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«Noi, in Calabria, le librerie le chiudiamo»

Non ne abbiamo tante di librerie in Calabria. Fare il libraio è una missione, a volte sfiora il martirio. È complicato per tutti, dappertutto: in Calabria la percentuale dei lettori è dell’11%. Si…

Pubblicato il: 25/07/2021 – 8:16
di Gioacchino Criaco
«Noi, in Calabria, le librerie le chiudiamo»

Non ne abbiamo tante di librerie in Calabria. Fare il libraio è una missione, a volte sfiora il martirio. È complicato per tutti, dappertutto: in Calabria la percentuale dei lettori è dell’11%. Si capisce il problema. Però in Calabria le chiudiamo, pure se rappresentano una resistenza speciale, perfino se riescono a vendere libri. Il libraio è una sorta di mago, ogni giorno deve essere capace di inventarsi un trucco per andare avanti, e hai voglia a essere bravo a scrivere, senza le magie della libreria le storie si fermano. Il libraio è come una madre: quello che una madre fa per mille figli… sì, nemmeno mille scrittori sanno ripagare il sacrificio. Molti nemmeno si accorgono quando una libreria muore e svanisce un impero di storie, favole, fiabe. Si toglie la luce alle lucciole. Magari Pasquale Lanzillotti se lo è immaginato di essere una lucciola, un insettino magico sempre più raro. Ma il fisco non è immaginifico, i Comuni forse non leggono storie, di certo non se le lasciano raccontare. Alle parole di Pasquale Lanzillotti, il suo Comune, non ci crede. Pasquale ha aperto, a Praia a Mare, una libreria, vent’anni fa; i libri è riuscito a venderli, ha spacciato migliaia di storie. Ci ha costruito la propria famiglia, l’ha tirata su. È arrivata un’eredità, più che beni ne ha ricavato debiti. A cercato di pagarli. Ci è riuscito in parte. Vuole un modo non osceno di pagare. Farlo a rate, secondo i ricavi dei libri. Una cosa ovvia, ragionevole. Pasquale non è un evasore, non li ha i soldi alle Cayman. Ha come tanti di noi un debito da pagare a un qualche ente, gli ultimi due anni non sono stati dei migliori, per nessuno. Il suo Comune non ha voluto più ragionare. La libreria Victoria ha le saracinesche abbassate. Così Pasquale non lo potrà pagare il suo debito; così i lettori non li avranno i libri; così gli autori non le venderanno le loro storie; così una famiglia smetterà di fabbricarsi. Tutti abbiamo perso. Ha perso complessivamente una società che diventa una terra senza lucciole, rabbuiata dall’imperio delle regole, che a volte servono solo ad ammazzare i sogni di tutta una generazione.

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