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Sanità, Longo non fa sconti: bocciato il bilancio 2018 della Mater Domini

Su proposta del dg regionale Bevere il commissario non approva le risultanze del documento contabile dell’azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro: tra le voci negative, una perdita d’eserciz…

Pubblicato il: 13/01/2021 – 8:14
Sanità, Longo non fa sconti: bocciato il bilancio 2018 della Mater Domini

CATANZARO Fin da subito il commissario ad acta della sanità calabrese Guido Longo ha detto che non è minimamente disposto a chiudere un occhio davanti ai conti in disordine e in rosso fisso, del resto è uno dei primo “mandati” che gli ha commissionato al governo. Se i bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere avranno il segno meno e saranno pieni di “buchi” e di “maglie larghe”, la struttura commissariale li rispedirà al mittente. La prima azienda a incappare nella scure di Longo è l’azienda ospedaliera-universitaria Mater Domini di Catanzaro, il cui bilancio consuntivo 2018 è finito nel cestino del commissario per una lunga serie di ragioni, e di criticità. Con uno degli ultimi decreti del 2020, il numero 153, “vistato” anche dalla sub Maria Crocco poche ore prima che la dirigente si congedasse dalla Calabria, su proposta del dg del Dipattimento regionale Sanità Francesco Bevere il prefetto Guido Longo ha deliberato di «non approvare le risultanze contabili del bilancio d’esercizio 2018» adottato dal commissario straordinario dell’Aou Mater Domini a febbraio 2020 nella versione riformulata del documento varato nell’agosto 2019. In sostanza, Longo ha bocciato il bilancio 2018 della Mater Domini invitando l’azienda ospedaliera universitaria catanzarese a rivederlo e correggerlo.
Il “pugno duro” del commissario ad acta, in particolare, si è abbattuto contro il risultato d’esercizio 2018 dell’Au Mater Domini, una perdita di oltre 21,6 milioni «di valore superiore alla perdita registrata» nell’anno precedente (-12 milioni) e di quella prevista con il bilancio preventivo 2018 (à14 milioni): la perdita di esercizio – scrive Longo nel decreto 153 – «rapportata alle risorse assegnate, evidenzia la mancata coerenza con gli obiettivi dell’equilibrio economico finanziario». E poi – aggiunge il commissario della sanità calabrese – «risulta che l’azienda ospedaliero-universitaria “Mater Domini” non ha operato nel rispetto delle disposizioni sul contenimento della spesa consulenze sanitarie e non sanitarie per l’anno 2018 e della spesa per il personale», mostrando una variazione in aumento dei costi di produzione (nel 2017 attestati a 93 milioni, nel 2018 invece a 105 milioni), una variazione in aumento del costo del personale (anno 2017= euro 38.050.480,55; anno 2018= euro 39.471.602,22), una variazione in aumento dei debiti (anno 2017= euro 164.781.679,24; anno 2018= euro 173.248.517,36). E l’elenco di criticità continua ancora… Nel decreto commissariale si specifica poi che «il Collegio sindacale ha espresso parere non favorevole al documento contabile esaminato di cui al bilancio di prima formulazione (delibera n. 519/2019), ribadendo le osservazioni già rese in occasione dell’esame dei precedenti bilanci di esercizio, ovvero, sulla posta del credito verso la Fondazione Campanella, ritenuto inesigibile». (a. c.)

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