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L’analisi

Turismo, Bella: «In Calabria ci accontentiamo del minimo sindacale»

Il direttore del Centro Studi nazionale di Confcommercio a Buongiorno Regione: «Senza capitale umano le regioni del Sud non hanno prospettive»

Pubblicato il: 06/04/2021 – 9:40
Turismo, Bella: «In Calabria ci accontentiamo del minimo sindacale»

LAMEZIA TERME «Turismo, innovazione, snellimento dell’apparato burocratico, con all’interno l’efficienza della giustizia». Pochi, ma solidi elementi su cui la Calabria dovrebbe puntare per aumentare il suo prodotto interno lordo. Ne è convinto Mariano Bella, direttore del Centro Studi nazionale di Confcommercio, intervenuto questa mattina a Buongiorno Regione, su RaiTre Calabria.
«Le analisi sui fondi impiegati al Sud – dice – sono abbastanza impietose, ma dobbiamo imparare che non saranno le distribuzioni di risorse a migliorare il Mezzogiorno». Le regioni del sud, la Calabria ha, quindi, bisogno di «meno burocrazia, meno pressione fiscale, migliori infrastrutture. Speriamo di poterlo fare anche con i contributi europei. Ma che senso ha se in un quarto di secolo 1,5 milioni di giovani ha lasciato il Sud? Senza capitale umano le regioni meridionali non hanno prospettive, quindi bisogna creare le condizioni di lavoro».
Mariano Bella, reggino, emigrato a 19 anni proprio perché vi era carenza di opportunità lavorative, riferisce dati interessanti relativi al turismo, uno dei settori che potrebbero fare da traino all’economia calabrese. «La quota spesa dei turisti stranieri sul totale regionale, in Liguria è al 4%, in Val d’Aosta al 15%, in Lazio al 2% e in Calabria allo 0,7%. Se si fosse puntato su aziende che valorizzano il turismo, quindi il territorio, la nostra cultura, l’enogastronomia, forse avrei potuto trovare occupazione. Il captale umano che abbiamo, in sostanza, non è messo a reddito».
Per questi motivi «dovremmo crederci di più – insiste Bella – nel rilanciare il turismo, creare quell’offerta che ancora non c’è, rivisitare le nostre coste anche dall’abusivismo. Se i turisti non vengono in Calabria è perché facciamo poco e male il marketing e non abbiamo i posti dove ospitarli. Dovremmo fare turismo di qualità ed invece ci accontentiamo del minimo sindacale».
Il direttore del Centro Studi nazionale di Confcommercio ne fa anche una questione di regole. «Dobbiamo far capire che vanno rispettate. Quando torno in Calabria – dice a mo’ di esempio – vedo ancora 15enni sul motorino senza casco, una cosa che a Bologna, dove vivo, non esiste. Se un ragazzo di 15 anni non è abituato a rispettare le regole, mi chiedo come potrà essere un imprenditore e un contribuente in regola. Non abbiamo la cognizione del rispetto delle regole che fanno parte del nostro convivere».
«Siamo tutti felici del Recovery Plan, ma se questi fondi non saranno spesi bene – conclude Mariano Bella – riprenderemo a crescere con tassi inconsistenti. Erogazione dei fondi non è automaticamente un sinonimo di sviluppo. Se non ci sono progetti, tra un anno continueremo a lamentarci che la Puglia funziona ed in Calabria non è arrivato nulla, addossando le colpe alla classe dirigente. Dal punto di vista infrastrutturale è sotto gli occhi di tutti ciò che bisogna fare. Turismo, alberghi, innovazione, burocrazia, ed all’interno di quest’ultima, l’efficientamento della giustizia».

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