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Daniele Rossi “rema” insieme a Spirlì

Il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro dall’antipolitica (e anti Salvini) alla Cittadella: è diventato un consulente del governatore

Pubblicato il: 24/02/2021 – 16:53
Daniele Rossi “rema” insieme a Spirlì

CATANZARO «Ho assistito all’incontro di Catanzaro con Matteo Salvini, su invito del sindacato di polizia che ha organizzato il dibattito. Non perché condividessi qualcosa del leader leghista. Ma per capire, per farmi un’idea più precisa di un uomo politico nazionale che impazza in tv e sui giornali. (…) Dico subito che di lui non condivido nulla: come giovane, come calabrese, come cittadino, mi vengono i brividi al solo pensare che il nostro Paese possa essere un giorno governato da uomini politici così». Solo gli stolti non cambiano mai opinione. E Daniele Rossi, presidente della Camera di commercio di Catanzaro, tutto è fuorché uno sciocco. Imprenditore smart, già presidente – tra il 2013 e il 2018 – di Confindustria Catanzaro, molto attivo sui social, Rossi non ha mai fatto politica attiva. Si è sempre mosso su un crinale apolitico, con qualche punta critica (anche accesa) verso chi ha “gestito” negli ultimi decenni, le cose di Calabria. Anni fa fondò il movimento “La Calabria che rema”; anche in quel caso nulla di (direttamente) politico. È di qualche anno fa (più di cinque) la “dichiarazione di disamore” affidata alla stampa nei confronti di Matteo Salvini. Nel frattempo, Rossi è stato folgorato sulla via di Spirlì. O, almeno, così si direbbe stando a una delle più recenti delibere di giunta regionale, la numero 63 del 18 febbraio scorso, che assegna una consulenza al presidente della Camera di Commercio ai sensi della legge numero 13 del 1996.

La norma dà la possibilità a «presidente della giunta regionale, giunta regionale, il presidente del consiglio regionale e l’Ufficio di Presidenza» di «avvalersi, per le attività e le funzioni di propria competenza, della collaborazione a titolo consultiva di speciali comitati, da essi costituiti, e composti da dirigenti regionali ed eventualmente da esperti di particolare qualificazione scelti tra docenti universitari, professionisti, dirigenti pubblici e privati, sulla base di appositi curricoli specifici relativi a qualificata esperienza e professionalità». Il presidente della giunta regionale può individuare fino a otto esperti esterni, purché nessuno di essi sia in conflitto di interessi, anche professionali, con la Regione. Daniele Rossi, dunque, sarà uno dei nuovi consulenti del governatore reggente. E potrebbe condividere con Spirlì una domanda di qualche anno fa: «Perché in Calabria non scoppia una rivolta sociale?». Quesito fondato sull’analisi di una serie di indicatori che, nel corso del tempo, non sono certo andati migliorando. La presidenza leghista lo avrà persuaso che la rivoluzione che chiedeva sia, forse, possibile. E che si possa fare frequentando il decimo piano della Cittadella. Si nasce incendiari, poi si vira su toni decisamente più soft. Quelli scelti da Rossi danno sul verde Carroccio. 

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