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la deliberazione

Catanzaro, la Corte dei Conti bacchetta l’amministrazione Abramo

I giudici contabili elencano numerose irregolarità nei rendiconti 2015-2016-2017, minacciando il blocco di alcune spese se non saranno corrette

Pubblicato il: 05/05/2021 – 13:14
Catanzaro, la Corte dei Conti bacchetta l’amministrazione Abramo

CATANZARO Nubi minacciose sulla gestione contabile del Comune di Catanzaro guidato dal sindaco Sergio Abramo. In sede di esame di misure correttive proposte già negli anni scorsi, la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha accertato, con deliberazione adottata a fine aprile, una lunga serie di irregolarità con riferimento ai rendiconti 2015, 2016 e 2017 del Comune capoluogo, invitando l’amministrazione a sanarle altrimenti sarà bloccata una parte della spesa. Una “grana” inattesa per un sindaco qual è Abramo che sulla tenuta sotto controllo dei conti ha fatto una bandiera.

«Irregolarità di rilevante portata»

Sono ben 16 le criticità che la Corte dei Conti mette in fila al termine dell’analisi dei rendiconti 2015, 2016 e 2017 del Comune di Catanzaro. La magistratura contabile parla di «irregolarità di rilevante portata» ai sensi del Tuel, stigmatizzando in particolare «il dubbio rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno per l’esercizio 2015; la presenza di irregolarità (nella sottostima degli accantonamenti e nelle modalità di recupero dell’extradeficit nell’esercizio 2015) nell’operazione di riaccertamento straordinario dei residui; l’inattendibilità, nel triennio 2015-2017, del fondo pluriennale vincolato sia di parte corrente sia di parte capitale; d) la scarsa attendibilità delle previsioni di entrata da trasferimenti (Titolo II); ) la reiterata esiguità, in tutto il triennio 2015/2017, dell’attività di riscossione delle entrate tributarie, nonché delle “entrate da recupero evasione tributaria”». Inoltre, la Corte dei Conti contesta al Comune di Catanzaro «la non corretta determinazione della parte disponibile del risultato di amministrazione del triennio 2015/2017, a motivo della sottostima del Fondo crediti di dubbia esigibilità sia sede di previsione sia in sede di rendiconto per il triennio 2015/2017; della sottostima dell’accantonamento a Fondo anticipazioni di liquidità per l’esercizio 2017; – dell’assenza/sottostima del fondo perdite società partecipate; della sovrastima dell’accantonamento per l’esercizio 2016 del fondo indennità di fine mandato del sindaco; della sottostima dell’accantonamento a fondo contenzioso in sede di rendiconto 2015 e successivi». Il “cahier de doleance” è ancora lungo, perché i giudici contabili evidenziano anche, a carico del Comune di Catanzaro, «il probabile pagamento di spese non rientranti tra quelle previste dal dl 35/2013 (ovvero debiti certi, liquidi, ed esigibili presenti al 31 dicembre 2012 e/o che presentavano la riconoscibilità come debiti fuori bilancio); la sottostima della spesa per Rsu (rifiuti solidi urbani) nella gestione di competenza e della spesa per il servizio idrico integrato, a motivo della presenza di debiti verso la Regione Calabria non garantiti da correlati impegni di spesa; la frequente approvazione di piani di rientro con la Regione Calabria, con conseguente rinvio dei costi di servizi essenziali ad esercizi futuri; la strutturale presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti, nonché la costante segnalazione di ulteriori debiti fuori bilancio, dopo la chiusura dell’esercizio ed entro la data di formazione dello schema di rendiconto; la presenza nell’esercizio 2015 di incassi e pagamenti da regolarizzare; l’utilizzo di entrate vincolate (ex art. 195 Tuel), rimaste da ricostituire al 31/12 del triennio 2015/2017; la reiterata irregolare gestione dei fondi vincolati; la presenza di posizioni debitorie consistenti per procedure esecutive/pignoramenti, non regolarizzati entro la chiusura dell’esercizio; il mancato rispetto dell’indicatore di tempestività dei pagamenti nell’esercizio 2016».

L'”avvertimento” della Corte dei Conti

Alla luce di queste criticità, la Corte dei Conti invita il Comune di Catanzaro «ad adottare entro 60 giorni (…) misure correttive idonee a rimuovere le criticità sopra evidenziate ovvero, per quelle violazioni ormai consumatesi (esempio: sottostima spesa Rsu, formazione costante di debiti fuori bilancio, reiterata irregolare gestione dei fondi vincolati), ad indicare correttivi idonei ad evitare il ripetersi futuro di irregolarità di tenore analogo». Ma Palazzo De Nobili dovrà intervenire seriamente, perché – si legge in coda alla deliberazione – la Corte dei Conti «avverte il Comune di Catanzaro che, attesa la portata delle irregolarità emerse, le misure correttive dovranno essere idonee a rimuovere le conseguenze delle criticità ovvero – per quanto attiene alle violazioni puntuali già consumate – a impedire il verificarsi di anomalie di analogo tenore in futuro; in caso contrario, questa Sezione si vedrà costretta a procedere alla preclusione della attuazione dei programmi di spesa, misura già apposta in passato, limitatamente alle spese finanziate con entrate da recupero evasione tributaria non riscosse, fino alla approvazione del rendiconto 2016». (a. c.)

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