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Coronavirus, stato di emergenza prorogato fino al 30 aprile

Il ministro della Salute Speranza conferma la misura che sarà contenuta nel nuovo Dpcm. «È il momento dell’unità, il Covid ha le ore contate ma non abbiamo ancora vinto». Governo verso il divieto d…

Pubblicato il: 13/01/2021 – 10:00
Coronavirus, stato di emergenza prorogato fino al 30 aprile

ROMA «La collaborazione tra governo, regioni e comuni ci ha consentito di resistere anche quando siamo stati investiti dalle onde più alte, senza uno sforzo unitario delle istituzioni non si sarebbe arginato questo nemico. Non c’è altra strada diversa dall’unita per affrontare questa emergenza, la più grande dal dopoguerra. ecco perché mi rivolgo alla maggioranza e all’opposizione». Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa alla Camera sulle misure anti-Covid.
Un passaggio politico, riferito alla crisi nella maggioranza che sostiene il governo Conte. Non è l’unico appello:«Nei prossimi mesi sarà tutto terribilmente complicato, teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe errore imperdonabile rallentare a pochi metri dal traguardo, nell’ultimo miglio». Questo perché «ora sappiamo che il Covid ha i mesi contati e con i vaccini sconfiggeremo questo virus. La scienza sta illuminando la strada che ci porterà fuori da questa stagione terribile e dobbiamo investire sempre di più sulla scienza. Però non abbiamo ancora vinto e non dobbiamo sbagliare la lettura di questa fase decisiva. Con la campagna di vaccinazione vediamo la luce in fondo al tunnel. Il Covid ha le ore contate, ma non abbiamo ancora vinto siamo alle prime battute di una lunga e difficile maratona».
Speranza ha poi aggiunto: «Quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure e il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile stato di emergenza».
Nel nuovo Dpcm, è intenzione del governo confermare il divieto di spostamento anche in zona gialla e vietare l’asporto dopo le 18 dai bar e stabilire l’ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto. Il progetto è anche quello di riaprire i musei nelle regioni in area gialla.
«DRAMMATICO MUTAMENTO NELLE REGIONI» «A livello nazionale il tasso di occupazione delle terapie intensive torna ad attestarsi sopra la soglia critica del 30% e c’è un drammatico mutamento dell’indice di rischio attribuito alle Regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso». Ha poi sottolineato il ministro della salute Roberto Speranza nell’informativa alla Camera.

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