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L’appello

Cappato in Cittadella: «Negare la cannabis terapeutica è violenza istituzionale»

«Filippo malato di fibromialgia rischia il carcere perché si è procurato da solo la medicina non concessa dalla sanità regionale»

Pubblicato il: 30/07/2021 – 13:29
Cappato in Cittadella: «Negare la cannabis terapeutica è violenza istituzionale»

CATANZARO Marco Cappato, leader dell’Associazione Luca Cosioni, si è presentato questa mattina davanti al Consiglio Regionale della Calabria per sostenere l’appello lanciato dal paziente Cristian Filippo tramite la campagna Meglio Legale: «L’impossibilità di accedere liberamente e gratuitamente alla cannabis terapeutica è una violenza istituzionale» ha detto Cappato.

Il caso di Cristian Filippo

«Cristian Filippo, ventiquattrenne di Paola, piccolo comune della provincia di Cosenza, è affetto da Fibromialgia, patologia che provoca dolori lancinanti. In regolare possesso di una prescrizione medica – spiega Cappato – Filippo si è visto negare dalla Sanità regionale la sua medicina poiché non prevista dal Sistema locale. Il giovane ha quindi deciso di coltivare due piante in casa: una scelta obbligata, spinta anche dalla volontà di non rivolgersi al mercato nero, che lo porta oggi a rischiare fino a sei anni di carcere. 

«Alla Calabria manca il decreto che prevede questo tipo di terapia»

«Legale da quattordici anni, la cannabis terapeutica è riconosciuta a livello internazionale per la sua efficacia su molte patologie, tante delle quali riguardanti i sintomi del dolore cronico. Tra le malattie per le quali questo tipo di terapia è particolarmente indicato c’è anche la fibromialgia, patologia dalla quale è affetto il ventiquattrenne di Paola.  Prescrivere la cannabis medica in Italia è assolutamente lecito anche se molti cittadini che ne fanno uso denunciano da tempo la difficoltà a rintracciare il farmaco in maniera continuativa e in quantitativi adeguati. Queste difficoltà si trasformano direttamente in impossibilità in tre regioni italiane: Valle d’Aosta, Molise e Calabria. Queste tre infatti, non hanno un decreto regionale per recepire le direttive del Ministero della Salute che prevedono la possibilità di curarsi con questo tipo di terapia. Quella di Filippo è solo una delle tantissime storie che quotidianamente vengono raccolte da Meglio Legale e dall’Associazione Luca Coscioni: “Seguiremo e aiuteremo le persone per liberarsi da questa violenza istituzionale” ha concluso Cappato». 

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