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l’intervista

«Cosentini costretti a emigrare per interventi oculistici, e la politica si gode lo spettacolo…»

Giancarlo Greco (Confindustria sanità): «Taglio del 55% del budget, così Longo e La Regina invitano i cittadini a recarsi in Sicilia…»

Pubblicato il: 14/09/2021 – 12:08
«Cosentini costretti a emigrare per interventi oculistici, e la politica si gode lo spettacolo…»

COSENZA «Il commissario Longo ha introdotto qualcosa di nuovo nella già disgraziata sanità di Calabria, pensavamo di averle viste già tutte in materia. Ha iniziato a sfaldare anche quel poco di buono che c’è, che funziona alla grande. Costringendo i pazienti, anche per cose che qui si risolvono perfettamente, a migrare. Guarda caso stavolta nella “sua” Sicilia…».

Giancarlo Greco

Giancarlo Greco, presidente sezione sanità di Confindustria Cosenza, a stento riesce (o non riesce affatto) a filtrare il suo ruolo istituzionale rispetto a una inquietudine che non è facile trattenere. «Ma è pazzesco tutto questo. Quest’anno è previsto un taglio del 55% del budget per le prestazioni oculistiche nella provincia di Cosenza. Quasi 3mila interventi in meno. Parliamo in gran parte di cataratte, una delicatissima banalità che sul territorio si risolve alla grande nonostante la diffusione stratificata della patologia. E anziché incrementare le prestazioni Longo che fa? Ne taglia più della metà. Forse perché nella sua sfera di cristallo ha intuito che i cosentini non ne avranno più bisogno? Tutt’altro, il fabbisogno cresce ma lui taglia…».

Ma non avrà deciso da solo il “taglio”, qualcuno lo avrà aiutato…
«Certo che non è solo, ci mancherebbe. La controfirma dell’assurdità è poi del commissario dell’Asp di Cosenza La Regina, francamente si era presentato all’utenza con ben altre credenziali e aspettative. Ma la genesi del taglio è del commissario Longo, ovviamente nel silenzio generale della classe politica… È inevitabile che la compagnia sia nutrita. Mica Longo può fare da solo quello che gli gira per la testa. È vero, è lui il commissario e la strategia negativa è tutta sua. Però è anche vero che alcune scelte irrazionali possono andare in porto solo se l’intera classe politica si gira dall’altra parte…».

Perché pensa che avvenga: perché la politica non sa o perché fa finta di non capire?
«Un po’ e un po’. C’è anche una bella fetta di politica che non sa nulla e non capisce nulla di sanità e dei reali bisogni della gente. Poi c’è pure però chi volutamente non vuol creare e crearsi inimicizie. Fa l’indiano, per farla breve. In questa fase poi sono tutti bravi a chiedere voti esponendo chissà quali battaglie per i calabresi ma alla resa dei conti davvero in pochi tengono alle sorti dei conterranei. Ripeto però che è di Longo la strategia negativa».

E perché lo fa secondo lei?
«Qui la risposta è un po’ più complessa. Perché Longo, in quanto commissario, non può non sapere che i servizi ai cittadini vanno implementati e non invece tagliati. Sennò che sanità è? Si può andare a Messina o Catania per una cataratta quando in provincia di Cosenza si risolve benissimo la cosa? Oppure è proprio questo quello che vuole Longo? Trasportare i calabresi nella “sua” Sicilia? Lo so bene che quest’ultimo scenario è tendenzioso e persino malizioso. Ma mi creda, spesso non ne vedo altri. La domanda per interventi oculistici non è in calo, purtroppo. Al contrario non conosce né decrescita né stasi. E invece di fornire più prestazioni che si fa? Si taglia… Davvero incredibile».

Ma è solo su questo aspetto, pur importante e molto diffuso, che si sente di condannare Longo?
«Io non condanno nessuno, intanto. Registro e dove posso debbo tutelare pazienti e imprese. Parlo a nome di Confindustria non a caso. Perché poi il danno non lo si fa solo ai malati che debbono recarsi fuori regione ma anche ai dipendenti delle strutture sanitarie che non sono destinati a fare una bella fine se la propria clinica è costretta a fornire meno prestazioni. Non è una ritorsione ma è una drammatica, e amara, legge di mercato. Meno lavora un’azienda e meno lavoro può garantire ai suoi dipendenti, soprattutto in termini di futuro».

Avrebbe “promosso” Longo se non avesse tagliato il budget per le prestazioni oculistiche?
«Guardi che quello di cui stiamo parlando non è un dettaglio. Semmai è un indicatore assai emblematico. Gliela ribalto io la domanda. Lei promuoverebbe un commissario alla sanità di Calabria se anziché alimentare le prestazioni sul territorio costringe i cittadini a recarsi fuori? Serve altro?».

Però una ragione ci deve pur essere…
«E non c’è. È questa la cosa incredibile. È un taglio con le forbici ad occhi chiusi. Senza criterio. Perché gli interessi forse sono altri e perché per governare la sanità occorrono esperti in materia dalla mente e dal cuore in libertà. In Longo faccio fatica a rintracciare almeno una di queste prerogative…». (redazione@corrierecal.it)

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