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Maladepurazione, la mappa delle emergenze: 22 interventi segnalati da un anno (e mai effettuati)

Il Piano delle urgenze risale al giugno 2020 e impegna risorse per 9,6 milioni di euro. In alcune delle aree si sono verificati fenomeni che hanno rovinato l’estate dei bagnanti. Perché gli impiant…

Pubblicato il: 17/08/2021 – 6:59
di Pablo Petrasso
Maladepurazione, la mappa delle emergenze: 22 interventi segnalati da un anno (e mai effettuati)

CATANZARO Almeno in teoria, il «Piano stralcio straordinario degli “interventi prioritari sui sistemi fognari e depurativi da prevedere nell’immediato”» sarebbe un documento datato. Risale infatti al giugno 2020 e arriva dal dipartimento regionale Lavori pubblici. Sarebbe roba vecchia, se quell’«immediato» fosse stato preso alla lettera e alle segnalazioni fossero seguiti gli interventi. E invece, più di un anno dopo, nessuno degli interventi segnalati è stato ultimato. E quell’elenco è diventato una sorta di cartina delle previsioni dei (prossimi) disastri depurativi lungo le coste calabresi. Va detto che il dipartimento ha già “indovinato” diversi guasti: alcuni sono già diventati sequestri (a Lamezia), altri si sono tradotti in segnalazioni di bagnanti infuriati (Falconara Albanese e San Lucido). Purtroppo non è un caso: le criticità della rete sono note da anni. Così come gli interventi da realizzare. Tra stop burocratici e una certa inerzia, però, la Calabria non riesce a cambiare passo. Il mare è un patrimonio più da comizi che interventi reali. E l’estate 2021 sarà ricordata come una delle peggiori di sempre, in quanto a chiazze grigiastre lungo le coste.

Progetti senza copertura finanziaria e «forti criticità»

Il Piano segnala «elementi di criticità» anche nella governance, ricorda le strategie seguite negli ultimi anni e poi passa a sottolineare le priorità sulle quali intervenire. Nonostante le «importanti azioni poste in essere da parte della Regione», però, «il comparto presenta ancora elementi di forte criticità nell’intero territorio regionale, causate da insufficienza strutturale, in ragione della quale sono in essere procedure di sequestro di impianti di depurazione, stazioni di sollevamento, di scarichi e corpi idrici superficiali e relativi procedimenti nei confronti di amministratori e operatori del settore. In altri casi, alcuni comuni presentano gravi deficit fognari-depurativi, conclamati dall’assenza di impianti di trattamento, ormai prossimi a una eventuale procedura di infrazione». Per questo motivo la Regione ha avviato, negli anni scorsi, una «ricognizione e analisi dello stato dell’arte degli impianti di depurazione e delle condotte fognarie con accertate criticità». Il risultato è stato inglobato in un atto della giunta (la deliberazione 33 dell’8 febbraio 2018) che individua altri 127 interventi oltre a quelli previsti per superare le procedure d’infrazione. L’importo previsto è di 64 milioni, ma «l’atto deliberativo è privo di copertura finanziaria». Così era il 30 giugno 2020 e così è adesso, che la Regione ha scelto di presentare una nuova programmazione, diversa da quella scaturita dagli anni di rilevazioni sul campo. E, ovviamente, almeno per adesso soltanto annunciata. Per sintetizzare: nell’ultimo anno e mezzo nel campo della depurazione è stato fatto poco. E i risultati purtroppo si vedono.

I 22 interventi urgenti segnalati nel giugno 2020

In certi casi, come dicevamo, questi risultati sono anche stati previsti nell’atto vergato a giugno 2020 che segnala le emergenze reali: si tratta di 22 interventi per un costo complessivo di 9,6 milioni di euro. Alcuni ricadono «in Comuni già interessati da provvedimento di sequestro, altri in Comuni che potrebbero essere interessati da ulteriori provvedimenti di sequestro o da procedimenti giudiziari. Altri ancora in centri non dotati di sistemi fognari e depurativi efficienti». Si tratta di un progetto per il quale il dipartimento aveva già individuato le risorse disponibili. E segnalato come «alta» e «media» la priorità da assegnare. Tanto per stare a qualche “incidente di percorso” registrato nelle ultime settimane: a Falconara Albanese è necessario un intervento da 650mila euro per «potenziamento e adeguamento dell’impianto di depurazione con la realizzazione di una nuova linea di trattamento da 5mila abitanti equivalenti da affiancare alle linee esistenti». I lavori riguardano lo sversamento nel torrente Malpertuso, che rischia di condizionare le acque in un’area piuttosto vasta del Tirreno cosentino. C’è poi il depuratore di San Lucido (anche lì le segnalazioni non sono mancate): intervento ad «alta» priorità per 1 milione 280mila euro. Riguarda il «completamento dei collettori fognari in prossimità della ferrovia» e la «sostituzione del collettore finale all’impianto di depurazione in località Deuda». Anche da Pizzo Calabro si sono sprecate foto e lamentele dei bagnanti. E anche nel centro del Vibonese è segnalata la necessità di lavori (la priorità questa volta è «media») per l’«adeguamento dell’impianto di depurazione sito in località Marinella e riefficientamento delle stazioni di sollevamento». Costo: 223mila euro. Tutte erano segnalate come urgenze più di un anno fa: cosa è stato fatto da allora? Pare poco, a parte gli annunci. Se non altro, a valle del Piano stralcio, resta una mappa delle emergenze (vedi sotto). Alle quali qualcuno, prima o poi, dovrà mettere mano.

La mappa delle emergenze

Bivongi-Pazzano (310mila euro, priorità media)
Falconara Albanese (650mila euro, piriorità media)
Isca sullo Jonio (250mila euro, priorità alta)
Limbadi (200mila euro, priorità alta)
Melissa (204mila euro, priorità alta)
Melito di Porto Salvo (1,227 milioni, priorità alta)
Montepaone (250mila euro, priorità alta)
Pizzo Calabro (223mila euro, priorità media)
Sorianello (360mila euro, priorità alta)
Soriano Calabro (70mila euro, priorità alta)
Santa Caterina sullo Jonio (600mila euro, priorità alta)
Sant’Agata del Bianco (230mila euro, priorità alta)
Torre di Ruggiero (478mila euro, priorità alta)
Trebisacce (160mila euro, priorità media)
Caloveto (150mila euro, priorità alta)
Campana (457mila euro, priorità alta)
Cleto (150mila euro, priorità media)
Lamezia Terme (1,8 milioni di euro, priorità alta)
San Cosmo Albanese (200mila euro, priorità alta)
San Lucido (1,280 milioni, priorità alta)
Bianco-Bovalino-Benestare-Casignana (271mila euro, priorità alta)
Rende (150mila euro, priorità media) (3. Continua)

LE PRIME DUE PUNTATE DELLA NOSTRA INCHIESTA SULLA DEPURAZIONE >>>
1. Contratti al ribasso, fanghi nascosti ai controlli e impianti pronti a “esplodere”. I trucchi della maladepurazione
2. Centinaia di milioni per ripulire il mare e la task force cancellata dalla Regione. La nebulosa della maladepurazione

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