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Il Centro Inail “non integrato” con l’Asp e l’impegno del Psi. «Serve una sanità pubblica e di eccellenza»

Incontro tra Inail, Asp e socialisti nei locali della Fondazione Terina. E sulle regionali Incarnato rilancia: «Nicola Irto è un’ottima persona»

Pubblicato il: 10/02/2021 – 19:17
di Giorgio Curcio
Il Centro Inail “non integrato” con l’Asp e l’impegno del Psi. «Serve una sanità pubblica e di eccellenza»

LAMEZIA TERME «Un vero polo integrato tra l’Asp di Catanzaro e l’Inail, come avevamo sospettato, non esiste. Sulla carta le convenzioni e gli accordi dicono che il polo dovrebbe essere costituito sulla base di determinati compiti, rispettati però solo dall’Inail». È questo il quadro emerso al termine di una lunga riunione, durata oltre due ore e senza la presenza della stampa, tra lo staff direttivo, amministrativo e sanitario dell’Inail, il responsabile dell’Asp di Catanzaro, Massimo Calderazzo, e la delegazione Psi che ha visto la partecipazione del segretario regionale della Calabria, Luigi Incarnato, e raccontato ai nostri microfoni da Milena Liotta, commissaria dei socialisti a Lamezia Terme.

Inail terina lamezia

Centro “non integrato” realmente

La vicenda è quella ormai nota da quasi due decenni e che rappresenta, di fatto, lo specchio di una sanità che in Calabria, almeno sulla carta, esprime progetti visionari e forza di volontà, ma che nei fatti si scontra con il solito cortocircuito burocratico-istituzionale. Nel centro protesi Inail, progettato e nato nei locali della Fondazione Terina nell’area industriale ex-Sir di Lamezia, di fatto la collaborazione (e l’integrazione) con l’Asp del capoluogo non sarebbe mai partita. A cominciare dai 40 posti letto per pazienti medici, previsti già del 2012, ma che nei fatti e materialmente non sono mai esistiti. E poi 56 assunti tra personale medico specializzato in diverse mansioni ma che nel Centro non avrebbero mai svolto servizio. Uno scenario desolante, dunque, e sul quale il Psi calabrese ha cercato di far luce. «Manca allo stato attuale – ricorda Liotta – l’attività legata alla degenza e al rispetto della convenzione, limitando notevolmente lo sviluppo di un polo che non è integrato e che dovrebbe porsi a servizio del Sud Italia. Rimane ovviamente una struttura importante ma molto limitata rispetto al dispendio e i costi in confronto alle ricadute economiche e sanitarie che invece potrebbe avere». Dall’azienda sanitaria, nel frattempo, non arrivano novità incoraggianti, in parte (dicono) per le difficoltà legate all’emergenza Covid.

L’impegno politico

E c’è chi intravede una mera strategia politica dietro all’interesse del Psi sul Centro Inail e la sanità calabrese considerate le imminenti elezioni regionali. Voci e “insinuazioni” smentite categoricamente dalla stessa Liotta: «È una questione che abbiamo affrontato già da tempi non sospetti e la stiamo monitorando da tempo. Un impegno che prescinde da qualunque competizione elettorale che sono comunque importanti, ma su questo tema ci stiamo battendo da tempo, non è certo una novità». A ribadire però l’impegno del Psi calabrese sui temi della sanità è il segretario regionale, Incarnato: «Noi abbiamo ribadito in questa occasione – ha ricordato – che siamo per una sanità pubblica e di eccellenza ma che si sviluppa attraverso due funzioni ovvero smettendo il sistema sanitario ospedaliero, sostituendolo con quello territoriale. La sanità di cui parliamo spesso è annunciata, denunciata, gridata ma non ragionata».

Le regionali

L’occasione per il segretario del Psi calabrese è anche quella di fissare alcuni punti in vista delle prossime elezioni regionali. Il Pd (e il centrosinistra) ha fatto il nome di Nicola Irto e, in attesa di capire se accetterà la proposta, Incarnato non ha dubbi: «È un’ottima persona, un giovane Si scontreranno tre aree, quella populista e delle manette rappresentata da Tansi e de Magistris, quella ad oggi sovranista ma che potrebbe comunque moderarsi con l’entrata in scena del governo Draghi, diventando forse più europeista e poi l’area storica riformista-progressista italiana rappresentata dal centrosinistra. Un polo che parla di programmi e progetti, senza aggredire le persone, tra cui proprio la sanità. Basta con il commissariamento ma non dirlo, serve farlo. Nessuna giunta, compresa quella Oliverio, non ha fatto un piano organico di rientro dal debito da presentare al commissario. Non possiamo più permetterci questo lusso». (redazione@corrierecal.it)

L’intervista

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