero preferito votare subito) ha ottenuto – per via sanitaria – il rinvio delle Regionali nel quale sperava da tempo. Non più febbraio ma aprile: più tempo per orchestrare liste e favorire gli ingressi di qualche big che aggiungerà voti e (si vedrà nelle urne), almeno potenzialmente, sottrarrà spazio e posti in Consiglio a qualcuno degli eletti nel gennaio 2020. Le trattative reali si svolgono a Roma, qui arriva l’eco. E a Roma un pezzo di politica calabrese che ha ancora ottimi agganci nonostante sia rimasta fuori dalle istituzioni per la prima volta dopo circa 30 anni. Quando si parla di cognomi e di (eterni) ritorni non si può non pensare alla famiglia Gentile, che ha pressoché ultimato il proprio lavoro di riposizionamento sotto l’ala salviniana del centrodestra. E grazie agli agganci capitolini, soprattutto a quelli lasciati in eredità da Denis Verdini, prova a guidare la transizione dalla prima alla seconda esperienza della Lega calabra nelle elezioni regionali. Con diverse carte da giocare e qualche resistenza da vincere. Il riposizionamento di Gentile è totale: nella marcia di avvicinamento alle Regionali 2020 fu tra gli artefici del “no” alla candidatura a governatore di Mario Occhiuto, nel 2021 è pronto a portare il vessillo di Roberto Occhiuto (al momento in pole position, ma il rinvio ad aprile può cambiare molte cose). Per ragioni molto familiari: se il deputato forzista diventasse presidente della giunta regionale, il figlio dell’ex sottosegretario Tonino Gentile, Andrea, entrerebbe in Parlamento.
Ma non c’è soltanto questa partita ad agitare le acque leghiste. Gentile trascina con sé un pacchetto dai tempi del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano. Sembra passata una vita. E, in effetti, la sigla è scomparsa e il suo leader è passato ad altra occupazione. In Calabria, però, il ticket Gentile-Esposito-Aiello è rimasto una delle costanti politiche. E potrebbe riproporsi sotti lo stendardo del Carroccio. I ben informati pronosticano la candidatura di Baldo Esposito (Casa delle libertà), attuale presidente della commissione Sanità del consiglio regionale, nel collegio di Catanzaro assieme a Elisabetta Aiello, figlia di Piero, già parlamentare e consigliere regionale. Uno spostamento di consensi (quantificabili quelli di Esposito, eletto con oltre 10mila preferenze nel gennaio 2020) che farebbe volare le quotazioni dei padani calabresi, qualora l’accordo si chiudesse. Inevitabili i mal di pancia dei consiglieri uscenti.
Su Catanzaro Salvini punta forte; boatos riferiscono di un incontro tra il leader della Lega e il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, che spera ancora nella candidatura a governatore, anche se ha più volte ribadito di non aver mai aderito ufficialmente al progetto salviniano in Calabria. Abramo, in una nota, precisa che la voce «è destituita di qualsiasi fondamento e che, pertanto, non c’è stato alcun incontro fra lui e Matteo Salvini». Ci risulta, in realtà, che il faccia a faccia sia stato rinviato.
Grandi manovre, dunque. Che probabilmente spiegano la mancata ufficializzazione della nuova segreteria regionale leghista. Salvini l’ha annunciata settimane fa e, a un certo punto, l’investitura di Roy Biasi (sponsor principale: il governatore reggente Nino Spirlì) pareva cosa fatta. Invece l’imprimatur del capo non è mai arrivato. E dunque si galleggia, probabilmente perché Biasi non piace a Gentile e neppure le soluzioni alternative prospettate finora.
Tra una diretta su Facebook e l’altra (riuscitissimo un meme in cui si evidenzia che Spirlì passa più tempo a stupirsi di quante persone seguano i suoi discorsi che a dare notizie istituzionali ai calabresi), il presidente facente funzioni prova ancora a perorare la causa dell’amico sindaco di Taurianova. Ma non dipende (certo non dipende soltanto) da lui.

Ciò che può fare è votarsi al verbo di via Bellerio scavalcando assessori, consiglieri regionali e alleati. Telecomandato da Salvini, Spirlì è diventato una sorta di replicante. Da pasdaran delle elezioni regionali a febbraio si è riconvertito in un sostenitore del rinvio dopo che Salvini aveva bollato come una sciocchezza votare con i reparti pieni. È successo anche venerdì: alle 14,58 le agenzie riportano le dichiarazioni del leader del Carroccio “pensieroso” sull’applicazione della pena di morte per reati gravi; alle 15,04 il governatore reggente si accoda. Non proprio in tempo reale, forse ci stanno lavorando. Alle Regionali, in fondo, mancano ancora tre mesi. Spirlì dice di voler tornare a scrivere. A tutti, però, le sue uscite sembrano da campagna elettorale.

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