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La ricorrenza

«26 agosto:#InternationalDogDay#»

«Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati, un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intell…

Pubblicato il: 26/08/2021 – 16:25
di Giusy Raffaele
«26 agosto:#InternationalDogDay#»

«Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati, un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore, lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone possono farti sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario?».
Recita così la scena finale e commovente del film “Io&Marley”, con un’immagine narrativa che descrive con parole semplici l’amore incondizionato capace di donare questo piccolo (e grande) essere a quattro zampe. Quell’amore incondizionato che rappresenta la più alta definizione dell’amore, un amore puro ed eterno.
Ed oggi 26 agosto si festeggia la loro giornata. Perché proprio oggi? Perché la star americana Colleen Paige, esperta di stili di vita per animali domestici, decise nel 2004 di promuovere una giornata dedicata ai cani di razza mista e puri e scelse questa data perchè il 26 agosto adottò a soli 10 anni il suo primo cane, aprendo un portale dedicato alla giornata (www.nationaldogday.com) con consigli per adottare un cane e prendersene cura.
Gli obiettivi principali di questa giornata sono diretti a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’abbandono ed incentivare l’adozione di cani senza famiglia. Dando uno sguardo ai numeri si valuta che, a livello globale, il numero dei cani sia di circa 900 milioni e, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della Sanità, 200 milioni di essi sarebbero randagi. Dai dati a disposizione del Ministero della Salute sul randagismo in Italia si registrano nel 2020 circa 76.192 ingressi in canili sanitari, 42.665 in canili rifugio e 42.360 adozioni di cani randagi.
In Calabria il fenomeno del randagismo ha raggiunto livelli preoccupanti incompatibili con una società civile e che denotano una scarsa sensibilità e attenzione da parte delle amministrazioni locali nei confronti di una problematica seria, evidenziata dalla carenza di dati aggiornati.
Secondo l’associazione “Save the dogs” i cani presenti nei canili sanitari a fine anno 2017 erano 14.599: da qual momento la regione non ha più fornito dati. Questo numero non include la miriade di rifugi non convenzionati/non autorizzati e gli stalli casalinghi, che sono tantissimi. Quasi 6.000 animali sono rinchiusi in canili del Crotonese, dove ben due strutture superano la capienza di 2.000 unità, non si conosce il numero preciso delle migliaia di animali entrati tra il 2018 e il 2020 nei canili sanitari e nei canili-rifugio e il numero degli animali iscritti in anagrafe canina, ma l’ultimo rapporto di Legambiente “Animali in Città” segnala l’iscrizione di 1 cane su 13 (la media nazionale è di 1 su 6).
Nel 2019 le adozioni sono state 1.492, quasi totalmente al Nord, la spesa annua a carico dell’Asl per il randagismo si aggira intorno ai 20 milioni di euro, quasi interamente destinata al mantenimento dei cani nelle strutture di ricovero.
Altro aspetto da non sottovalutare il lato oscuro del mercato nero dei cuccioli importati illegalmente dall’estero che, come sottolinea Coldiretti sono venduti a prezzi che oscillano tra i 60 ed i 1.200 euro, hanno di solito appena poche settimane di vita, non hanno neppure finito il periodo di svezzamento e non sono registrati con il microchip d’identificazione richiesto dalla legge. Questi esemplari, assai spesso imbottiti di farmaci per farli apparire in buona salute vengono introdotti nel territorio nazionale accompagnati da una documentazione contraffatta che ne attesta la falsa origine italiana e riporta trattamenti vaccinali e profilassi mai eseguiti. Gli animali sono il più delle volte trasportati nascosti e pressati dentro contenitori, doppi fondi ed altri ambienti chiusi, stipati in furgoni e camion che percorrono lunghi tragitti. Quello dei cuccioli clandestini è un commercio che vale circa 300 milioni di euro all’anno e talvolta si realizza anche con la complicità di alcuni allevatori e negozianti italiani che “riciclano” nel mercato legale animali di provenienza illegale.

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