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La protesta

Sanità e ripartenze, sindacati sul piede di guerra in Calabria: «Così non va»

Sit-in di Cgil, Cisl e Uil a Catanzaro contro la gestione dell’emergenza covid: «Presenteremo un nostro piano». Arriva il “No” al Recovery

Pubblicato il: 27/04/2021 – 12:43
Sanità e ripartenze, sindacati sul piede di guerra in Calabria: «Così non va»

CATANZARO L’1 maggio i sindacati presenteranno un piano per la ripartenza della Calabria. Lo hanno reso noto i segretari generali della Cgil, Angelo Sposato, della Cisl, Tonino Russo, e della Uil, Santo Biondo, nel corso della mobilitazione organizzata a Catanzaro dalle confederazioni per sollecitare una maggiore attenzione alle problematiche che si registrano nell’area centrale della regione.
La manifestazione ha rappresentato l’occasione per evidenziare le maggiori emergenze che si stanno vivendo in Calabria, alla luce dell’emergenza Covid 19, da quella sanitaria – che il 3 maggio sarà al centro di un incontro dei sindacati con il ministro Roberto Speranza – a quella economica. Nel corso della manifestazione Cgil, Cisl e Uil hanno espresso numerose critiche all’azione della politica e del governo nazionale ma anche della politica e del governo regionale.
«Ieri – ha esordito Sposato – il Consiglio regionale si è occupato della sanità ma in modo molto tiepida, dalla politica e dal commissario ci saremmo aspettati risposte e soluzioni che non sono arrivate. Abbiamo 150 milioni di fondi Covid non spesi, i fondi del Decreto Calabria non spesi, c’era la possibilità di fare le assunzioni ma non sono state fatte. Al ministro Speranza il 3 maggio chiederemo alcune misure operative: una deroga ai commissari per i bilanci e gli atti aziendali, la sterilizzazione e l’azzeramento del debito, e personale qualificato da inviare nelle Asp per mettere a posto bilanci e atti aziendali e sbloccare le assunzioni. Stiamo pensando a fare azioni unitarie per sensibilizzare su questi tempi».  
«L’1 maggio – ha sostenuto il segretario generale della Cgil Calabria – presenteremo un piano di ripartenza per la Calabria da offrire alla politica nazionale e regionale».
A sua volta, Russo ha spiegato che «con questa iniziativa di oggi rilanciare la vertenzialità su questo territorio, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, un territorio che vive un momento di assoluto abbandono sul piano degli interventi per la sanità, per le infrastrutture, per l’occupazione, con un precariato che ormai è fuori controllo: bisogna dare dignità al lavoro. Alla politica diciamo di fermarsi e di non fare campagna elettorale, ma di sedersi con noi per trovare le migliori soluzioni a questi problemi, perché in gioco – ha rimarcato il segretario della Cisl Calabria –  c’è il futuro dei nostri giovani».
Per Biondo «la manifestazione di oggi è la prosecuzione della mobilitazione unitaria che come sindacato calabrese abbiamo messo in campo, rafforzandola in questo anno di pandemia. Abbiamo una piattaforma unitaria che renderemo pubblica l’1 maggio, un programma di lavoro che non ha la presunzione di essere la verità assoluta ma vuole aprire una fase di confronto con tutti coloro che ci stanno a confrontarsi con noi, una base programmatica inclusiva e aperta ai contributi che arriveranno dal mondo delle associazioni, dai partiti di maggioranza e opposizione, dalle forze sociali e produttive. Proseguiamo la mobilitazione perché siamo convinti che la Calabria sta affrontando questa fase di emergenza malamente, sta vivendo il mondo più drammatico sul piano della diffusione del virus: la sanità in Calabria è a mani nude, non sono state fatte le assunzioni, manca la riorganizzazione della rete ospedaliera, non sono stati aumentati i posti letto, la campagna vaccinale none scolla. Il 3 maggio incontreremo il ministro della Salute Speranza al quale prospetteremo questa situazione drammatica. Ma l’emergenza sanitaria non deve far dimenticare l’emergenza economica della Calabria, che già prima della pandemia era drammatica, con 18 punti di Pil in meno rispetto al resto del Mezzogiorno e al Paese. «Al governo nazionale e a quello regionale – ha concluso il segretario della Uil Calabria – chiediamo un cambio di passo».

Protesta sindacati a Catanzaro
La protesta dei sindacati a Catanzaro

I sindacati bocciano il Recovery plan

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza non convince Cgil, Cisl e Uil Calabria. All’indomani dell’illustrazione del Pnrr da parte del premier Draghi alla Camera, i segretari generali dei sindacati regionali, Angelo Sposato della Cgil, Tonino Russo della Cisl e  Santo Biondo della Uil, a margine di un’iniziativa unitaria a Catanzaro esprimono molte perplessità sulle misure previste dal governo con riferimento alla Calabria. «Vediamo un Recovery Plan senza un cronoprogramma, vorremmo capire – esordisce Sposato – quali investimenti pubblici il governo intende mettere in campo, al momento non c’è nulla. Anche su questo tema come sindacati – spiega il segretario della Cgil calabrese – abbiamo intenzione di mettere in campo un’azione unitaria per sollecitare maggiore attenzione verso la nostra regione».

Sit in sindacati a Catanzaro
Un momento del sit-in dei sindacati a Catanzaro


A sua volta Russo evidenzia: «Non vediamo segnali positivi nel Recovery Plan sulla linea ionica, sia quella della Statale 106 sia quella ferroviaria, nella quale al momento l’unico treno ad alta velocità si ferma a Sibari e non si capisce perché, nonostante siano stati spesi 650 milioni, non si scorre velocemente verso Reggio Calabria. Poi abbiamo un sistema portuale che non va: è necessario far diventare Gioia Tauro un hub collegandolo con porti importanti come Crotone, Sibari e Vibo Valentia. C’è il tema dell’A2, rimasta incompleta nei tratti più pericolosi».
«Insomma – osserva il segretario della Cisl calabrese – è necessario accelerare l’ammodernamento di queste infrastrutture. Poi, il tema dell’Alta velocità: si continua a parlare dell’Alta velocità per collegare Salerno e Reggio, ma per noi la vera Alta velocità è collegare Reggio con Roma in sole 3 ore, e da quello che leggiamo non ci avviciniamo nemmeno minimamente a questi parametri. E allora siamo preoccupati».
Critiche anche da Biondo: «Non siano soddisfatti del Piano nazionale di ripresa e resilienza perché c’è un’attenzione che riguarda il resto del Mezzogiorno ma non la Calabria. La Calabria ha bisogno di tre grandi investimenti infrastrutturali: l’Alta Velocità vera e completa, la linea ferroviaria ionica e il completamento definitivo della Statale 106. Bisogna dirlo chiaramente: c’è un tema Mezzogiorno ma dentro il tema Mezzogiorno c’è anche un tema Calabria che è la priorità anche per questioni ambientali».
«Il governo – conclude il segretario della Uil calabrese – deve avere coraggio, e deve incrementare le risorse. Ma allo stesso tempo la politica regionale non dorma: c’è un governo regionale scollegato alla realtà e un Consiglio regionale che non discute dei veri problemi come i ritardi nella spesa dei fondi comunitari. Bisogna ripartire dal confronto dal partenariato economico e sociale, lo chiederemo l’1 maggio». (a.cant.)

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