Processo Ponte Calatrava, assolti tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste»
La decisione del Tribunale di Cosenza dopo un’istruttoria dibattimentale durata oltre quattro ore

COSENZA Questa mattina, dinnanzi al Tribunale Collegiale di Cosenza (Pres. Dott.ssa Ciarcia, a latere Antico e Vigna), dopo un’istruttoria dibattimentale durata oltre quattro anni, si è concluso il processo relativo alla realizzazione del Ponte di Calatrava a Cosenza.
L’udienza
Imputati nel procedimento: il direttore dei Lavori Vito Avino, difeso dall’avvocato Andrea Onofrio del Foro di Cosenza, l’Ingegnere De Luna, amministratore Delegato della Impresa Cimolai, esecutrice dei lavori, difeso dall’avvocato Bruno Malattia del Foro di Pordenone e l’Ingegnere Carlo Pecoraro, Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Cosenza, difeso dall’avvocato Nino Sorrentino. I professionisti erano imputati, nelle rispettive qualità, per diverse ipotesi di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio, in relazione al rinvenimento di ingenti quantità di rifiuti, pericolosi e non, nelle fasi iniziali della realizzazione dell’opera. Alla conclusione del lungo e impegnativo processo, le cui indagini hanno avuto inizio addirittura nel 2012 con il sequestro dell’intera area di via Reggio Calabria e dello stesso cantiere per la realizzazione del ponte, la difesa ha dimostrato la assoluta legittimità degli atti e delle attività del direttore dei lavori. L’avvocato Andrea Onofrio, attraverso documentazione amministrativa, consulenze tecniche e testimonianze qualificate, ha offerto al Tribunale la prova della insussistenza delle ipotesi di reato contestate all’ingegnere Avino e ai professionisti coimputati, estranei alle vicende relative all’annosa questione degli sversamenti illeciti di rifiuti che venivano accumulati nell’area dell’ex Villaggio Rom di Via Reggio Calabria e nelle aree limitrofe. Il Tribunale ha inteso assolvere gli imputati con la formula più ampia «perché il fatto non sussiste», anziché dichiarare la prescrizione dei reati, per come richiesto dal Pubblico Ministero all’esito della propria requisitoria.
La posizione di Pecoraro
Carlo Pecoraro, ex dirigente del Comune di Cosenza del settore Lavori Pubblici e Capo del Dipartimento tecnico del Comune di Cosenza dal 2011 al 2018, è stato assolto nel Processo penale relativo alla realizzazione del Ponte Calatrava a Cosenza, nonostante fosse già maturata la prescrizione dei capi d’imputazione. La Procura di Cosenza nel 2015 aveva chiesto il rinvio a giudizio per il dirigente teorizzando una ipotesi, poi smentita prontamente dai magistrati, di falso e abuso d’ufficio nella realizzazione della bonifica ambientale dell’area di costruzione del Ponte. L’ingegnere, difeso dall’avvocato Antonio Sorrentino, ha commentato: «Dopo quasi 10 anni fra indagine e processo, il Tribunale di Cosenza ha accertato che ci siamo mossi nell’assoluto rispetto della legge e dell’interesse collettivo. Ho atteso il giudizio con serenità perché sapevo fin dall’inizio che la giustizia avrebbe fatto il suo corso. Del resto, era evidente che non si poteva condannare delle persone per aver portato a termine una necessaria bonifica ambientale».