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prima udienza

“Imponimento”, al via il processo ordinario. In aula anche i fratelli Stillitani

Le persone coinvolte nell’inchiesta della Dda di Catanzaro sono accusate di aver favorite la cosca di ‘ndrangheta Anello-Fruci di Filadelfia

Pubblicato il: 24/09/2021 – 20:06
di Giorgio Curcio
“Imponimento”, al via il processo ordinario. In aula anche i fratelli Stillitani

LAMEZIA TERME È partito questa mattina il processo “Imponimento” nato dall’inchiesta della Dda di Catanzaro eseguita nell’estate dello scorso anno. Ad ospitare la prima udienza del troncone ordinario è stata l’aula Bunker dell’area industriale di Lamezia Terme, (presidente Angelina Silvestri, a latere Adele Foresta e Salvatore Regasto), sito che già ospita il maxi processo “Rinascita-Scott” contro la ‘ndrangheta.  

L’inchiesta

Le persone coinvolte nell’inchiesta sono accusate, a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione mafiosa, associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione. E poi turbata libertà degli incanti, alterazione delle aste pubbliche, falso, truffa, detenzione illegale di armi. Tutti reati aggravati dalle modalità mafiose e per aver agevolato – secondo l’accusa – la cosca di ‘ndrangheta Anello-Fruci attiva dal Vibonese al Lametino, tra Filadelfia e Curinga. Ma anche i Tripodi di Porto Salvo, i Lo Bianco-Barba di Vibo Valentia, i Cracolici di Maierato e i Bonavota di Sant’Onofrio. Tra le persone coinvolte anche Francescantonio Stillitani, imprenditore ed ex assessore regionale al Turismo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa con la cosca Anello-Fruci, così come il fratello, Emanuele. Tra i nomi “eccellenti” anche Francescantonio Tedesco, ex consigliere del Comune di Vibo 

La prima udienza

Nel corso dell’udienza di oggi, alla presenza del pm Antonio De Bernardo per la Procura Distrettuale di Catanzaro, è stata la richiesta l’Inail e della società ICM in liquidazione di costituirsi parte civile nei confronti di alcuni imputati, in aggiunta alle parti che si erano già costituite all’udienza preliminare. Richieste alle quali si è opposto l’avvocato Aldo Ferraro, difensore di alcuni degli imputati, e che ha chiesto di chiararsi «l’inammissibilità di alcune richieste di costituzione, ed escludere le costituzioni già ammesse in precedenza per carenza di taluni requisiti formali», questione cui si sono associati tutti gli altri componenti del nutrito collegio difensivo, composto da oltre 100 avvocati. Dopo quasi quattro ore di camera di consiglio, il Tribunale ha dichiarato l’inammissibilità della costituzione di parte civile della Provincia di Vibo Valentia, ammettendo le altre richieste di costituzione. Prossima udienza già fissata per l’1 ottobre, poi l’8 e il 29 ottobre.

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