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Covid, la variante Delta fa crescere i contagi

Dopo 3 mesi di flessioni tornano a salire i casi. Undici le regioni dove si registra un’impennata

Pubblicato il: 10/07/2021 – 9:00
Covid, la variante Delta fa crescere i contagi

ROMA Il Covid rialza la testa in Italia. A far invertire la tendenza  dei contagi nel Paese la diffusione della variante Delta del SarsCoV2. Dopo tre mesi di costante flessione, la curva dei casi d’infezione è in salita.
E i risultati si notano soprattutto a livello territoriale. Così la fondazione Gimbe e l’Associazione italiana di epidemiologia (Aie), ma anche il fisico Roberto Battiston rilevano che l’indice Rt è sopra quota 1 in 11 regioni.

Speranza:  «La pandemia non è finita»

Ad innalzare il livello di attenzione è stato lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza secondo il quale «la pandemia non è finita». «Dobbiamo avere grande prudenza e attenzione – ha dichiarato – soprattutto per le varianti che sono elementi di ulteriore preoccupazione in un quadro che va seguito con grande attenzione». Ma la situazione italiana con il crescere dei contagi legati alla variante Delta segue l’andamento del quadro europeo. Anche se la situazione allo stato resta sotto controllo. Leggendo, infatti, la mappa elaborata dai Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc) emerge che gran parte dei Paesi europei resta in zona verde ad eccezione della Spagna, quasi tutta in rosso, e Cipro, in rosso scuro. In giallo Irlanda e ampie aree dei Paesi Bassi e della Svezia.

Battiston: «Da 10 giorni casi in salita»

A segnale la ripresa dei contagi da Coronavirus è stato Battiston, fisico dell’Università di Trento, coordinatore dell’Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). «Da circa 10 giorni – ha detto – l’andamento degli infetti giornalieri non soltanto ha fermato la sua discesa, ma ha iniziato a risalire a livello nazionale. Anche se molto più difficile da identificare, si comincia a vedere lo stesso andamento anche a livello di alcune regioni, ma con numeri piccoli e un livello di incertezza maggiore». È un cambiamento che «sta avvenendo in coincidenza con la crescita della variante Delta», ha proseguito Battiston, e «in alcuni casi responsabile di più del 50% dei casi e che ben presto avrà raggiunto la dominanza».

I numeri

Anche i numeri dell’aggiornamento quotidiano del ministero della Salute segnalano una crescita: 1.394 casi in 24 ore rispetto ai 1.010 del 7 luglio. All’indomani del primo superamento della soglia di mille casi, si registra un aumento del 38%, rilevato con 174.852 test fra molecolari e antigenici rapidi, contro i 177.977 del giorno precedente. Il tasso di positività risulta quindi salito da 0,56 a 0,8% in 24 ore. È invece di 1,5 se si considera il rapporto del totale dei casi con i soli tamponi molecolari. Mentre il numero dei decessi resta sostanzialmente stabile (13 contro i 14 del giorno prima), la discesa dei ricoveri comincia a frenare. I ricoverati nelle unità di terapia intensiva restano 180, come il giorno precedente e restano 8 anche i nuovi ingressi. In calo di 37 unità in 24 ore sono invece i ricoverati nei reparti ordinari, per un totale di 1.197.

Le Regioni più in crescita

Non c’è la Calabria tra le regioni dove è registrato una crescita dei contagi. C’è invece la Sicilia che segnala un record di casi in un giorno: 219. Seguono la Lombardia (215), la Campania (162), il Veneto (149) e il Lazio (112). Intanto l’Associazione italiana di epidemiologia (Aie) segnala che in 11 regioni c’è stata una maggiore frequenza delle diagnosi di infezione.
Una conclusione a cui sono arrivati calcolando l’indice di replicazione diagnostica (RDt), simile all’indice Rt in uso all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dalla Fondazione Bruno Kessler ma che si basa sulle segnalazioni delle diagnosi anziché sui contagi.
Anche la fondazione Gimbe segnala una crescita di casi su 11 regioni: Abruzzo, Campania, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

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