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Regione, la patologia del contenzioso e il "non pieno governo" delle cause

Nella relazione al Documento di Economia e finanza dell’amministrazione sono delineate le tante criticità, alla base tra l’altro di pignoramenti per 180 milioni negli ultimi 6 anni. Mancato aggiorn…

Pubblicato il: 18/01/2021 – 6:58
Regione, la patologia del contenzioso e il "non pieno governo" delle cause

CATANZARO «Non è aggiornato in tempo reale», ha una banca dati «farraginosa», e manca «una comunicazione costruttiva tra Dipartimenti e Avvocatura». Per quanto la Corte dei Conti, nell’ultima piena parifica del Rendiconto 20219, abbia attestato importanti e sensibili passi avanti nell’ultimo anno, la gestione del contenzioso della Regione Calabria continua a rappresentare una patologia, se è vero che dalle tante soccombenze giudiziarie subite dall’ente sono scaturiti negli ultimi 6 anni pignoramenti per circa 180 milioni. Criticità che evidenzia del resto la stessa Giunta regionale nella relazione dell’ultimo Defr, il Documento di Economia e Finanza per il 2021-2023, approvato dal Consiglio nell’ultima seduta del 2020.
IL FONDO RISCHI CONTENZIOSO Nel Defr si segnala anzitutto che «la Regione deve accantonare nel Fondo rischi contenzioso risorse commisurate all’entità delle vertenze in essere e al rischio di soccombenza, per come stimato dagli avvocati regionali. Tale accantonamento deve essere effettuato in occasione del Bilancio di previsione, rimodulato in occasione dell’assestamento del bilancio e, infine, deve essere verificato, sulla base dell’evolversi del contenzioso, in occasione della redazione del rendiconto. Il valore del Fondo rischi per contenzioso alla data del 31 dicembre 2019 è stato determinato in euro 66.381.620,01, nell’annualità 2020, e ad oggi, sono stati accantonati ulteriori euro 13.036.885,85, mentre nel bilancio di previsione 2021-2023 sono presenti euro 11.314.097,32 per il 2021 e euro 11.228.489,82 per ciascuna delle annualità 2022 e 2023».
CORTE DEI CONTI: BASTONE E CAROTA La relazione al Defr riporta anche le considerazioni della Corte dei Conti, considerazioni che sono in chiaroscuro. «Si sottolinea che la magistratura contabile nella bozza di relazione sul giudizio di parifica del Rendiconto generale 2019, ha preso atto che “la Regione ha mostrato di aver accolto gli inviti effettuati in occasione del giudizio di parificazione per l’esercizio 2018, mappando con maggiore accuratezza l’accantonamento destinato a fronteggiare i rischi da contenzioso e tenendo conto della necessità di mitigare il rischio che potrebbe derivare da vertenze di considerevole importo“. Tuttavia la Sezione ha anche specificato che “alla luce del fatto che l’Avvocatura regionale ha subito un avvicendamento nella titolarità del dirigente, e non è dunque realisticamente ipotizzabile che l’efficientamento del settore avvenga in un breve lasso di tempo … la qualità delle valutazioni dell’Avvocatura regionale risente, allo stato, di un non pieno governo dello stato del contenzioso”».
LE CRITICITA’ Un “non pieno governo” del contenzioso che è determinato da quattro criticità, «ad oggi rimaste irrisolte», secondo quanto riporta la Giunta regionale nella relazione al Defr. La prima: «Il contenzioso non è aggiornato in tempo reale e ciò chiaramente può incidere sulla entità del valore del fondo (in eccesso o in difetto) il cui utilizzo, nel corso degli anni è risultato estremamente esiguo, specificando che, per come indicato dalla Corte dei conti, “è evidente che la stima del fondo rischi non può prescindere, in concreto, anche dall’effettivo utilizzo dello stesso, diversamente il bilancio regionale può risultare “appesantito” da accantonamenti non necessari…“». La seconda: «La banca dati del contenzioso è farraginosa e non comunica con il sistema integrato regionale. Da ciò discende che, non essendo in grado di conoscere eventuali legami con impegni e pagamenti in essere, nonché con l’esistenza di risorse utilizzabili in caso di soccombenza, potrebbero esserci sopravvalutazioni delle somme accantonate al fondo». Terza criticità: «Manca una comunicazione costruttiva tra i Dipartimenti e l’Avvocatura con la conseguenza che talvolta agli avvocati non vengono fornite le informazioni necessarie per difendersi correttamente e ciò genera evitabili soccombenze». Infine, «ancora non è chiaro a tutti gli avvocati regionali la reale portata della valutazione del rischio di soccombenza e la necessità di monitorare costantemente lo stato del contenzioso».
LE CONTROMISURE Per questo per la Giunta regionale tra le priorità c’è «la progressiva riduzione del contenzioso e dei pignoramenti», attraverso «il potenziamento di diverse misure tese a ridurre in via progressiva i pignoramenti presso la Tesoreria regionale (che hanno sottratto poco meno di 180 milioni di euro negli ultimi 6 anni), fra le quali può rivestire un ruolo importante l’implementazione di metodologie interne di stretta collaborazione fra i dipartimenti regionali di volta in volta interessati». Tra le azioni da mettere in campo «la reimpostazione del flusso informativo tra i Dipartimenti e l’Avvocatura teso a rendere efficiente, tempestiva ed efficace la difesa dell’ente in giudizio; l’implementazione del sistema informatico in uso all’Avvocatura» perché «di fatto il sistema informatico utilizzato è ormai vetusto» e infine «un immediato potenziamento dell’apparato amministrativo dell’Avvocatura». Nella relazione al Defr si ritiene infine «strategico avviare immediate interlocuzioni con i vertici degli Uffici giudiziari, sottoponendo i casi concreti registrati nel corso degli anni, prevalentemente al cospetto di giudici non togati ma non solo (come comprensibile anche alla luce dei recenti fatti di cronaca), in cui l’amministrazione è stata dichiarata soccombente nonostante fosse estranea al giudizio o avesse reso dichiarazione negativa, o in cui non viene osservato il giudicato della Corte di Cassazione che ritiene l’amministrazione estranea al giudizio, e così via». (a. c.)

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