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il ricordo

Dodici anni senza Dodò Gabriele, testimonianze e iniziative per tenerne viva la memoria

L’11enne di Crotone venne colpito da un proiettile su un campo da calcetto. Dal racconto dei genitori alla piazza dedicatagli in provincia di Pisa. La madre: «Basta violenza: il male non vince mai,…

Pubblicato il: 20/09/2021 – 12:48
di Francesco Donnici
Dodici anni senza Dodò Gabriele, testimonianze e iniziative per tenerne viva la memoria

CROTONE Migliaia di studenti si preparano per il ritorno a scuola, ma un banco, ancora oggi, rimarrà vuoto. A riempirlo è il ricordo di Domenico Gabriele, scomparso esattamente 12 anni fa. Il 20 settembre 2009 finì il Calvario dell’undicenne che il precedente 25 giugno era stato colpito alla testa da un proiettile sparato su un campo di calcetto in contrada Margherita, a Crotone.
«Sono dodici anni che non sento più la tua voce, il tuo respiro, i tuoi passi, essere chiamata mamma» scrive la madre, Francesca, su facebook. «Non auguro a nessuno di perdere un figlio. Il dolore che ti preme sul petto, il cuore che vuole esplodere. Vorrei  urlare al mondo intero: basta violenze, basta arroganza. Non si può vivere così, il male non vince mai. Il bene perso non torna più».

Su un campo da calcetto

“Dodò”, come lo chiamavano affettuosamente i suoi genitori Giovanni e Francesca, si trovava su quel campetto ogni giovedì, insieme al padre, per inseguire la sua passione. «Al posto sbagliato nel momento sbagliato», dirà in seguito qualcuno.  
Quel giovedì, in quegli stessi campetti, c’era Gabriele Marrazzo, vittima designata in un regolamento di conti tra ‘ndrine. Un’esecuzione che doveva essere esemplare affinché passasse chiaro il messaggio che quella zona era sotto il controllo del clan Tornicchio. A generare quel sangue innocente era stata una partita di droga non pagata: i colpi esplosi dall’allora 20enne Andrea Tornicchio e da Vincenzo Dattolo (all’epoca dei fatti 26enne) colpirono in tutto dieci persone tra cui Dodò che dopo il ricovero d’urgenza a Crotone verrà trasferito “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro dove rimarrà per 85 giorni. 
A circa un anno dall’accaduto la Procura aprirà un fascicolo d’indagine che porterà all’arresto dei due esecutori e del presunto mandante, il boss Francesco Tornicchio, che nell’estate del 2009 si trovava nel carcere di Siano. Quest’ultimo verrà assolto mentre per gli esecutori la Cassazione, a maggio 2015, confermerà in via definitiva la condanna all’ergastolo.

Francesca e Giovanni Gabriele al raduno nazionale dell’associazione Libera. Isola Capo Rizzuto, settembre 2021

«Noi, come familiari, nella tragedia abbiamo avuto più fortuna di altri perché in soli 5 anni Domenico ha avuto giustizia e noi abbiamo conosciuto la verità» ha raccontato lo scorso anno al Corriere della Calabria Giovanni Gabriele (QUI l’intervista completa). Difficile, ogni anno, rivivere quei momenti, che inesorabili ritornano. E con loro il dolore per la perdita dell’unico figlio, ma anche l’affetto delle tante persone che da allora hanno scelto di stringersi attorno alla famiglia Gabriele. 

La memoria di Dodò, dodici anni dopo

Francesca e Giovanni Gabriele all’inaugurazione di piazza “Dodò Gabriele” a Pieccioli (PI)

Tra questi don Luigi Ciotti, presidente e fondatore di Libera. La sua visita a Crotone nel febbraio del 2010 convinse i coniugi Gabriele a «uscire dal buio della sofferenza per raccontare la loro storia» diventando testimoni nel e per il loro territorio.
La storia di “Dodò” è divenuta parte integrante del portale Vivi che sempre l’associazione Libera dedica alla memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie. Qui si possono conoscere le loro storie. Le loro scelte. Francesca e Giovanni Gabriele hanno recentemente reso la loro testimonianza davanti alle decine di ragazzi che hanno partecipato al IX raduno nazionale dei giovani dell’associazione di don Ciotti, svoltosi a Isola Capo Rizzato.
Lo scorso anno, a Peccioli, in provincia di Pisa, alla memoria di Dodò è stata dedicata una piazza sempre su impulso di uno dei presidi del coordinamento provinciale di Libera. 
«Secondo noi – ha raccontato Giovanni Gabriele a oltre 10 anni di distanza – il cambiamento, nella provincia di Crotone, si nota anche dalla crescente partecipazione delle persone a qualsiasi iniziativa abbiamo fatto in memoria di Dodò. Anni fa la gente rimaneva più in disparte. Anno per anno le persone aumentano anche se a Crotone come in tutta la Calabria c’è sempre tanto da lavorare. Non bisogna arrendersi e secondo me, noi che stiamo dalla parte buona della società ogni anno aumentiamo sempre di più». (redazione@corrierecal.it)

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