LAMEZIA TERME La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una emergenza quasi insuperabile, che sfianca e che mina le forze, ma non il coraggio di chi combatte in prima linea, spesso con mezzi insufficienti. Fino a questo momento, per la Calabria, è stata una stagione estiva infernale e lo testimoniano inequivocabilmente quei roghi, a centinaia, disseminati per tutta la regione. Favoriti dalle altissime temperature registrate in questi giorni, e complici anche i forti venti, il flagello degli incendi sta bruciando interi pezzi della nostra regione, lasciando dietro di sé un deserto di desolazione e disperazione.
Solo 170 quelli esplosi nella giornata di ieri, con altrettanti interventi che non hanno dato un attimo di tregua ai Vigili del fuoco e alle forze messe in campo per fronteggiare l’emergenza incendi: tra le province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, infatti, sono stati impegnati nelle operazioni di spegnimento ben 10 Canadair e due elicotteri “Drago VF120” del Reparto Volo di Lamezia Terme e “Drago VF55” proveniente da Viggiano. Quest’ultimo mentre operava da diverse ore nel comune di Verbicaro, nel Cosentino, a causa di un’avaria ha effettuato un atterraggio di emergenza all’eliporto di Scalea fortunatamente senza problemi per il personale di bordo.
A destare molte preoccupazione in queste ore sono i roghi che stanno assediando il comune di Acri, con il fuoco propagatosi da località Caccia. Già nella serata di ieri il sindaco Pino Capalbo ha firmato un’ordinanza per l’evacuazione di cinquanta famiglie che vivono nell’area interessata dalla fiamme e chiesto il supporto della Prefettura e della Regione Calabria. Stessa ordinanza firmata anche dal primo cittadino di Gizzeria, Francesco Argento, dove le fiamme partite da una pineta hanno lambito alcune abitazioni per tutta la notte, con i roghi domati solo questa mattina. E non va meglio neanche nella provincia di Crotone. Qui a preoccupare è il centro di Petilia Policastro, con le fiamme che tuttavia non rappresentano una minaccia anche grazie all’intervento dei mezzi di Calabria Verde. Nei giorni scorsi, invece, le fiamme hanno distrutto già oltre 30 ettari di macchia mediterranea nel Vibonese, hanno interessato le Valli Cupe e assediato per ore la città di Reggio Calabria, al punto da spingere il sindaco, Giuseppe Falcomatà, a chiedere lo “stato di calamità”.
Ancora ieri, sono stati oltre 20 gli incendi boschivi fronteggiati dai Vigili del fuoco del Comando provinciale di Vibo Valentia dalle 8 alle 17. Di particolare rilevanza l’incendio sviluppatosi in prossimità dell’A2 del Mediterraneo al chilometro 352 sia lato corsia Nord che corsia Sud che ha richiesto l’interruzione, seppur per un periodo limitato, del traffico veicolare sulla corsia Nord a causa della riduzione della visibilità. Altri roghi, invece, hanno minacciato il cimitero di Sant’Onofrio, il sito archeologico di Mileto e Francavilla Angitola in prossimità del cimitero.
Gli incendi che invece nei giorni scorsi hanno interessato Roseto Capo Spulico, hanno causato danni importanti alle coltivazioni, alle aziende agricole e ai mezzi, alle abitazioni, agli allevamenti, all’immenso patrimonio naturalistico e boschivo. Per queste regioni il sindaco, Rosanna Mazzia, unitamente alla sua Giunta, ha richiesto lo stato di calamità naturale, chiedendo che vengano intraprese, da parte delle istituzioni competenti ed in maniera particolare dalla Regione Calabria, le opportune iniziative al fine di stanziare le risorse necessarie da attribuire ai cittadini colpiti dall’incendio.
Sono settimane durissime per la Calabria e i calabresi, e soprattutto per gli uomini dei Vigili del fuoco e dei volontari in azione. E c’è chi si ritrova costretto a fare i conti con i danni, ingenti, alle proprie case e alle attività commerciali. Proprio come è successo a “L’Arco Pizzeria Osteria – Rende Centro Storico”, attività andata quasi completamente distrutta dall’incendio che ha colpito la città nei giorni scorsi. Un dramma confortato però dalla solidarietà, grazie ad una raccolta fondi organizzata sul sito “gofundme” dove chiunque può fare una donazione.
Il dramma calabrese si inserisce in un contesto nazionale e che vede in ginocchio già la Sardegna e la Sicilia, dove però non mancano polemiche, accuse e responsabilità. Dall’incuria di gran parte dei Comuni calabresi che non hanno eseguito per tempo gli interventi necessari per ripulire pinete e campagne dalle sterpaglie, agli atti criminali dei piromani. Gran parte degli incendi esplosi nella nostre regione, infatti, sono stati appiccati dolosamente. Una enorme responsabilità che grava (o dovrebbe) sulle coscienze di pochi ma che ha riflessi drammatici per l’intera comunità non solo oggi, ma per i prossimi anni a venire. (redazione@corrierecal.it)
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