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Esondazione Crati, riparato l'argine. Preoccupazioni anche sulla sponda cassanese – VIDEO

Da ieri sera i tecnici del comune di Corigliano Rossano sono al lavoro per riparare l’argine. Fra i problemi maggiori da risolvere vi è quello del drenaggio. Partita la conta dei danni. Il comune d…

Pubblicato il: 26/01/2021 – 12:09
Esondazione Crati, riparato l'argine. Preoccupazioni anche sulla sponda cassanese – VIDEO

CORIGLIANO ROSSANO La pioggia di questa notte ha fatto un po’ meno paura sugli argini del Crati. La falla che si era aperta sull’argine destro, in contrada Foggia è stata già riparata dai tecnici del comune di Corigliano Rossano nella serata di ieri. Questa mattina i lavori di messa in sicurezza stanno proseguendo e le ruspe comunali sono al lavoro mentre fra i problemi maggiori da risolvere vi è quello del drenaggio. Partita la conta dei danni. Ieri, nel tardo pomeriggio, erano state evacuate alcune famiglie. Nel video la situazione prima che iniziassero i lavori


IL COMUNE DI CASSANO CHIAMA LA REGIONE Anche il Comune di Cassano allo Ionio, confinante col Crati sull’altra sponda, attraverso il responsabile dell’Area tecnica, Luigi Serra Cassano, ha chiesto l’intervento celere delle autorità competenti regionali e provinciali perché intervengano con celerità monitorando costantemente il sito fluviale e predisponendo anche un eventuale pronto intervento. Nella comunicazione trasmessa al Prefetto di Cosenza, al presidente facente funzioni della Regione, agli assessori regionali all’Ambiente e alle Infrastrutture, De Caprio e Catalfamo, alla Protezione civile della Calabria, all’ArpaCal, alla Provincia di Cosenza e per conoscenza al sindaco di Cassano All’Ionio, Gianni Papasso, si riportano gli esiti di sopralluoghi, soprattutto all’altezza del ponte ferroviario linea Taranto – Reggio Calabria, dove è stato  rilevato che le acque del Crati hanno già invaso le aree golenali, arrivando fino alla sommità dell’ultimo argine.
La sollecitazione del Comune di Cassano allo Ionio è anche frutto del timore che possa nuovamente verificarsi l’esodnazione del 18 gennaio 2013 quando migliaia di metri cubi di fango e acqua, ricoprendo l’area archeologica dell’antica Sibari. (lu.la.)

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