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la cabina di regia

«Meloni rilancia il Mezzogiorno, frizioni con Sbarra, uomo del Sud»

Il calo di voti al referendum e la nuova task force

Pubblicato il: 13/05/2026 – 12:48
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«Meloni rilancia il Mezzogiorno, frizioni con Sbarra, uomo del Sud»

Il Mezzogiorno torna al centro delle strategie del governo Meloni, ma dietro la nascita della nuova cabina di regia sul Sud emergono anche malumori politici, tensioni interne e dubbi sulla gestione del dossier meridionale da parte dell’esecutivo. È questo il quadro delineato da Il Fatto Quotidiano, che racconta la decisione di Palazzo Chigi di rafforzare il controllo sulle politiche per il Sud in vista delle elezioni del 2027.
Al centro della nuova struttura sarà Luigi Sbarra, calabrese, ex segretario generale della Cisl e oggi sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud. Una figura scelta direttamente da Giorgia Meloni nel giugno 2025 per rilanciare il rapporto del governo con il Mezzogiorno, ma che sarebbe finita anche al centro di crescenti tensioni interne alla maggioranza.
Mel Meridione il “No” al referendum sulla giustizia ha registrato percentuali superiori rispetto ad altre aree del Paese e l’affluenza è rimasta molto bassa. Un segnale che a Palazzo Chigi viene interpretato come una difficoltà del centrodestra nel consolidare il proprio consenso nel Sud.
In questo contesto, dentro Fratelli d’Italia avrebbe pesato soprattutto il mancato sostegno della Cisl alla campagna per il “Sì”. Il sindacato da cui proviene Sbarra non avrebbe fornito alcun endorsement ufficiale, né avrebbe mobilitato i propri iscritti sul referendum. Una scelta che avrebbe irritato parte dei vertici meloniani.
Proprio per questo motivo la presidente del Consiglio ha accelerato sulla creazione di una cabina di regia dedicata al Mezzogiorno. La struttura, che avrà sede a Palazzo Chigi, sarà coordinata da Sbarra ma vedrà anche una forte presenza degli altri sottosegretari alla Presidenza del Consiglio (come Mantovano e Fazzolari), dei ministri più vicini a Meloni e dei presidenti delle Regioni del Sud, cinque dei quali appartenenti al centrodestra.
Secondo il Dpcm firmato il 6 febbraio dal sottosegretario Alfredo Mantovano, la cabina di regia avrà il compito di definire gli obiettivi strategici delle politiche pubbliche per il Sud, coordinare Stato, Regioni ed enti locali, seguire la redazione del Piano strategico per il Mezzogiorno e monitorarne l’attuazione. Le riunioni saranno trimestrali e finanziate con risorse del Dipartimento per il Sud.
Ma ciò che appare certo è che Sbarra, secondo diverse fonti, non godrebbe più delle simpatie iniziali all’interno del partito della premier. Gli verrebbe contestata una forte esposizione pubblica, soprattutto nel Sud, senza risultati concreti ritenuti all’altezza delle aspettative.
Nel retroscena pubblicato dal Fatto, si parla anche di rapporti freddi con il ministro Tommaso Foti e con il suo predecessore Raffaele Fitto. A Sbarra, inoltre, verrebbe attribuita l’ambizione di ottenere in futuro un ruolo ministeriale, ipotesi che avrebbe contribuito ad alimentare ulteriori diffidenze nella maggioranza. Il sottosegretario, nei primi mesi del suo incarico, sarebbe stato ribattezzato da alcuni ambienti governativi “taglia nastri”, per la presenza costante a inaugurazioni, incontri e appuntamenti istituzionali nel Mezzogiorno, senza però aver ancora inciso realmente sui grandi dossier economici e infrastrutturali del Sud.
Parallelamente, Palazzo Chigi starebbe lavorando a un rafforzamento del Dipartimento per il Sud. In questo scenario assume un ruolo centrale Giosy Romano, già responsabile della struttura Zes unica, che sarebbe stato scelto per esercitare una funzione di controllo e supervisione amministrativa sull’attuazione delle politiche meridionali.
Resta centrale il tema della Zes unica, il meccanismo introdotto dal governo Meloni nel 2023 per incentivare gli investimenti nelle regioni meridionali attraverso agevolazioni fiscali e semplificazioni burocratiche. Palazzo Chigi avrebbe già avviato, insieme all’Istituto nazionale per le politiche pubbliche, una valutazione sugli effetti concreti prodotti dalle misure.
Sul piano politico, però, il messaggio che emerge è chiaro: il governo, dopo il crollo del referendum sulla giustizia, considera il Sud decisivo per le elezioni del 2027 e vuole evitare che il consenso costruito negli ultimi anni possa indebolirsi. La nuova cabina di regia nasce quindi non soltanto come strumento amministrativo, ma anche come risposta politica a una crescente preoccupazione interna sulla tenuta del centrodestra nel Mezzogiorno. (redazione@corrierecal.it)

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