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Flora Sculco replica ad Aieta: «Cacciato solo perché non faceva nulla»

La consigliera appena approdata in Udc risponde all’ex capogruppo Dp. «Sorpresa da sua incapacità cronica a dire la verità»

Pubblicato il: 23/07/2021 – 15:15
Flora Sculco replica ad Aieta: «Cacciato solo perché non faceva nulla»

CROTONE «“Il lupo perde il pelo ma non il vizio”, peccato però che più di lupo in questo caso trattasi di iena». Parte al contrattacco la consigliera regionale Flora Sculco, di recente passata tra le fila dell’Udc, nel replicare al consigliere Aieta che aveva commentato il suo cambio di casacca.
«Sono rimasta molto sorpresa dal commento del consigliere regionale Giuseppe Aieta sia per i contenuti distorti sia per la sua incapacità cronica a dire la verità. Chiariamo questa vicenda per l’ennesima e l’ultima volta, Aieta è stato sostituito da capogruppo in Consiglio regionale dei Democratici Progressisti semplicemente perché in un anno e mezzo non ha mai svolto il ruolo, non ha mai riunito il gruppo, non ha mai proposto iniziative comuni, non ha mai coinvolto il gruppo consiliare in scelte o su temi importanti. Aieta è stato “cacciato” solo ed esclusivamente perché non faceva nulla. Un capogruppo inutile non serve a nessuno».
«Tutto il resto è noia, fuffa o semplicemente alibi alla sua distorta visione delle regole della democrazia che, nel caso di Aieta, funzionano solo se riguardano la sua persona, ma non vanno applicate nei riguardi degli altri» aggiunge Sculco.
«Che Aieta sia un uomo, non di sinistra, ma dell’apparato di sinistra è evidente dalla sua connotata capacità di distorcere la verità per piegarla ai suoi fini politici. Se la sua ennesima difesa d’ufficio è alquanto bizzarra, cade nel ridicolo quando si erge a “censore” dei costumi altrui, elevandosi a paladino dei fondi del gruppo. Giusto per chiarezza e per amore della verità: sotto la gestione del capogruppo Billari non un euro dei fondi del gruppo è stato toccato, non un contratto di collaborazione è stato fatto. Nulla!»
«I fondi sono lì, integri e pronti a tornare alla collettività. Sia più prudente il consigliere Aieta nelle sue affermazioni sui contratti di collaborazione del gruppo, visto che lui, e non altri, è indagato dalla Procura di Paola perché avrebbe promesso l’assunzione o la permanenza nella struttura regionale (leggasi staff o collaboratori) in cambio di sostegno elettorale. Continuando a sbandierare la vicenda della sua sostituzione da Capogruppo, Aieta potrebbe alimentare il pensiero, di qualche malevole, non certo il mio, che la posizione di capogruppo serviva solo al procacciamento di voti.
Per noi non è così, ci auguriamo anche che non lo sia per altri, e sulla vicenda giudiziaria siamo certi che trionferà la giustizia e la verità.
La politica, caro consigliere Aieta, potrà ritrovare credibilità solo quando saprà porre una barriera alle bugie e alle falsità, e riuscirà a far trionfare la verità».

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