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Statale 106, i sindaci dell’Alto Jonio occupano la sede dell’Anas a Trebisacce

Gesto simbolico dei primi cittadini: «L’azienda mostra poco rispetto per i territori. Vogliamo risposte certe». Il sostegno di Bevacqua (Pd)

Pubblicato il: 20/05/2021 – 14:50
Statale 106, i sindaci dell’Alto Jonio occupano la sede dell’Anas a Trebisacce

TREBISACCE I sindaci dei comuni interessati dai lavori del III Megalotto, Franco Mundo, Sindaco di Trebisacce, Rosanna Mazzia, Sindaco di Roseto Capo Spulico, accompagnata dall’Assessore Giuseppe Nigro, Filomena di Palma, Sindaco di Albidona accompagnata dal Vicesindaco Salandria, Franco Bettarini, Sindaco di Francavilla, il Vicesindaco di Cerchiara di Calabria con delega ai lavori pubblici, Giuseppe Ramundo, e l’Assessore ai lavori pubblici di Cassano allo Ionio Leonardo Sposato, nonché, in collegamento telefonico, il Sindaco di Amendolara, Antonello Ciminelli e il Sindaco di Villapiana, Paolo Montalti, oggi giovedì 20 maggio, hanno occupato le sede e gli uffici di Trebisacce dell’Anas, azienda committente per i lavori dell’imponente opera di prossima realizzazione. 

Il fine della pacifica occupazione è stato sollecitare una più pregnante soluzione e una più incisiva azione da parte di Anas nella gestione e definizione delle opere connesse alla costruzione del Terzo megalotto Sibari-Roseto e in particolare la definizione delle opere compensative. 
I dipendenti presenti hanno contattato immediatamente il rup, Silvio Canalella e l’ingegnere Biagio Marra dell’Anas, i quali telefonicamente, nel corso dell’occupazione, preso atto delle richieste dei sindaci e condividendone le ragioni, hanno garantito un immediato intervento presso i vertici Anas al fine di fissare quanto prima un incontro a Trebisacce con il presidente Anas Simonini per definire con concretezza tanto le opere compensative quanto la gestione dei cantieri che stanno sorgendo nei vari comuni. 

«Abbiamo voluto porre in essere questo gesto forte – ha dichiarato il Sindaco Franco Mundo – perché sta mancando tanto da parte di Anas, quanto da parte degli interlocutori del Governo centrale, il rispetto per i territori che si riscontra in risposte certe, inequivocabili, che tengano conto delle esigenze delle popolazioni che per prime godono e subiscono gli effetti della costruzioni del III Megalotto. Ai referenti Anas, Ing. Canalella e Ing. Marra, abbiamo chiesto di incontrarci nei nostri territori e non di essere convocati, come è avvenuto tante volte, a Roma, anche tenendo conto che gli innumerevoli incontri hanno sortito scarsi risultati. I Comuni interessati dai lavori del III Megalotto, noi sindaci, e tutti i cittadini che vivono questa nostra terra hanno bisogno di risposte, ne hanno bisogno ora, ne hanno bisogno subito. Se dovesse continuare a persistere l’apatia fattiva che abbiamo riscontrato finora ci riserviamo di continuare la nostra protesta, con ancora maggior forza e risolutezza».

Il sindaco di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia, nel corso del contatto telefonico, ha evidenziato la necessità di un piano di cantierizzazione degli interventi e di definire concretamente le opere compensative.

Il sostegno di Bevacqua

«Avevo chiesto alla Giunta di intervenire già dallo scorso anno: oggi non posso che reiterare la richiesta, ponendomi a fianco dei sindaci che protestano contro Anas rispetto ai lavori del III Megalotto della 106. L’opera, frutto dello sblocco di 1,3 miliardi operato dal Governo Gentiloni, ha preso finalmente avvio nel maggio 2020 ma Anas ritardando senza ragione nella definizione concreta delle opere compensative e nella gestione dei cantieri che stanno sorgendo nei vari Comuni. Tutto si sta svolgendo come se mancasse un organico piano di cantierizzazione degli interventi e ciò è francamente intollerabile». È quanto dichiara il capogruppo Pd Mimmo Bevacqua, che aggiunge: «Il Pd calabrese si è battuto senza tregua nelle sedi istituzionali per arrivare a quel finanziamento che nel passato non si era mai raggiunto. Ora, non possiamo comprendere ulteriori lungaggini e mancate attenzioni da parte di chi deve materialmente realizzare l’opera. Quest’arteria viaria non è una strada come le altre: essa è stata, fino ad oggi, il simbolo della negazione del diritto alla mobilità per i territori calabresi. Percorro quotidianamente queste zone e conosco quindi personalmente i disagi e le difficoltà di chi l’attraversa e di chi vive questo territorio Adesso vogliamo vedere il compimento. E vogliamo vederlo ben fatto e nei tempi più rapidi».

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