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Crisi idrica

Calabretta: «La Sorical è il capro espiatorio dei sindaci»

Il commissario: «Per decenni si è continuato a non chiedere i canoni idrici in cambio dei voti, salvo ora scoprire che il settore è in default»

Pubblicato il: 18/08/2021 – 16:10
Calabretta: «La Sorical è il capro espiatorio dei sindaci»

CATANZARO «È quanto meno singolare l’iniziativa di alcuni sindaci nel voler trovare a tutti i costi un capro espiatorio sulla carenza idrica in alcuni territori in questa torrida estate. È facile additare Sorical come la responsabile di tutti i disagi che si stanno verificando». È quanto dichiara in una nota Cataldo Calabretta, commissario Sorical, la società che gestisce le risorse idriche calabresi. «La crisi idrica, intesa come di produzione di acqua dalle sorgenti a causa della siccità, interessa per fortuna solo alcune zone della Calabria e non dipende dalla gestione della Sorical, ma da altri fattori. Tutto il personale operativo della Sorical in questi mesi non si è mai fermato, assicurando tempestivi interventi di manutenzione sugli impianti. C’è la tendenza però – avanza Calabretta – da parte di alcuni politici, a guardare con strabismo al problema idrico calabrese e a non ad adoperarsi concretamente nel trovare soluzioni strutturali. La precaria gestione del servizio idrico calabrese è figlia di anni di scelte sbagliate o peggio, di scelte non fatte, di mancata visione della politica che ha rinunciato a riformare il settore per proprio tornaconto elettorale. Da alcuni anni la depurazione è gestita dai Comuni in economia e le azioni della magistratura si moltiplicano per le carenze gestionali. L’assenza di un gestore industriale impone alla Regione di pianificare interventi straordinari con procedure lunghissime, tardive e spesso poco efficaci, perché gli impianti hanno bisogno di una costante manutenzione. In questi decenni in quasi tutte le grandi città della Calabria sono nati interi quartieri senza adeguare le infrastrutture. Sono stati costruiti centinaia di serbatoi con soldi pubblici e non sono mai entrati in funzione. Per decenni si è continuato a non chiedere il pagamento dei canoni idrici in cambio dei voti, salvo ora scoprire che il settore è in default perché i costi e gli investimenti non trovano adeguata copertura finanziaria dalla tariffa».
«L’elenco delle cose non fatte potrebbe continuare ma mi fermo qui – sottolinea Cataldo Calabretta – perché recriminare sul passato non ha più senso. In questi giorni in Sorical si sta lavorando per ottemperare a quando disposto dalla Giunta Regionale per arrivare, nelle prossime settimane, alla pubblicizzazione della società, in modo tale da mettere l’Autorità Idrica nelle condizioni di poter affidare il servizio alla nuova Sorical che vanta al proprio interno le migliori professionalità oggi presenti in Calabria. Certo, facciamo questo a tempo scaduto, perché chi doveva farlo in passato si è fermato agli annunci ed è scappato dalle responsabilità. Oggi in quello che facciamo ci mettiamo la faccia e ci assumiamo la responsabilità di portare a compimento una riforma attesa da decenni. La strada sarà lunga – conclude il commissario della Sorical – e i problemi non mancheranno, ma siamo convinti che “fare” e sempre meglio del “non fare” e limitarsi quindi solo ai soliti annunci».

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