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la manifestazione

Tirocinanti e operatori strutture psichiatriche in protesta al Consiglio regionale

Decine di precari riuniti per chiedere la stabilizzazione e un intervento a favore delle strutture. «Politica passi dalle promesse ai fatti»

Pubblicato il: 18/06/2021 – 14:32
di Francesco Donnici
Tirocinanti e operatori strutture psichiatriche in protesta al Consiglio regionale

REGGIO CALABRIA «Uscite, confrontatevi!» È l’invocazione rivolta dalle decine di persone verso i vetri oscurati dell’ingresso di Palazzo Campanella. Nel cortile antistante la sede del Consiglio regionale si sono dati appuntamento i tirocinanti calabresi che nell’ultimo periodo stanno cercando di far sentire la propria voce affinché «la politica delle parole passi finalmente ai fatti».
Madri e padri di famiglia, giovani e meno giovani supportati dai rappresentanti dell’Unione sindacale di base provenienti da diverse parti della regione si sono dati appuntamento questo 18 giugno in concomitanza con la seduta dell’assemblea legislativa calabrese.

tirocinanti consiglio regionale


«Il tempo passa, ma per i tirocinanti non ci sono novità. – dicono i rappresentanti di Usb – Molte di queste persone si sono ritrovate precarie a settant’anni, altre hanno dovuto lasciare i figli a casa per venire qui oggi. Non è accettabile». Alla base delle richieste, la stabilizzazione affinché «termini il periodo delle proroghe dei tirocini».
Sono circa 7mila le persone che condividono questo destino in regione. Sugli striscioni esposti si leggono richieste tanto all’assessore regionale al lavoro, Fausto Orsomarso, quanto al commissario alla sanità, Giudo Longo. Tutte accomunate da un termine, che campeggia su tutti: «Dignità».
«Non c’è più tempo da perdere. Il Governo nazionale e la Regione Calabria devono assumersi le proprie responsabilità, senza ulteriori rinvii e promesse». «Se non si pone un freno al precariato, un giorno troveremo qui i nostri figli a scioperare per noi. La politica non può più raggirare la povera gente».
Nel frattempo, di fronte all’ingresso secondario, la manifestazione si articola coi lavoratori delle strutture psichiatriche «nell’ambito di un quadro di azioni per indurre gli amministratori ed i politici a compiere il proprio dovere istituzionale per ciò che concerne la gestione delle strutture psichiatriche».

tirocinanti consiglio regionale

La nota

Nella nota diffusa dagli organizzatori si legge: «Occorre uscire immediatamente dalla “politica di annacamento” che caratterizza ed ha caratterizzato il settore. Il coordinamento sottolinea come questo ignobile sistema ha caratterizzato e caratterizza le gestioni della cosa pubblica ormai da diversi lustri, pervadendo le forze politiche di tutto l’arco costituzionale che si sono succedute alla guida degli enti locali. Agli attuali vertici della Regione Calabria, al Commissario alla Sanità, al Commissario dell’ASP 5, designati nel nome di un necessario rinnovamento, rimasto ad oggi lettera morta, si impone il dovere di scelte immediate che portino: 1) allo sblocco immediato dei ricoveri in tutte le strutture psichiatriche dell’ASP 5 ; 2) all’impegno al pagamento immediato di tutte le prestazioni rese, passate, presenti e future; 3) alla rimodulazione dei parametri gestionali delle strutture (numero di operatori in primis) previsti dalla DGR n. 141/2009 che appaiono ampiamente superati e iniqui ai fini di riallinearli con i livelli adottati nelle regioni virtuose».
I manifestanti preannunciano la loro volontà di restituire le tessere elettorali «allargando l’iniziativa a tutti i cittadini calabresi che vorranno condividere la protesta, rivolta contro tutte le forze politiche, il dominio esercitato sulla pubblica amministrazione contro l’interesse pubblico ed a tutela di beceri interessi».

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