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Il botanico calabrese minacciato dai vegani: «Mai detto che le piante non si possono mangiare»

Mancuso: «Stravolte le mie teorie sulla sensibilità dei vegetali. Ricevo lettere minatorie dove dicono che favorisco i produttori di carne»

Pubblicato il: 22/09/2021 – 12:48
Il botanico calabrese minacciato dai vegani: «Mai detto che le piante non si possono mangiare»

Mail e lettere minatorie a Stefano Mancuso, botanico e neurobiologo, originario di Catanzaro, noto per i suoi studi sulla sensibilità e sull’intelligenza delle piante. Teorie scientifiche prese di mira da una frangia estremista di vegani che accusano lo scienziato di voler dimostrare coi suoi studi che «le piante soffrono tanto quanto gli animali», e in questo modo giustificare il consumo della carne. Episodio denunciato dal botanico sul Corriere.it dove ha dichiarato: «Mai detto che le piante non si devono mangiare, sono stati completamente stravolti i miei studi sulla sensibilità dei vegetali – e ha aggiunto – mi accusano senza alcun criterio di difendere chi produce carne». Stefano Mancuso e al momento è docente di arboricoltura generale e etologia vegetale all’Università di Firenze, i suoi libri e le sue pubblicazioni costituiscono dei riferimenti importantissimi per la ricerca scientifica mondiale sul comportamento del regno vegetale. Le sue scoperte di solito sono occasione di dibattito e suscitano grande curiosità e interesse tra gli addetti ai lavori e gli appassionati di natura e ambiente, questa volta, però, hanno scatenato l’indignazione di una categoria particolare di persone, coloro che seguono una dieta a base di vegetali. «È successo qualche tempo fa – ha dichiarato il botanico – io non sono sui social, ma ho cominciato a ricevere email strane, dove mi si chiedeva bruscamente “Ma chi glielo ha detto a lei che le piante percepiscono l’ambiente che le circonda?”. Sono certo – ha spiegato – che chi mi attacca non ha mai letto i miei libri. In ogni caso, alle email sono seguite lettere vere e proprie, vecchio stile, scritte a macchina». «In un certo senso – ha continuato – gli estremisti che mi attaccavano sostenevano che le mie teorie fossero un complotto finanziato dalle grandi aziende di allevamento e dai produttori di carne per smontare le tesi vegane e vegetariane. Assurdo».

La risposta di Mancuso ai vegani che lo hanno attaccato

«Io non ho mai detto che le piante non si debbono mangiare, anzi. Noi persone siamo animali, e siamo onnivori. Qualcosa dobbiamo mangiare. E, a parità, fa meno danni mangiare una pianta che mangiare un animale. Se mangio un chilo di carne, quell’animale avrà dovuto, a sua volta, divorare molti più animali per nutrirsi. Nelle piante è diverso: loro si sono evolute per essere predate, dunque non soltanto si possono mangiare ma addirittura ci sono dei casi in cui si stabilisce una relazione con chi le divora». Mancuso ha poi proseguito facendo un esempio: «Se un animale mangia un frutto, poi restituirà alla terra i semi di quel frutto. Per non parlare poi delle specie vegetali che si sono lasciate addomesticare. Quando pronunciamo questa parola pensiamo subito agli animali, ma vale anche per le piante. Come il riso, l’orzo, il mais – ha concluso – c’è un vantaggio per loro che si fanno coltivare e c’è un vantaggio per noi che le coltiviamo».

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