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il giallo

Muore nel carcere di Cosenza, ma «era incompatibile con il regime carcerario»

La Procura di Cosenza indaga sul decesso del detenuto Pasquale Francavilla. «Aveva il 5% di possibilità di salvarsi e l’hanno rispedito in cella»

Pubblicato il: 10/09/2021 – 17:31
di Fabio Benincasa
Muore nel carcere di Cosenza, ma «era incompatibile con il regime carcerario»

COSENZA E’ giallo sulla morte di un detenuto del carcere di Cosenza. Si tratta del 46enne Pasquale Francavilla, condannato nel processo Apocalisse. Il Corriere della Calabria ha contattato il suo legale di fiducia, l’avvocato Mario Scarpelli che ha raccontato quanto accaduto. Una morte – è bene evidenziarlo – sulla quale la Procura di Cosenza ha aperto una indagine. «Pasquale Francavilla – racconta il legale – è stato ricoverato d’urgenza in ospedale a Cosenza, dieci giorni fa, per la presenza di alcuni trombi. Si trovava nel reparto di Terapia intensiva. Cinque giorni fa, ho avuto modo di sentirlo tramite video chiamata e mi aveva annunciato l’imminente trasferimento in un altro reparto. Tra un mese avrebbe dovuto sottoporsi ad un altro delicato intervento, ma è tornato in carcere e questa mattina è morto».

La presunta incompatibilità con il carcere

Le condizioni di salute di Pasquale Francavilla, secondo quanto racconta l’avvocato Scarpelli, sarebbero state incompatibili con il regime carcerario. «Anche il direttore dell’istituto penitenziario è rimasto sorpreso quando inspiegabilmente il magistrato di sorveglianza ha disposto il trasferimento del paziente in carcere». E anche il medico del Sergio Cosmai avrebbe «informato il direttore dell’istituto penitenziario dell’impossibilità di trattenere il paziente in cella e della necessità di lasciarlo in ospedale per via della terapia farmacologica alla quale Francavilla avrebbe dovuto sottoporsi». L’avvocato Scarpelli presenta immediatamente istanza per incompatibilità con il regime carcerario, a distanza di 24 ore però sopraggiunge il decesso. «I medici che lo avevano avuto in cura – aggiunge – avevano confessato ai familiari della vittima la presenza di solo il 5% di possibilità di sopravvivenza». Domani sarà effettuato l’esame autoptico sul corpo di Francavilla – alla presenza del medico di parte, il dottor Arcangelo Fonti – in attesa di nuovi sviluppi delle indagini avviate dalla Procura di Cosenza.

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