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la sentenza

Omicidio Damiano Oriolo, Angelica Serban condannata a cinque anni per rapina

Restano irrisolti i tanti lati oscuri sulla scomparsa del 78enne di Lappano. Per la donna, il pm aveva invocato una pena di 18 anni

Pubblicato il: 11/06/2021 – 15:00
di Fabio Benincasa
Omicidio Damiano Oriolo, Angelica Serban condannata a cinque anni per rapina

COSENZA Si è tenuta dinanzi al gup del Tribunale di Cosenza, Salvatore Carpino, l’udienza del processo con rito abbreviato relativa al procedimento che mira a far luce sulla morte di Damiano Oriolo, anziano di 78 anni di Lappano. Angelica Melania Serban, difesa dall’avvocato Luca Barillà e imputata nel processo, è stata condannata a 5 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di rapina. Per la donna di origini romene è stata disposta una ammenda di 1200 euro, caduto invece l’aggravante del mezzo fraudolento. Il pm aveva invocato una pena di 18 anni e 6 mesi di reclusione. La Serban è accusata di aver rapinato, in concorso con altre persone non identificate, la vittima sottraendo la somma di 350 euro e il cellulare personale.

Il ruolo dei testimoni

La scomparsa di Damiano Oriolo aveva subito fatto allertare i familiari nell’aprile del 2017. Sono due i testimoni che gli investigatori riescono a rintracciare. Le conferme sull’identità della donna, hanno poi permesso di scavare a fondo nelle indagini. Entrambi hanno confermato di aver visto due persone a bordo di una macchina mentre percorrevano la strada statale 107 (l’Opel Astra di colore grigio è stata ritrovata nei monti della “Crocetta”). Uno dei due testimoni ha anche riferito di aver riconosciuto l’uomo dopo gli appelli diffusi sui giornali a seguito della scomparsa, il secondo invece ha riferito di conoscerlo bene perché proprietario di un fondo confinante con il suo. Elementi utili per ripercorre gli ultimi istanti di vita dell’anziano.

La ricostruzione del delitto

Dalla ricostruzione del gip, i pantaloni di Domenico Oriolo, sarebbero «stati strappati con violenza di dosso alla vittima per opera di più aggressori mentre indossava le proprie calzature». Per il giudice era forte l’ipotesi della narcotizzazione ma anche di lesioni che ne avrebbero cagionato la fuoriuscita di sangue come suggerirebbero le tracce ematiche trovate nella macchina». «Damiano Oriolo è stato vittima di una feroce e pianificata deliberazione omicidiaria posta in essere da più di una persona – aveva sostenuto il gip Greco –. Sul portafoglio appartenuto all’Oriolo sono state rinvenute tracce biologiche appartenenti ad almeno tre diversi soggetti». Restano irrisolti i tanti lati oscuri sulla scomparsa del 78enne, il cui corpo non è stato ancora rinvenuto.

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