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la tragedia

Incidente sulla SS280, il dramma e le domande dopo la morte del giovane Fennane

Già eseguita l’autopsia sulla salma, destinata dai familiari in Marocco. Restano gli interrogativi di una comunità incredula

Pubblicato il: 12/09/2021 – 10:13
di Giorgio Curcio
Incidente sulla SS280, il dramma e le domande dopo la morte del giovane Fennane

LAMEZIA TERME È in partenza per il Marocco la salma di Noureddine Fennane, il trentunenne rimasto vittima del drammatico incidente che si è consumato lungo la SS280, all’altezza di Marcellinara, la sera del 6 settembre scorso. Alla guida Chafik El Ketani, l’uomo già noto perché alla guida della Mercedes che, il 5 dicembre 2010, causò la strage dei ciclisti a Lamezia Terme, lungo la SS18. L’autopsia, disposta dalla Procura di Catanzaro, infatti, è stata effettuata nella giornata di venerdì e solo in serata, poi, il corpo è stato restituito ai cari. Ora ad attendere Noureddine Fennane c’è l’ultimo viaggio verso la terra natale, dai familiari e la mamma. La chiusura di un percorso di vita che si è interrotto troppo presto per un giovane ancora pieno di speranze e di sogni da realizzare nel nostro Paese.                                                                  

Una comunità segnata

Una morte che ha lasciato sgomenta un’intera comunità, quella di Gizzeria Lido, nel Catanzarese, ma non solo. Noureddine Fennane che ha compiuto 31 anni lo scorso marzo, lavorava come commerciante a Campora, sul litorale tirrenico, ed era molto conosciuto e amato per la sua simpatia e i modi garbati. La comunità marocchina, “storica” da queste parti, è ancora incredula e con commozione e dispiacere ricorda il giovane. E in tanti ancora non riescono a darsi pace per la sua morte e, sui social e la sua pagina Facebook, continuano ad arrivare messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia, invocando la benedizione di Allah.

Le indagini della Procura

E con il fascicolo aperto dalla Procura di Catanzaro per il reato di omicidio stradale, si complica terribilmente il destino di El Ketani. Secondo la ricostruzione, infatti, era lui il giovane alla guida della Toyota Corolla, noleggiata, che la sera del 6 settembre scorso è uscita fuori strada, forse per il manto stradale reso viscido dalla pioggia e l’alta velocità con la quale viaggiava l’auto, schiantandosi contro il guard rail. Restano ancora tanti gli interrogativi a cui bisognerà necessariamente fornire delle risposte e solo l’attività investigativa potrà farlo. El Ketani, intanto, è ricoverato all’ospedale di Catanzaro. Il suo quadro clinico preoccupa e il giovane potrebbe anche perdere una gamba. La Polizia Stradale intanto ha già consegnato il rapporto alla Procura, ma resta da capire se El Ketani guidasse in stato di alterazione.

La rabbia e le domande

Ma a suscitare la rabbia di parenti, amici e la comunità è soprattutto l’idea che, in qualche modo, questa tragedia si potesse evitare. In tanti, soprattutto i familiari degli 8 ciclisti uccisi 11 anni fa, si chiedono come mai il 32enne fosse in possesso della patente. E poi ci sono le numerose segnalazioni giunte alle forze dell’ordine da altrettanti cittadini di Gizzeria. Pare infatti che El Ketani avesse l’abitudine di “sfrecciare” per le strade del centro con la propria auto ad alta velocità, suscitando grande preoccupazione e apprensione tra i residenti. E se ragionare con il senno di poi è troppo facile, è altrettanto vero che niente potrà far tornare indietro il tempo e restituire Noureddine Fennane ai propri cari. (redazione@corrierecal.it)

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