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Cosenza, «straordinari pagati a peso d’oro ma le assunzioni restano bloccate»

Il Comitato salute pubblica del Pollino denuncia le scelte «scellerate dell’Asp che causano la carenza di personale in piena emergenza»

Pubblicato il: 08/05/2021 – 17:52
Cosenza, «straordinari pagati a peso d’oro ma le assunzioni restano bloccate»

COSENZA «Abbiamo già denunciato nel mese di dicembre l’adozione di un atto deliberativo, numero 485, a firma del commissario di allora Zuccatelli – si legge in una nota stampa del Comitato per la salute pubblica del Pollino – che impegnava la somma di ben 705mila euro per incentivare le attività organizzative a cura di un “gruppo di lavoro” in carico al Dipartimento di Prevenzione per la esecuzione dei tamponi, che dovevano essere fatti a tappeto nell’intera provincia». «Sappiamo bene – continua la nota – tutti i ritardi che hanno contraddistinto quella “campagna”. In quell’atto si stabiliva che ogni ora di lavoro fatta come “orario aggiuntivo”, sarebbe stato pagata 60 euro, anziché 30 come prevede il normale contratto di lavoro, cui il personale dipendente del servizio sanitario nazionale fa riferimento».
«Di quella scelta, ne denunciavamo pubblicamente non solo l’irregolarità – dichiara il comitato – esistendo già normative specifiche in merito alla questione, ma soprattutto la “opportunità politica e morale”, in un momento in cui il paese attraversava una grave crisi sanitaria oltre che economica, e chiedevamo a chi di dovere di provvedere al ritiro immediato di quell’atto deliberativo. Quel comunicato e quella denuncia, ripresi dalla stampa locale ed utilizzate anche come spunto per interrogazioni parlamentari, sembrava che avesse destato l’interesse anche della magistratura, ma a quanto pare tutto è continuato come prima, visto che in data 6 maggio c’è una determina del direttore del Dipartimento di Prevenzione che autorizza la spesa di 245.460 euro “per competenze” più 28.264,10 euro di Irap, come ore di lavoro aggiuntivo svolte nei mesi di settembre ed ottobre 2020, calcolate al costo di 60 euro all’ora». «Il Comitato, nel ribadire la propria contrarietà all’adozione di questo atto – conclude la nota – vuole denunciarne anche l’incongruenza legata al fatto che il ricorrere ad un monte ore così elevato, si arriva perfino a 100 ore, significa che esiste una grave carenza di personale, cui in questi mesi si sarebbe dovuto provvedere, assumendo medici per integrare quelli attualmente in servizio, che a quanto pare, stante il numero di ore in più rispetto al normale servizio, saranno certamente sottoposti ad un enorme stress lavorativo, con l’ulteriore aggravante che presso la Regione sono tuttora giacenti notevoli risorse stanziate del Governo nazionale per incrementare gli organici sanitari per meglio affrontare l’epidemia da Covid 19».

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